Màkari

Film 2021 | Drammatico

Regia di Michele Soavi. Una serie con Claudio Gioé, Domenico Centamore, Ester Pantano, Antonella Attili, Sergio Vespertino. Cast completo Genere Drammatico 2021,

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Ultimo aggiornamento mercoledì 1 dicembre 2021

Lamanna ci conduce alla scoperta di una Sicilia dagli scenari magici, imbevuta del fascino eterno della Magna Grecia e alle prese con i drammi e le contraddizioni di oggi.

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Dai libri di Gaetano Savatteri.
a cura della redazione
giovedì 4 marzo 2021
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giovedì 4 marzo 2021

La nuova serie di gialli ambientati nella cornice della Riserva dello Zingaro ha come protagonista Saverio Lamanna, scrittore per vocazione e detective per caso. Brillante, ironico e disincantato, Lamanna ci conduce alla scoperta di una Sicilia dagli scenari magici, imbevuta del fascino eterno della Magna Grecia e alle prese con i drammi e le contraddizioni di oggi.

Regia di Michele Soavi.

Il fascino delle location non basta. Il ritmo rallenta, le dinamiche tra i protagonisti rimangono superficiali e i nuovi episodi non convincono del tutto

Recensione di Maria Antonietta Vitiello

Nella seconda stagione, ambientata a distanza di un anno dalla prima, ritroviamo Saverio Lamanna, ex giornalista e scrittore di gialli, e il suo amico Peppe Piccionello alle prese con nuovi casi da risolvere. Suleima torna in Sicilia con il suo capo per seguire un progetto importante e la relazione con Saverio prosegue tra alti e bassi. Sullo sfondo, Màkari e altri luoghi di interesse storico e culturale, con gli altri personaggi di contorno: il capo di Suleima, Teodoro, la fidanzata di Peppe, Marina, il vicequestore Randone, il padre di Saverio e la sua fedele governante Maricchedda, e la ristoratrice Marilù.

Anche questa stagione, tratta dai romanzi di Gaetano Savatteri, ha la regia di Michele Soavi ma si prospetta più corta della precedente: tre episodi rispetto ai quattro della prima, mantenendo un elevato numero di spettatori (la prima puntata della seconda stagione ha totalizzato il 25,4% di share).

Ritroviamo le vicende amorose tra Saverio e Suleima rese conflittuali dalla gelosia di Saverio, le smancerie di Peppe e Marina, le indagini in cui Saverio aiuta il vicequestore Randone che tende a trarre le conclusioni più semplici e, spesso, a identificare il colpevole sbagliato, i dialoghi con un'alternanza tra un italiano gergale-pop e termini dialettali, qualche stereotipo nord-sud, la promozione turistica e la valorizzazione del territorio.

Il principale punto di forza di questa fiction e probabilmente la causa del suo grande successo, risiede proprio nelle location che, rispetto alla prima stagione, si sono allargate all'agrigentino. La Valle dei Templi (prima puntata), la Scala dei Turchi, Favara ed Erice, solo per citarne alcune, fanno da sfondo alle vicende dei protagonisti. Inoltre si coglie il desiderio di mostrare la Sicilia nelle sue diverse sfaccettature pensando che possa essere anche un polo ("La città del sole" per cui lavora Suleima) di futura attrazione e investimento per far tornare in Italia tanti giovani 'cervelli'.

La seconda stagione, ha visto un cambio di sceneggiatori e si caratterizza per dialoghi maggiormente intrisi di citazioni cinematografiche e della cultura pop in cui si cerca di portare delle tematiche attuali come, ad esempio, la difficoltà della letteratura a farsi conoscere senza passare per i social media e YouTube. I personaggi hanno delle piccole evoluzioni, soprattutto il protagonista che, elaborato il lutto della madre, è ambivalente nella ricerca di una nuova identità professionale nella terra delle sue origini. Suleima, non più studentessa, maggiormente coinvolta sul piano professionale, si destreggia in un difficile equilibrio tra il lavoro e la vita privata.

Queste evoluzioni rimangono però minime e individuali e si estendono poco alle dinamiche tra i personaggi (Suleima-Saverio, Saverio-Peppe e Saverio con il padre). Non maturano, come nella prima stagione, ed è un peccato perché scaldavano il clima emotivo della storia e rendevano i personaggi almeno un po' più autentici e complessi dal punto di vista psicologico. Solo nell'ultima puntata, negli scambi del protagonista prima con il padre e poi con Suleima, c'è una minima e funzionale ripresa da questo punto di vista per riagganciare e chiudere la cornice narrativa delle due stagioni.

In linea con i personaggi anche la recitazione è artificiosa e forzata con la notevole eccezione di Tuccio Musumeci che interpreta il padre di Saverio, attore di teatro e di cinema con Visconti e la Wertmüller.

Lo stesso Saverio, sagace investigatore improvvisato che si atteggia a cinico conoscitore della vita, un po' impulsivo e con la battuta pronta interpretato da Claudio Gioè, non risulta abbastanza carismatico per essere credibile.

Pur mantenendo lo stile della fiction, leggero e manierato, i dialoghi virano troppo da un registro melodrammatico ad uno comico-cinico che, talvolta, sfocia nel cattivo gusto e nell'offesa. A questo proposito vi sono state delle polemiche relative a due battute presenti nella seconda puntata: la prima in cui, nel descrivere le origini della mafia, viene indicato il golfo di Trapani e si dice che veniva definita, "La tradizione, la mia tradizione", e la seconda in cui Saverio invita l'amico Piccionello ad "andare al mercato del pesce" quando quest'ultimo dice di avere nostalgia dell'odore di Marina.

Lo script non presenta, come nella prima stagione, flashback (con un'unica minima eccezione) e rimane lineare, senza buchi ma con un ritmo narrativo lento e prevedibile, alleggerito solo da qualche siparietto che cerca di colorire i protagonisti e la storia. Il formato della singola puntata, inoltre, sempre superiore ai 100 minuti, dilata molto i tempi del racconto.

Nel complesso la seconda stagione ha i lodevoli intenti, oltre a quelli già evidenziati, di mostrare che, (l'ultima puntata), si possa mettere da parte il cinismo (rappresentato dalle freddure di Saverio) su un contesto, italiano e meridionale, sentito come non modificabile, a favore di un'apertura verso il cambiamento e le nuove generazioni in cui ciascuno può fare la sua parte senza, necessariamente, essere dei filantropi milionari (Teodoro). Forse, però, a fronte dell'importanza e del peso di tali messaggi, occorreva dosare meglio e con un'attenzione maggiore, gli altri elementi messi in gioco.

Regia di Michele Soavi.

La prima stagione della serie

Recensione di a cura della redazione

Saverio Lamanna, scrittore per vocazione e detective per caso. Brillante, ironico e disincantato, Lamanna ci conduce alla scoperta di una Sicilia dagli scenari magici, imbevuta del fascino eterno della Magna Grecia e alle prese con i drammi e le contraddizioni di oggi.

MÀKARI disponibile in DVD o BluRay

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