| Anno | 2022 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 101 minuti |
| Regia di | Giovanni Virgilio |
| Attori | Alessio Vassallo, Stella Egitto, Nino Frassica, Emmanuele Aita, Cosimo Coltraro Vincent Riotta, Nico Birnbaum, Francesco Foti, Paolo Briguglia, Rita De Donato, Francesca Della Ragione. |
| Uscita | giovedì 10 novembre 2022 |
| Tag | Da vedere 2022 |
| Distribuzione | Movieside Distribution |
| MYmonetro | 3,14 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 7 novembre 2022
La storia di un uomo che, cresciuto senza un padre, è diventato il padre di tutti i suoi cittadini. Il film ha ottenuto 1 candidatura a David di Donatello, In Italia al Box Office I racconti della domenica ha incassato 37,1 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Francesco Giuffrida è un bambino nella Sicilia degli anni intorno alla Seconda Guerra Mondiale. Il padre è partito per l'America per mantenere da lontano la famiglia, la madre vuole sottrarre i suoi due figli ad un destino segnato come il suo: dunque manda Francesco in collegio e suo fratello Antonio in seminario, affinché diventino l'uno medico, l'altro prete. Il bambino sopravvive ai tedeschi e alle bombe e arriva a frequentare l'università, ma pochi esami prima della laurea rimane folgorato dalla prospettiva di entrare in politica per cambiare la situazione dei suoi concittadini. Con il sostegno della Democrazia Cristiana diventerà sindaco del paese, efficiente e amatissimo. Ma il partito non si accontenta della sua onestà e capacità gestionale e vuole da lui un gesto che significherebbe una genuflessione ad interessi più grandi.
Il sottotitolo di I racconti della domenica, diretto da Giovanni Virgilio e da lui scritto insieme a Marco Spagnoli, Manuela Gurgone e Luca Arcidiacono, è "storia di un uomo perbene", e davvero il film è il ritratto di una brava persona, di quelle che sembrano non esistere più, soprattutto fra i politici.
La priorità di Francesco è anteporre il bene della collettività ai propri interessi personali, il suo modello è Don Luigi Sturzo e il suo motto è "la politica non dà, è l'uomo che dà alla politica". Raccontare oggi questa storia è come rievocare un piccolo mondo antico del quale si sono perse le tracce, e ricordare che "potere è un verbo", non un privilegio da dover difendere a tutti i costi per il proprio tornaconto personale.
Il fatto che per una volta si racconti una resistenza umana e politica in Sicilia non sotto le bandiere del Partito Comunista (il cui leader aveva coniato la frase sul potere di cui sopra) ma sotto quelle della Democrazia Cristiana è particolarmente interessante, perché ci ricorda che le brave persone ci sono state anche in quello schieramento, in seguito ampiamente dileggiato. C'è un'onestà di fondo in questa storia che ha il sapore del tempo andato e che fa venire la voglia di ritrovare una vocazione al servizio pubblico.
Lo stile del racconto, sia in scrittura che in regia, corrisponde bene al contenuto, improntato alla cura e al rigore: ambienti e costumi sono ricostruiti con credibilità (lo scenografo è Giuseppe Busacca, la costumista Laura Costantini), la regia è nitida ed essenziale, mai intenta a chiamare attenzione su se stessa, e gli attori recitano con partecipazione sincera, da Alessio Vassallo nei panni di Francesco a Stella Egitto in quelli di sua moglie Maria, ma anche Paolo Briguglia (Antonio), Emmanuele Aita (l'amico Ture), Cosimo Coltraro (lo zio di Ture). Su tutti svetta Nino Frassica nel ruolo di Don Peppino, un uomo buono che protegge Francesco in collegio e gli fa brevemente da guida: come tutti i grandi attori, Frassica ci fa desiderare di rimanere più a lungo insieme al suo personaggio.
Attraverso la storia di Francesco, e le lettere che manda al padre lontano durante le domeniche citate nel titolo del film, ripercorriamo la Storia dell'Italia sopravvissuta alla guerra, le campagne di riqualificazione di paesi e regioni abbandonati, la creazione al sud di scuole, ospedali e stalle sociali, la fine della transumanza e l'asfaltamento delle strade, l'arrivo dell'elettricità e dell'acqua corrente nelle case, i conflitti fra contadini e latifondisti, fino alle battaglie politiche e alla ferita collettiva del delitto Moro. I racconti della domenica ci ricorda come siamo arrivati fino ad oggi, e quante cose abbiamo dimenticato.
Non è facile raccontare la vera storia di un uomo siciliano per bene; di un uomo che intendeva e viveva la politica come strumento e mezzo per promuovere il la dignità, la civiltà e il progresso dei propri concittadini; di un uomo che per ideologia, credo e onestà sacrificò parecchio, arrivando al punto di tenere testa ai potenti del luogo, ai “colleghi”, [...] Vai alla recensione »
I racconti della domenica appartiene a quel filone che attraverso la storia politica raggruppa verità collettive. Al pari di Paisà di Vittorio de Sica, Salvatore Giuliano di Francesco Rosi, Malèna di Giuseppe Tornatore o il dittico da capogiro di Marco Bellocchio, Esterno Notte I e II. Giovanni Virgilio (La bugia bianca, 2015; Malarazza, 2017) racconta la solitudine, l'abbandono o la rabbia di uomini [...] Vai alla recensione »