| Titolo internazionale | Fight Like Angels |
| Anno | 2019 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 100 minuti |
| Regia di | Gianni Aureli |
| Attori | Teo Guarini, Alessandro Intini, Romeo Tofani, Ralph Palka, Marco Pratesi Anna Malvaso, Marc Fiorini, Matteo Andrea Barbaria, Pietro De Silva, Karun Grasso, Pietro Lancello, Maurizio Lops, Giancarlo Porcari, Gabriele Scola, Samuele Mazza, Filippo Zamparini, Matteo Visconi, Donato Demita, Klaudio Hila, Nikolas Lucchini, Marco Antonini. |
| Uscita | lunedì 30 settembre 2019 |
| Tag | Da vedere 2019 |
| Distribuzione | Cinecittà Luce |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,22 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 4 ottobre 2019
Il mondo degli scout prima e dopo la Seconda Guerra Mondiale. In Italia al Box Office Aquile randagie ha incassato 555 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Pochi anni dopo la presa del potere da parte del fascismo Benito Mussolini decide di chiudere tutte le associazioni che si distinguono rispetto a quelle ufficiali del regime. L’associazione degli scout italiani cattolici rientra tra queste. Un gruppo di loro che opera a Milano decide di non piegarsi al diktat: si chiameranno Aquile Randagie, continueranno a riunirsi in Val Codera, una valle secondaria della Valchiavenna e a distinguersi, nella misura del possibile, dal fascismo dominante. Quando scoppierà la guerra la loro opposizione si farà ancora più netta fino a sfociare in un movimento denominato OSCAR che fiancheggerà, dopo il 1943, la Resistenza.
Viviamo in un un’epoca in cui c’è chi vorrebbe farci credere che tra i fascisti (in particolare quelli convintamente schierati a fianco dei nazisti) e i loro oppositori non ci fosse differenza morale e che la Resistenza sia stata soltanto combattuta da chi credeva nel credo comunista.
Ben venga quindi un film come questo diretto da Gianni Aureli e realizzato anche grazie a un crowdfunding (segno di una sentita adesione dal basso) in cui si racconta, con tanto di riferimenti storici precisi, di come in ambito cattolico non ci fossero solo persone pronte al saluto romano ma anche chi sapeva vedere l’ingiustizia e cercava di contrastarla.
Si tratta di un’opera coraggiosa che ci ricorda anche il conflitto morale interiore della gerarchia (qui rappresentata dall’allora monsignor Giovanbattista Montini poi divenuto Paolo VI e dal cardinale Schuster) forzata a una non opposizione esplicita per poter conservare una libertà clandestina che permise di salvare migliaia di vite.
La sceneggiatura sapientemente si espande in progressione: se nella prima parte assistiamo alle vicende di giovani un po’ ingenui, capaci anche di compiere delle bravate quasi fini a se stesse, nello scorrere del tempo vediamo che comunque la formazione offerta dallo scoutismo lascia dei semi che danno frutto nel momento in cui diviene necessario mettersi in gioco.
Mentre la vicenda prosegue viene in mente che allora come ora (seppur in un contesto completamente diverso) abbia continuato ad essere facile tacciare di ribellismo (o di ‘comunismo’ che oggi viene attribuito come segno infamante anche al Papa) chi era sì ribelle ma ribelle per amore. Un amore che nasceva da una lettura del Vangelo priva di sovrastrutture e che non aveva nulla di quell’odore di incenso e di sacrestia che, dalla parte opposta, si applica come abusata etichetta a tutto ciò che è vicino alla Chiesa. Questi uomini e queste donne diedero il loro contributo alla creazione e alla costruzione di un’Italia nuova che speravano potesse essere veramente e intimamente ‘libera’. Il film ce ne racconta il coraggio.
L'intenzione è senza dubbio pregevole e rompe molti luoghi comuni. Ma il tutto scivola su una sceneggiatura a volte frammentaria che pecca di numerose imprecisioni e alcuni plateali anacronismi, uno sopra tutti così grave da poter generare dubbi sulla veridicità storica di quanto si narra. A parte il primo piano del picchetto in alluminio che non esisteva negli anni venti [...] Vai alla recensione »
Chi sono le Aquile Randagie? No, non sono dei pennuti erranti, ma un gruppo di scout di Milano e di Monza che decisero di ribellarsi alla decisione del fascismo di chiudere tutte le associazioni giovanili che fossero differenti dall'Opera Nazionale Balilla. Questi ragazzi, guidati da Andrea Ghetti e Giulio Cesare Uccellini, continuarono la loro attività scout in clandestinità mantenendo la promessa [...] Vai alla recensione »