Selah and the Spades

Film 2019 | Drammatico

Anno2019
GenereDrammatico
ProduzioneUSA
Regia diTayarisha Poe
AttoriLovie Simone, Jharrel Jerome, Celeste O'Connor, Ana Mulvoy-Ten, Jesse Williams Nekhebet Kum Juch, Francesca Noel, Henry Hunter Hall, Krish Bhuva, Debbie Aboaba, Benjamin Breault, Greyson Cage, Ryan Cannister, Jessie Cannizzaro.
MYmonetro Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

Regia di Tayarisha Poe. Un film con Lovie Simone, Jharrel Jerome, Celeste O'Connor, Ana Mulvoy-Ten, Jesse Williams. Cast completo Genere Drammatico - USA, 2019, Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

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La storia di Selah Summer e delle dinamiche tra i ragazzi della sua scuola.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Un debutto dai toni forti nel microcosmo della scuola privata americana.
Recensione di Tommaso Tocci
sabato 4 aprile 2020
Recensione di Tommaso Tocci
sabato 4 aprile 2020

Nel prestigioso collegio Haldwell della Pennsylvania, gli studenti si dividono in fazioni che governano ogni aspetto della vita socio-economica della scuola. La diciassettene Selah è a capo di una delle bande, le Spades, un gruppo che si occupa del traffico di stupefacenti e alcolici. Al suo fianco c'è Maxxie, un tempo fedele secondo che ora, però, sente vacillare la fiducia di Selah. Il potere accumulato da Selah è destinato a svanire con il diploma, e la ragazza inizia a pensare alla successione. La matricola Paloma, timida e curiosa, sembra il profilo giusto, ma quando la posta in palio è così alta le transizioni si rivelano sempre difficili.

L'universo delle "boarding school" americane - fatto di paradisi privati, divise inappuntabili e presidi severi - è un'ambientazione immediatamente riconoscibile, ma la regista Tayarisha Poe ne sovverte le aspettative e l'iconografia con la sua opera d'esordio, un'allegoria cinica e spietata in cui adolescenti già adulti si danno battaglia nel tentativo di ampliare la loro sfera d'influenza.

Film più dichiarativo che coeso, Selah and the Spades aggiorna con freschezza lo stereotipo dell'istituto benestante ed elitario, tradizionalmente associato all'America bianca, e qui incentrato invece su ragazzi afroamericani. Siamo tra il vintage di Cruel Intentions e la sferzante contemporaneità di Dear White People, con in più il desiderio evidente di fare della protagonista Selah un catalizzatore femminile dei tratti classici dell'antieroe uomo, con tanto di tendenze sociopatiche e derive criminali del culto di sé.

Elementi di grande interesse seppure innestati in modo un po' meccanico su un impianto narrativo che invece avrebbe una sua caratteristica genuina e organica: la costruzione del tutto superflua (e per questo più divertente) di una mitologia interna alla scuola, che abbandona le sfumature del realismo in favore dell'esagerazione cartoonesca nel descrivere le fazioni studentesche, i summit diplomatici nel bosco e la guerra con le "forze dell'ordine" rappresentate da un preside anche lui caricaturale (Jesse Williams di Grey's Anatomy).

Tutto ciò rende Selah and the Spades un gangster movie tra biblioteche e dormitori, con il merito di non farne mai una parodia dalle gambe corte; i personaggi sono serissimi nel trattare gli intrighi tra bande come questioni di vita o di morte, e la macchina da presa di Tayarisha Poe li asseconda senza tradire un sorriso, filtrati da quella fotografia fredda e striata di colori che il trionfo di Moonlight ha reso così di tendenza (si veda anche Waves).

Da Moonlight viene anche Jharrel Jerome, bravo nel creare una figura maschile dalle mille sfumature di subalternità, mentre la protagonista Lovie Simone deve coniugare l'iperrealismo dei monologhi programmatici su cosa il mondo si aspetta da una giovane donna al giorno d'oggi (ovviamente a capo di un gruppo di cheerleader nella palestra scolastica) con un lavoro interiore di trauma catatonico.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 31 maggio 2020
MAE

Selah, potente leader di una delle fazioni di un prestigioso college americano, deve decidere chi sarà il suo successore.  Selah, l'Ape Regina che tutti comanda con mano ferma, che tutto controlla, tranne la sua vita e soprattutto Selah che ha paura di essere sola. Dietro quella maschera da dura si nasconde solo ed esclusivamente un'adolescente che ha problemi con sua madre e [...] Vai alla recensione »

FOCUS
INCONTRI
martedì 14 aprile 2020
Tommaso Tocci

Viene da Philadelphia la giovane Tayarisha Poe, il cui primo film arriverà su Amazon Prime Video venerdì 17 aprile. Selah and the Spades è fresco e originale nei toni e nell’ambientazione, e presenta un universo teen diverso da quelli a cui siamo abituati. In un collegio nascosto nei boschi della Pennsylvania, gli studenti si fanno beffa degli adulti gestendo la scuola come un complesso sistema criminale, dove ogni vizio ha il suo prezzo e nulla è proibito, a patto di rispettare gli accordi tra le varie fazioni studentesche.


Il nome di Poe è in ascesa nell’ambiente del cinema indipendente americano, con una lunga affiliazione con l’universo Sundance che ha portato Selah and the Spades a debuttare proprio tra le nevi dello Utah nel 2019.

Scrittrice non soltanto di sceneggiature, e artista poliedrica con esperienza anche nella fotografia, Poe si presenta ora al pubblico internazionale e alle piattaforme più mainstream con un film pieno di promesse per il futuro e intrigante per come tratta temi di rappresentazione sociale nel contesto statunitense.

Abbiamo raggiunto la regista per telefono, da New York dove si trova per il lancio del film, per scambiare due chiacchiere su Selah and the Spades.


Parliamo di come nasce Selah and the Spades. So che tutto inizia con un progetto precedente, una collezione di materiali multimediali - scritti, fotografie, ecc. - ormai introvabili in rete. Come sei passata da una forma artistica all’altra?
Non si trova più nulla in rete perché abbiamo dovuto cancellare tutto. Si stava creando confusione tra i due progetti, che invece sono separati. Il cast è diverso, lo spirito è diverso. Si trattava di un sito lanciato nel 2014, un modo di raccontare Selah e la fazione a cui appartiene nel film - le Spades - attraverso scatti che poi si trasformavano in foto-storie, poesie, racconti. Mi ero basata su adolescenti che conoscevo a Philadelphia, nello stile di uno storybook. La verità è che non sapevo come si scrivesse un film, e invece di imparare ho deciso di metterlo insieme con i mezzi che conoscevo. Mi ha aiutato a capire quale fosse davvero la storia.

Hai costruito un mondo intero fatto di leggi e riferimenti per questi clan che governano l’istituto come delle bande criminali. Ritenevi il cosiddetto worldbuilding un aspetto fondamentale, oppure ti sei solo divertita a esplorarlo durante la scrittura?
Assolutamente fondamentale, per me la scrittura nasce così. Lo facevo anche da adolescente, quando scrivevo fan fiction di Harry Potter. Adoro i mondi di finzione, e voglio avere il tempo di esplorarli. È un istinto compulsivo, lo faccio per tutto ciò che amo. Penso ai personaggi e inizio a chiedermi quale telefono potrebbero avere, come ascoltano la musica, quali sono le loro preferenze estetiche, cosa va di moda nel loro ambiente. Per questo amavo e continuo ad amare Wes Anderson, un maestro nel catturare i dettagli di un mondo.

Nel mondo che hai creato per Selah and the Spades, l'istituzione scolastica è vista come un sistema criminale, ma senza ironia. I tuoi personaggi si prendono sul serio, e tu fai lo stesso, senza sfociare nella satira.
È vero, ed è una cosa che avevo ben chiara in mente fin dall’inizio, tanto che ho dovuto lottare per convincere tutti sull’argomento. È importante che Selah sia l’eroina della storia, nel bene e nel male, e quindi va trattata con serietà. Volevo mostrarla “selvaggia” come Rihanna, un personaggio pubblico costretto a essere esageratamente cool in ogni momento. Durante le riprese dicevo sempre agli attori di prendersi sul serio e di credere in questa serietà.

Nella scuola i ragazzi sono autonomi e al potere. Mi aspettavo gli adulti non comparissero proprio, ma ne hai piazzati un paio (il preside e la madre di Selah) come simboli di autorità del tutto inefficaci.
Senza dubbio, sembra siano lì soltanto per rendere la vita più difficile ai miei protagonisti. C’è da dire che nel contesto di un collegio, gli adulti sono in una posizione molto particolare, devono essere come dei genitori, ma al tempo stesso non possono esserlo fino in fondo. Non ne hanno l’autorità, perché sanno che in poco tempo li lascerai.

Anche tu hai frequentato una boarding school - come la ricordi?
Con grande piacere, perché mi è servita come miniera di ricordi da usare nelle mie storie. Se ci ripenso ora, mi vengono in mente solo le cose più strane e divertenti che ho vissuto. Essere adolescenti è la cosa migliore e peggiore al tempo stesso. Ho mostrato il film ai professori della mia vecchia scuola, e ho capito di provare gratitudine, perché il collegio ti costringe a essere indipendente e a prenderti cura di te.

Spero però che il rapporto con i genitori che rimangono a casa sia migliore di quello che mostri tra Selah e sua madre…
Va detto che tutte le teenager hanno un rapporto difficile con la mamma! Frequentare il liceo lontano da casa, ad esempio, ha fatto molto bene al rapporto tra me e mia madre. E poi la mia protagonista è la regina della scuola, il capo indiscusso, a cui tutti vanno a chiedere aiuto. Tornare a casa e sentirsi all’improvviso una ragazza come tutte le altre, senza alcun potere, è devastante. In fondo ogni Selah ha una sua Selah, e in questo caso la sua Selah è la mamma.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
sabato 7 novembre 2020
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Sundance Film festival, gennaio scorso. "Selah and the Spades" viene applaudito, anche da chi non conosceva il lavoro preliminare di Tayarisha Poe: aveva cominciato a raccontare online la storia della sua eroina con un collage di immagini e testi letterari. Selah, appunto, che fa l' ultimo anno delle superiori in una scuola fighetta della East Coast, e con successo dirige una delle fazioni che si spartiscon [...] Vai alla recensione »

NEWS
PRIME VIDEO
venerdì 29 maggio 2020
Giorgio Crico

Il racconto di come anche un'adolescente brillante possa perdere la testa per il potere. Ora su Amazon Prime Video. Vai all'articolo »

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