Il Giovane Picasso

Film 2019 | Documentario, Arte, +13 85 min.

Anno2019
GenereDocumentario, Arte,
ProduzioneGran Bretagna
Durata85 minuti
Regia diPhil Grabsky
Uscitalunedì 6 maggio 2019
DistribuzioneNexo Digital
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

Regia di Phil Grabsky. Un film Genere Documentario, Arte, - Gran Bretagna, 2019, durata 85 minuti. Uscita cinema lunedì 6 maggio 2019 distribuito da Nexo Digital. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

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Un documentario sugli esordi dell'artista di fama indiscussa Picasso. In Italia al Box Office Il Giovane Picasso ha incassato nelle prime 6 settimane di programmazione 165 mila euro e 165 mila euro nel primo weekend.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Trailer in italiano

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Picasso dalla Spagna a Parigi, fino a "Les Demoiselles d'Avignon", il dipinto che ha cambiato il modo di vedere le cose.
Recensione di Rossella Farinotti
sabato 4 maggio 2019
Recensione di Rossella Farinotti
sabato 4 maggio 2019

Pablo Ruiz y Picasso nasce a Malaga nell'ottobre 1881. Quando si legge questo nome - Picasso - pare già di conoscere tutto su di lui. Ma, come per altri personaggi straordinari che hanno fatto storie e rivoluzioni, non è mai così. C'è sempre qualcosa da scoprire e da imparare. Per questo "Il giovane Picasso" è un film anomalo: un prodotto ben realizzato, appassionato e con degli inediti interessanti. Il percorso inizia dal racconto sulla famiglia del giovane artista: padre pittore e madre attenta, dal cognome italiano. Quel "Picasso" che Pablo sceglierà come firma definitiva nel 1900, una volta imboccata, da giovanissimo a diciannove anni, la via di Parigi: una consacrazione faticosa, sperimentale, ma ideale per essere un artista contemporaneo. A Malaga Pablo crea però la sua prima opera ben realizzata: un piccolo olio con una barca abbozzata, ma dalle linee raffinate e decise, un tramonto e il mare. Una micro-tela impressionista. Aveva sette anni e il talento c'era.

Picasso dunque inizia a esporre già da bambino all'interno dei negozi e bar della via commerciale della sua città per poi, adolescente, mostrarsi in luoghi istituzionali, dove il pubblico - prima gli amici e i parenti, poi i passanti - lo incitava.

Da Malaga a Barcellona, da Barcellona a Madrid, dove il Museo del Prado lo destabilizza portandolo a disegnare non solo ritratti, ma a interessarsi alle tematiche sul mondo. Dai ritratti di amici, compagni di Accademia e passanti, Picasso dipinge con attenzione situazioni più soggettive, che sono tangibili nei periodi blu e rosa. Il periodo blu, quello parigino dei primi anni del Novecento, rappresentava il malessere dei personaggi della strada, la povertà, la disperazione, la fame, per giungere poi a quello rosa, più vivace e vissuto con i compagni d'avventura di una vita bohemien da cui Pablo inevitabilmente attinge a Parigi.

I suoi amici erano gli spagnoli come i pittori Ramon Casas e Santiago Rusiñol, con cui viveva a Montmartre frequentando il mitico locale l'Els Quatre Gats e gli intellettuali francesi come André Breton, scrittore e poeta surrealista, che appoggiava gli artisti compari scrivendo recensioni ed articoli, o ancora André Derain, Max Jacob o André Salmon. E poi le donne, altro grande divertimento per questa vita dissoluta, ma dove la pittura non cessava mai di essere la necessità primaria, come testimonia anche la sua prima amante/musa/compagna, Fernande Olivier, di cui nel documentario vengono lette alcune righe autobiografiche sul rapporto con Picasso.

Sono le parole della Olivier che raccontano la gaiezza del periodo rosa, quello dei "Giocolieri" (1905), o degli arlecchini o saltimbanchi, soggetti di capolavori oggi racchiusi nei più importanti musei del mondo, dal Moma di New York, alla National Gallery di Washington, al Museo Picasso di Parigi alla Casa Museo di Malaga. Al Moma l'appassionata curatrice di pittura e scultura incoraggia a guardare per trenta secondi le "Demoiselles d'Avignon", il dipinto con cui Pablo Picasso ha letteralmente scardinato il modo di vedere la pittura del Novecento: per la prima volta qualcuno aveva rotto la piattezza dell'immagine pittorica, rendendola tridimensionale.
I soggetti di questo dipinto sono prostitute rese grottesche, ma nello stesso tempo accattivanti, per i lineamenti duri, ripresi dalle maschere africane e dai volti netti di un Gauguin o del cubismo di Braque, che hanno scioccato, capovolgendo dei dictat assoluti del sistema dell'arte fino ad allora. Picasso, da quel momento in poi, è rimasto imbattibile.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 3 maggio 2019
vanessa zarastro

Phil Grabsky ha elaborato un documentario sulla gioventù di Picasso che sarà nelle sale solo per tre giorni, nel ciclo La Grande Arte al Cinema, dal 6 all’8 maggio. Il regista si è specializzato in film d’arte, ne ho visti un altro paio di recente: “Il giardino degli artisti - L’impressionismo americano” del 2017 e “David Hockney alla Royal Academy [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
martedì 7 maggio 2019
Fiaba Di Martino
Film TV

Diceva Machado che «la patria di un uomo è la sua infanzia». Per Pablo Picasso, era Malaga. Ed è da qui che parte Grabsky (già occupatosi di tracciare le coordinate artistiche ed esistenziali di Cézanne, Monet, Renoir) per (ri)fare la conoscenza di Pablo, prima che di Picasso: il suo doc è soprattutto una origin story che, coerentemente, culmina e termina nel momento della consacrazione a mito, a paradigma: [...] Vai alla recensione »

NEWS
TRAILER
giovedì 18 aprile 2019
 

Picasso è uno dei più grandi artisti di tutti i tempi, ed il più prolifico fino alla sua morte nel 1973. Molti film hanno raccontato gli anni del suo maggiore successo: l'arte, gli affari e l'ampia cerchia di amici.

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