Peninsula

Film 2020 | Azione, Horror, Thriller, 116 min.

Regia di Sang-ho Yeon. Un film con Gang Dong-Won, Jung-hyun Lee, Re Lee, Kwon Hae-Hyo, Min-jae Kim. Cast completo Titolo originale: Train To Busan 2. Titolo internazionale: Train to Busan 2 - Peninsula. Genere Azione, Horror, Thriller, - Corea del sud, 2020, durata 116 minuti. distribuito da Tucker Film. - MYmonetro 2,78 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento lunedì 19 ottobre 2020

Questa volta l'epidemia si verificherà quattro anni dopo i terribili avvenimenti del primo film e si propagherà fino ad estendersi all'intera penisola coreana. Al Box Office Usa Peninsula ha incassato 640 mila dollari .

Consigliato sì!
2,78/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 2,90
PUBBLICO 2,94
CONSIGLIATO SÌ
Sequel ambizioso che torna in una Corea infestata di zombi dopo il successo di Train to Busan.
Recensione di Tommaso Tocci
mercoledì 4 novembre 2020
Recensione di Tommaso Tocci
mercoledì 4 novembre 2020

La Corea del Sud viene investita dall'apocalisse zombi, e stavolta non c'è treno che tenga. In poco tempo l'intera penisola viene abbandonata e dichiarata inabitabile. Quattro anni dopo, l'ex-militare coreano Jung-seok si trova a Hong Kong, dove era sbarcato grazie all'ultima nave carica di superstiti. La vita da rifugiato è però grama. Le scarse opportunità e il pregiudizio ancora diffuso verso i coreani lo costringono a frequentare giri illeciti. Attraverso questi ultimi, gli viene proposta una missione tanto pericolosa quanto remunerativa: tornare in patria di nascosto, a Incheon, per recuperare un camion pieno di soldi e mettere in salvo il bottino.

Yeon Sang-ho si conferma regista d'azione dall'occhio vivace con un seguito che però perde di vista le qualità più preziose di Train to Busan.

Grande successo del 2016, il predecessore di Peninsula era infatti uno zombie movie asciutto e tirato, in grado di toccare temi più ampi (l'etica della solidarietà umana, il trattamento della società coreana) pur rimanendo immerso nell'intensità di un treno infestato di morti viventi, in cui tutto quello che importa è rimanere un metro, un sedile o un vagone davanti alla minaccia.

Peninsula inverte il moto di fuga e fa correre il protagonista Jung-seok all'indietro nel tempo e nello spazio, di ritorno entro il confine di un paese inabissato nell'apocalisse. Qui si spengono però le traiettorie parallele, visto che l'attesissimo sequel si muove in modo opposto a una linea retta: confuso nel gestire tre gruppi di personaggi, incerto nel ritmo, e incostante nel suo inseguire ogni bagliore che gli si para di fronte, come capita agli zombi ben "manovrati" dalle macchinine telecomandate della piccola Yu-Jin.

Proprio l'uso della luce è uno degli elementi più interessanti del film, che regala comunque pregevoli sequenze action, elevando una certa plasticosità della computer-grafica a motivo estetico tout court. Fasci di luce ambrata danzano sulla skyline di una città oscura, come a fare della lotta agli zombi un semplice gioco di ombre. Il mondo post-apocalittico di Yeon Sang-ho vuole concentrarsi sui vivi più che sui morti, e nella visione di una Corea abbandonata alle gang criminali (che terrorizzano gli ostaggi obbligandoli a combattere gli zombi nell'arena) si ritrova una certa deriva alla Mad Max, e più ancora al Fuga da New York di Carpenter.

Tra le molte idee che si perdono per strada, l'intrigante tema della geopolitica "ribaltata" tra le due Coree (esplorato con ancor meno enfasi di un altro blockbuster coreano recente, Ashfall), e l'ancor più attuale clima di tensione sociale all'esterno della zona in quarantena, in cui un popolo senza patria deve sopportare gli strali discriminatori di chi li vede come untori anche a distanza di anni dal disastro. Elementi esterni ben più notevoli di quelli interni, ridotti perlopiù a parabole convenzionali sul sacrificio altruistico.

Anche nelle declinazioni più riuscite, come Min-Jung, madre tostissima che ha tenuto il conto di tutte le auto che non si sono fermate quando aveva bisogno d'aiuto, Peninsula non azzecca l'alchimia tra i vivi in mezzo ai morti, e rimane imprigionato nei suoi confini larghi ma un po' vuoti.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 6 agosto 2022
Felicity

Peninsula è un film che fa del movimento la propria ragione d’essere e degli zombi un puro escamotage per accendere l’azione. Di morti viventi ce n’è a bizzeffe, ma sono sempre accessori all’interno dell’immagine. Il nocciolo è sostanzialmente far pendere il nucleo del pericolo non dalla parte dei mostri, ma degli stessi uomini: le minacce principali [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
martedì 10 novembre 2020
Enrico Azzano
Quinlan

A distanza di quattro anni - quelli reali, non della trilogia zombesca - è necessario fare qualche passo indietro. Non tanto a Seoul Station, che nelle sale è uscito poco dopo Train to Busan, slittando così da primo capitolo a insolito prequel, ma all'oramai lontanissimo 2011, a The King of Pigs, a quell'animazione sporca e cattiva e dal budget evidentemente risicato.

NEWS
POSTER
lunedì 19 ottobre 2020
 

Dong-WonGang è un ex soldato che riesce a fuggire dalla penisola coreana, luogo ormai infestato da zombi e trasformata in un ghetto da altre nazioni che cercano di fermare la diffusione del virus. Rimandato con un equipaggio in missione per recuperare [...]

TRAILER
giovedì 2 aprile 2020
 

Regia di Sang-ho Yeon. Un film con Gang Dong-Won, Jung-hyun Lee. Guarda il trailer »

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