| Titolo originale | Underwater |
| Anno | 2020 |
| Genere | Azione, Drammatico, Thriller, |
| Produzione | USA |
| Durata | 95 minuti |
| Regia di | William Eubank |
| Attori | Kristen Stewart, Vincent Cassel, Jessica Henwick, John Gallagher Jr., Mamoudou Athie T.J. Miller, Gunner Wright, Fiona Rene, Amanda Troop. |
| Uscita | giovedì 30 gennaio 2020 |
| Distribuzione | 20th Century Fox Italia |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,29 su 15 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 31 gennaio 2020
Un gruppo di scienziati sta lavorando sott'acqua quando vengono travolti da un terremoto. I sopravvissuti dovranno fare delle scelte estreme per rimanere vivi. In Italia al Box Office Underwater ha incassato nelle prime 5 settimane di programmazione 382 mila euro e 249 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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In fondo all'oceano un gruppo di scienziati sopravvive all'esplosione di una base sperimentale di perforazione. Insieme provano a raggiungere una piattaforma dismessa fornita di capsule 'di salvataggio'. A guidarli un capitano (coraggioso) e Norah, ingegnere a cui il mare ha già strappato il cuore. Chiuso nel proprio scafandro il team avanza verso l'obiettivo ma si accorge presto di non essere solo, un'armata di mostri marini infestano gli abissi. Nascosto nell'ombra, il nemico è un enigma vischioso che non tarderà a rivelarsi.
Underwater è un survival movie e un piacere colpevole ficcato nel cuore dell'oceano.
I nostri dovranno sopravvivere avanzando tappa per tappa lungo una traiettoria degna di un videogioco. Il 'viaggio' contempla vittime, sacrifici, sorprese e confronti inevitabili con la minaccia, la cui natura è svelata progressivamente.
Leggero come un film di serie B, Underwater parte da un'idea semplice, sopravvivere a un'escursione in fondo all'oceano, senza sovvertire i codici o reinventare il genere. Il dispositivo orrorifico messo in campo da William Eubank è familiare, conosciamo l'adagio e soprattutto il modello, i modelli: The Abyss e Alien. Il primo per il décor marino, il secondo per le bestiole sanguinarie aggiunte all'equazione per dimezzare l'equipaggio.
Fedele alla lezione dei suoi maestri (James Cameron, Ridley Scott), Eubank fa avanzare il racconto a colpi di jumpscare, impiegato fino alla noia e condito di qualche pesantezza contemporanea: angosce ecologiche (la trivellazione dei fondi marini), nozioni di psicologia (gli scienziati che provano ad annegare il loro lutto nel mare), epilogo femminista (l'ormai indispensabile empowerment).
Al futuro già corrotto che l'intrigo di Alien offriva negli anni Ottanta, il suo ennesimo remake sostituisce un futuro di cui la base fa acqua e di cui, una volta messo piede nel nero melmoso dell'oceano, non vediamo letteralmente niente. Uno spazio buio affondato a 10.000 metri di profondità è un'incredibile risorsa di terrore. Risorsa che avrebbe potuto fare corpo col vuoto mortale 'di fuori', circondando gli uomini di una morte invisibile, senza predatori, istantanea e contenuta nella materia stessa.
Ma Underwater non si prende il rischio optando per una mostruosità convenzionale, un po' mostro della laguna, un po' piovra gigante dotata di denti e di corteggio, che sbrana il destino dei protagonisti. Contro la paura i soli poteri sono il sentimentalismo e la virilità, nella sua versione eroica (Vincent Cassel) e in quella comica (T.J. Miller). Kristen Stewart, dentro una muta o un paio di mutandine, si impone come eroina vigorosa e umana, epigona ossigenata di Sigourney Weaver (Alien). Colpo di genio di un film poco geniale, il suo personaggio non lotta per sopravvivere. Ferita da un lutto affogato dal mare, Norah si batte per la sopravvivenza degli altri.
A trionfare è di fatto l'amore ma in un futuro condannato che condanna l'avvenire dell'umanità. Il pregio maggiore del film è di durare poco e di andare dritto al punto, presentando in poche battute un team in distress poi inghiottito dal buio.
Punctum visivo della messinscena è la silhouette di Kristen Stewart, siderale, nonchalante, magnetica. Come Ripley è al di là del femminile e del maschile, come Ripley mantiene la distanza dalle donne e dagli uomini. Meno ardente di Sigourney Weaver, che in fondo agli anni Settanta e a bordo di una nave spaziale era la sola donna a contrastare apertamente il potere maschile, condivide con lei lo slip minimale. Dive in underwear, le culotte restano il fedele barometro delle mutazioni sociologiche (e stilistiche) e dell'evoluzione dello sguardo sulla donna.
Horror-thriller ad alta tensione, Underwater è interpretato da Kristen Stewart e diretto da William Eubank, giovane regista alla sua prima esperienza con una major ma già piuttosto esperto con le opere di fantascienza. E anche stavolta Eubank è alle prese con una storia dallo sfondo fantascientifico ma - per variare un po' sul tema - non ci sono spazio, alieni, astronavi o altri cliché del genere perché Underwater è ambientato in una base di ricerca sottomarina.
La trama segue lo schema tipico che si definisce da slasher-movie, ossia quel genere in cui un mostro/entità ignota si risveglia per qualche motivo e inizia a decimare il gruppo di protagonisti, di norma eliminandone uno a uno finché non si arriva allo scontro finale con l'ultimo sopravvissuto.
È uno dei canovacci più classici degli horror, presente al cinema sin dai suoi inizi: stavolta l'elemento in più è l'ambientazione sottomarina che è una delle meno esplorate, perlomeno in anni recenti. Di solito, infatti, l'ambientazione marina è più sfruttata per film catastrofici che non per gli horror in senso stretto.
Kristen Stewart, in vista dell'uscita al cinema del film - che lei ha finito di girare ormai due anni fa, più o meno - ha rivelato quanto sia felice che Underwater è finalmente pronto per il pubblico: "Sono entusiasta. Non credo di aver mai fatto un film di questa portata, prima. - ha detto alla stampa americana - Non è stato un film facile da fare - molto lungo e umido, freddo, duro. Voglio vedere come tutti noi abbiamo reagito in circostanze così precarie, è una di quelle situazioni che tira fuori il meglio e il peggio dalle persone".
Il cast è formato da Kristen Stewart (Twilight, Charlie's Angels, Biancaneve e il cacciatore), che è la star di richiamo di questa produzione nonostante la trama sia piuttosto corale, Vincent Cassel (L'odio, Il cigno nero, Ocean's 12), TJ Miller (Deadpool 2, Ready Player One, La festa prima delle feste), Jessica Henwick (Star Wars - Episodio VII: Il risveglio della forza, Marvel's Iron fist, Il trono di spade), John Gallagher Jr (Basta che funzioni), Mamoudou Athie (The Circle, Unicorn Store) e Gunner Wright (J. Edgar, Love, The Losers).
Un film che parte sin da subito nel peggiore dei modi, con una regia che, il più delle volte, usufruisce di rallenty inutili. La voglia di osare c’è e non possiamo non apprezzare l’ottimo lavoro fatto con le atmosfere, dalle inquadrature claustrofobiche, al buio minaccioso attorno ai protagonisti, ma il vero problema di Underwater è la sceneggiatura.
Alla ricerca di energie fossili, i tecnici di una rete di piattaforme sul fondo della fossa delle Marianne sono coinvolti in una serie di incredibili iatture: terremoto marino, incontri con umanoidi oceanici, l'attacco di un mostro. In attesa di vederla nel biopic su Jean Seberg, godiamoci la versatile Kristen Stewart in un ruolo alla Ripley di Alien.