Atlantique

Film 2019 | Drammatico 104 min.

Titolo originaleAtlantique
Anno2019
GenereDrammatico
ProduzioneFrancia
Durata104 minuti
Regia diMati Diop
AttoriIbrahima Mbaye, Abdou Balde, Mame Bineta Sane, Aminata Kane, Traore, Mbow Nicole Sougou, Diankou Sembene, Babacar Sylla.
MYmonetro 2,56 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Mati Diop. Un film con Ibrahima Mbaye, Abdou Balde, Mame Bineta Sane, Aminata Kane, Traore, Mbow. Cast completo Titolo originale: Atlantique. Genere Drammatico - Francia, 2019, durata 104 minuti. - MYmonetro 2,56 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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La complicata vita di una ragazza.

Consigliato nì!
2,56/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 2,61
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO NÌ
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Cinema
Trailer
Un esordio ingenuo che svela comunque le capacità di una cineasta promettente e originale.
Recensione di Marianna Cappi
venerdì 17 maggio 2019
Recensione di Marianna Cappi
venerdì 17 maggio 2019

Alla periferia di Dakar, gli operai di un cantiere, senza stipendio da quattro mesi, decidono di prendere la via del mare, alla volta della Spagna e di un futuro migliore. Tra di loro c’è Souleiman, l’innamorato della giovane Ada, promessa ad un altro. Qualche giorno dopo la partenza notturna dei ragazzi, la festa di nozze di Ada e Omar viene rovinata da un incendio, nella casa nuova dei due sposi, appiccato da un disturbatore sconosciuto. Intanto, una misteriosa febbre ha contagiato le ragazze del quartiere e il nuovo commissario che si occupa del caso dell’incendio. E qualcuno dice di aver visto tornare Souleiman…

Mati Diop, parigina di origine senegalese, racconta la sua Africa con i toni della storia d’amore giovanile, venata di tragedia e di fantastico.

La buona notizia è che il suo è un approccio personale: nel portare in scena un ritorno dei morti viventi non sembra interessarle né il citazionismo cinefilo né la frequentazione del genere. Quello a cui la Diop lega i suoi sonnanbuli posseduti è un tipo di animismo tradizionale, che sconfina nella superstizione, e che in Africa è ancora fortemente radicato nelle credenze popolari, nonostante l’islamismo e il cristianesimo vi siano stati calati sopra come coperte, ma coperte dai grandi buchi.

In particolare, c’è una fluidità di comunicazione tra il mondo dei vivi e quello dei morti, che al mondo occidentale è ormai sconosciuta, relegata a materiale da fiaba gotica, e il film di Mati Diop s’inserisce perciò perfettamente all’incrocio dei due mondi.

La notizia meno buona è che Atlantique è anche un film che trasuda una semplicità di concetto che, pur non essendo un limite in sé, qui si apparenta all’ingenuità, di racconto e di regia, e esce, in qualche modo, anche nel ritratto dei giovani senegalesi come morti in vita, spacciati se restano, spacciati se scappano. Il palazzo futuristico che troneggia nel mezzo dei cantieri locali, abbandonati a metà costruzione, così come lo specchio che inquadra il poliziotto in camera di Souleiman, anticipando il suo divenirne doppio e tramite, sono vertici e allo stesso sintomi di un cinema ancora legato letteralmente a ciò che intende dire, ancora alle soglie di un processo di raffinazione necessario.

Al suo primo lungometraggio, Mati Diop si mostra perciò come una cineasta promettente, capace di suggestioni e interpretazioni originali su temi che intrecciano identità e contemporaneità, qui all’inizio del suo percorso, come Ada al termine della sua notte d’amore.

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STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
sabato 18 maggio 2019
Pietro Bianchi
Cineforum

Nonostante l'immagine esotica, rurale e selvaggia a cui ancora oggi viene associata nell'immaginario anglo-europeo, l'Africa è ormai soprattutto un luogo urbano (lo dicono le statistiche, secondo cui la maggior parte della popolazione del continente ormai vive in città) fatto da megalopoli e da uno sviluppo capitalistico sempre più ineguale e spietato.

venerdì 17 maggio 2019
Adriano De Grandis
Il Gazzettino

La protesta di un gruppo di operai, che stanno costruendo una torre futuristica a da mesi non ricevono lo stipendio, sfocia nell'idea di abbandonare il Senegal e attraversare l'Oceano in cerca di un futuro migliore. Suleiman è uno di loro. Ama Ada, ma le sta per sposarsi con un altro. La senegalese Mati Diop firma il suo esordio nel lungometraggio, con una storia che sfocia presto in un territorio [...] Vai alla recensione »

venerdì 17 maggio 2019
Simone Emiliani
Sentieri Selvaggi

Dieci anni dopo il suo corto dallo stesso titolo, il cinema di Mati Diop guarda ancora verso il mare. Non solo luogo della traversata (il gruppo di senegalesi che cercano di raggiungere l'Europa in attesa di un futuro migliore) ma anche luogo magico, di improvvise mutazioni. Di ritorno di morti viventi. Oltre Dakar. Dove c'è il cantiere di una torre futuristica.

venerdì 17 maggio 2019
Grazia Paganelli
Duels.it

Dopo gli zombie di Jim Jarmush, gli abitanti delle banlieu di Les misérables, ora sono i fantasmi dei poveri migranti inghiottiti dal mare a tornare per cercare vendetta. Questa, in estrema sintesi, l'idea che sostiene Atlantique (in concorso), primo film di finzione di Mati Diop, nipote dell'indimenticabile poeta Djibril Diop Mambety e figlia del musicista Wasis.

venerdì 17 maggio 2019
Raffaele Meale
Quinlan

In una periferia popolare di Dakar gli operai del cantiere di una torre futurista, senza salario da mesi, decidono di lasciare il Paese attraverso l'oceano alla ricerca di un avvenire migliore. Fra loro c'è anche Souleiman, l'amante di Ada, che è promessa sposa a un uomo che ha fatto fortuna in Italia. Qualche giorno dopo la partenza dei ragazzi, un incendio devasta la festa di matrimonio di Ada, e [...] Vai alla recensione »

venerdì 17 maggio 2019
Giulia D'Agnolo Vallan
Il Manifesto

«Il racconto dell'adolescenza africana che non ho mai avuto». Così, in un'intervista a Le Monde, Mati Diop descrive il suo Atlantique, presentato in concorso il terzo giorno del festival. È il primo lungometraggio dell'attrice/regista, nipote del grande autore senegalese Dijibril Diop Mabety e figlia del musicista Wasis Diop. L'avete vista in 35 rhums, di Claire Denis, e in Simon Killer, di Antonio [...] Vai alla recensione »

venerdì 17 maggio 2019
Emiliano Morreale
La Repubblica

Il lungometraggio d'esordio di Mati Diop, attrice francese di origini senegalesi, era una delle incognite del festival. Ma in effetti, se non irrita, appare troppo debole per reggere il concorso maggiore. Dakar: una torre avveniristica, alla quale lavorano giovani operai che non vengono pagati da mesi. Uno di loro è innamorato di una ragazza promessa sposa a un altro.

giovedì 16 maggio 2019
Federico Pontiggia
La Rivista del Cinematografo

Dakar, gli operai del cantiere di una torre avveniristica non ricevono il salario da mesi: decidono di attraversare l'oceano, in cerca di un futuro migliore. Tra loro, Souleiman che ama Ada: la ragazza lo ricambia, ma sta per sposare un altro. Alle nozze divampa un misterioso incendio, mentre di Souleiman non ci sono più notizie... Già attrice in 35 Rhums per Claire Denis, quindi regista a sua volta, [...] Vai alla recensione »

giovedì 16 maggio 2019
Teresa Marchesi
Huffington Post

Gli Zombie invadono gli schermi di Cannes, fanno capolino da tutte le quattro sezioni e per la seconda volta, dopo il film di apertura, vanno in concorso con "Atlantique", che vanta un primato assoluto : è firmato dalla prima regista donna di origini africane a correre per la Palma d'oro. Sono Zombie, questi qui al Festival, rigorosamente 'impegnati'.

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