Die My Love

Film 2025 | Drammatico, 118 min.

Regia di Lynne Ramsay. Un film con Jennifer Lawrence, Robert Pattinson, Sissy Spacek, Nick Nolte, Lakeith Stanfield. Cast completo Genere Drammatico, - Canada, 2025, durata 118 minuti. Uscita cinema giovedì 27 novembre 2025 distribuito da Mubi. Oggi tra i film al cinema in 1 sala cinematografica - MYmonetro 2,81 su 17 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento giovedì 27 novembre 2025

Dalla rinomata regista Lynne Ramsay, Die My Love è il ritratto viscerale e senza compromessi di una donna travolta dall'amore e dalla follia. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Golden Globes, 1 candidatura a BAFTA, 1 candidatura agli European Film Awards, Die My Love è 95° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 462,00 e registrato 50.694 presenze.

Consigliato sì!
2,81/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 2,94
PUBBLICO 3,00
CONSIGLIATO SÌ
Il cinema tattile e materico di Ramsay è il veicolo naturale per questa storia di furioso contatto con un reale che sfugge di mano.
Recensione di Paola Casella
domenica 18 maggio 2025
Recensione di Paola Casella
domenica 18 maggio 2025

Grace e Jackson si amano con intensa passionalità e si trasferiscono da New York a un'isolata casa del Montana appartenuta allo zio di lui, morto suicida. Jackson voleva suonare in una band, Grace scrivere il "grande romanzo americano". Ma la giovane donna rimane incinta e la nascita del figlio sposta tutti gli equilibri di coppia: lui accetta un lavoro manuale lontano da casa e lei si ritrova in totale isolamento domestico, con un neonato che richiede tutte le sue attenzioni. Intorno a lei mamme, zie e nonne che dispensano consigli non richiesti, e la madre di Jackson, Pam, che ha da poco perso il marito ed è smarrita quanto Grace. La giovane madre sprofonda in una violenta depressione post partum, Jackson non capisce e fa da parafulmine alla sua disperazione. E lei è tentata dalle attenzioni di un misterioso vicino che passa davanti alla casa isolata in moto, con il volto nascosto da un casco.

Con Die, My Love, adattamento del romanzo omonimo dell'autrice argentina Ariana Harwicz (pubblicato in Italia con il titolo "Ammazzati amore mio", parte della cosiddetta "trilogia della passione"), la regista e sceneggiatrice scozzese Lynne Ramsay torna a esplorare il mondo delle relazioni disfunzionali in cui un marito amorevole non riesce a comprendere il disagio profondo della consorte, e in cui la maternità è vissuta con pericoloso straniamento, come nell'agghiacciante ...e ora parliamo di Kevin. Alla sceneggiatura c'è anche la mano di Alice Birch, pluripremiata drammaturga teatrale e sceneggiatrice di serie come Succession e Normal People.

Ramsay è maestra nell'immergerci polisensorialmente negli stati di alienazione progressiva di un personaggio, e qui questo viaggio agli inferi è veicolato da un'impavida Jennifer Lawrence che si butta senza rete nel ruolo di Grace, mettendone in scena gli istinti ferini e la mimesi primordiale con la natura che la circonda. Non è difficile accostare la sua interpretazione a quella regalata in Madre! di Darren Aronofsky, film per certi versi simile nella dimensione delirante fra rapporto con la natura e rapporto interpersonale. Accanto a Lawrence ci sono un Robert Pattinson opportunamente imbambolato (ma forse quella è la sua unica espressione) nel ruolo di Jackson e una Sissy Spacek ricca di sfumature in quello di Pam.

Ramsay perde la bussola come la sua protagonista, e il suo background nelle arti visive è evidente nella raffigurazione dello straniamento sempre crescente di Grace, così come lo era in quello della protagonista di ...e ora parliamo di Kevin, ma anche del protagonista di A Beautiful Day - You Were Never Really Here, anche lui vittima di dinamiche famigliari distorte. Questo perdere la bussola della regista è allo stesso tempo appropriato per la storia che racconta e respingente per lo spettatore, invitato ad assistere a un crescendo di situazioni estreme che erodono l'empatia verso la protagonista.

Il formato 1.33:1 del film aggiunge una dimensione claustrofobica alla parabola di Grace, così come la musica a tratti assordante è pensata per frastornare gli spettatori così come è frastornata la giovane coppia al centro della storia. La violenza insita nel loro rapporto visceralmente passionale emerge in tutta la sua potenza devastante, rompe la quiete apparente (e ipocrita) di una comunità rurale, e non fa prigionieri.

Il cinema tattile e materico di Ramsay è il veicolo naturale per questa storia di furioso contatto con un reale che sfugge di mano, in cui due persone che si amano smettono di vedersi veramente e si ritrovano l'una contro l'altro armati. La comunità che li circonda non fa che perpetuare la mitologia della maternità, rivelando come segreti da tenere nascosti gli aspetti drammatici dell'affrontarla.

Grace vorrebbe bruciare tutto, si aggrappa ferocemente al suo bambino e a qualunque brandello di felicità le arrivi a tiro, e affronta come una tigre lo spappolamento della sua esistenza. Ramsay racconta questo scardinamento senza freni o inibizioni, preoccupandosi poco di mantenere un patto di complicità con il pubblico. Ma il pubblico potrebbe trovare esasperante ed eccessivamente sopra le righe il ritratto di una moglie in zona Cassavetes ma estremo fino al paradosso, e molto oltre l'orlo di una crisi di nervi.

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STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
lunedì 1 dicembre 2025
Marco Minniti
Asbury Movies

Lynne Ramsay rappresenta, nel panorama cinematografico attuale (compreso quello d'essai) una cineasta per tanti versi atipica. Cinquantacinquenne, attiva dalla fine degli anni '90, attualmente giunta solo al suo quinto lungometraggio, almeno due titoli (... e ora parliamo di Kevin, datato 2011, e A Beautiful Day - You Were Never Really Here, di sei anni più tardi) tanto apprezzati nell'immediato dalla [...] Vai alla recensione »

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CANNES FILM FESTIVAL
domenica 18 maggio 2025
Paola Casella

La regista si preoccupa poco di mantenere un patto di complicità con il pubblico. Vai all'articolo »

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