Il mio Capolavoro

Film 2018 | Commedia 100 min.

Titolo originaleMi Obra Maestra
Anno2018
GenereCommedia
ProduzioneSpagna, Argentina
Durata100 minuti
Regia diGastón Duprat
AttoriGuillermo Francella, Luis Brandoni, Raúl Arévalo .
DistribuzioneMovies Inspired
MYmonetro Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 3 recensioni.

Regia di Gastón Duprat. Un film con Guillermo Francella, Luis Brandoni, Raúl Arévalo. Titolo originale: Mi Obra Maestra. Genere Commedia - Spagna, Argentina, 2018, durata 100 minuti. distribuito da Movies Inspired. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 3 recensioni.

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Un gallerista riuscirà a fare un accordo con un investitore per rilanciare la carriera di un grande pittore.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Tra thriller e commedia spassosa, il ritratto di un mondo e un Paese in cui l'illusione conta più della realtà.
Recensione di Paola Casella
giovedì 30 agosto 2018
Recensione di Paola Casella
giovedì 30 agosto 2018

"Vendo opere d'arte, e il mio segreto è che sono un assassino". Così si presenta a noi Arturo Silva, gallerista e commerciante d'arte contemporanea innamorato della sua Buenos Aires, prima di raccontarci a ritroso la sua storia. L'amico del cuore di Arturo è Renzo Nervi, un pittore che negli anni Ottanta aveva raggiunto un grande successo, ma ora è caduto in disgrazia per via del suo carattere impossibile. Renzo è un ubriacone e un donnaiolo, vive nel degrado e nella sporcizia, non si interessa al denaro e campa di espedienti, togliendosi il gusto di insultare chiunque non gli vada a genio - cioè praticamente tutti. Ma come Buenos Aires, sono i suoi difetti a renderlo amabile agli occhi di Arturo. Quando però un incidente confina Renzo in ospedale privandolo temporaneamente della memoria, il pittore chiede all'amico di toglierlo perpetuamente dalla sua miseria esistenziale. Quale decisione prenderà il gallerista?

È impossibile riassumere la trama di Il mio capolavoro senza rovinare le tante sorprese di una storia che si segue come una commedia spassosa per situazioni e battute fulminanti, ma si sviluppa come un thriller e raggiunge conclusioni inaspettate.

Forse il modo migliore è quello leggerlo come un buddy movie, ovvero la storia di un'amicizia pluriennale e profonda fra due uomini vicini alla terza età e dediti all'arte, l'uno da un'angolazione commerciale, l'altro da una prospettiva puramente estetica.

È l'arte infatti la femme fatale di Il mio capolavoro, quell'arte che talvolta può creare la realtà invece di limitarsi a rappresentarla, e che lega fra loro i pochi individui che la capiscono davvero, ingannando tutti gli altri. Il mondo che circonda l'arte contemporanea, fatto di appassionati, critici e geni incompresi, è descritto in tutta la sua superficiale volubilità e in tutta la sua inconsistenza. Gaston Duprat, regista e sceneggiatore, ha già firmato L'artista e Il cittadino illustre, due ottime commedie argentine che avevano a che fare con la natura complessa del lavoro creativo, il primo parlando direttamente di pittura contemporanea, il secondo di letteratura. Accanto a Duprat c'è qui il produttore e amico di sempre, Mariano Cohn, anche co-regista de L'artista.

Il mio capolavoro trova inoltre in due grandissimi attori argentini le perfette incarnazioni dei protagonisti: Luis Brandoni nei panni dell'artista egocentrico e asociale, e Guillermo Francella in quelli del gallerista con un buon senso degli affari ma un'ancor più grande capacità di distinguere il talento dalla fuffa - compresa quella che vende. La sceneggiatura sostiene questi due talenti anche se a tratti complica un po' troppo le cose. Ma come L'artista e Il cittadino illustre, Il mio capolavoro dipinge (è il caso di dirlo) il ritratto di un mondo e un Paese in cui l'illusione conta più della realtà, e i rapporti umani possono valere più di un conto in banca.

Sei d'accordo con Paola Casella?
Le vite di vari personaggi attorno a una galleria d'arte.
a cura della redazione
venerdì 8 giugno 2018

Arturo, affascinante proprietario di una galleria d'arte, è sofisticato e un po' spregiudicato, e ha una sua galleria nel centro di Buenos Aires, una città che lo affascina. Nel frattempo, Renzo è un pittore scontroso, un po' selvaggio e in declino, che odia il contatto sociale ed è quasi indigente, supportato solo dal suo unico studente, Alex, un aspirante artista giovane e innocente. Il gallerista riuscirà ad associarsi con un potente collezionista internazionale, Dudú, e insieme a lei cercherà con tutti i mezzi di far rivivere la carriera artistica del pittore, ma le cose andranno di male in peggio. Allora Arturo realizzerà un piano estremo e molto rischioso che può cambiare la sua vita per sempre.

PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 28 settembre 2018
gpistoia39

Bellissimo film, ironico e caustico, nel quale vale di più l'amicizia vera fra due persone che tutto il resto. I soldi contano perché danno la possibilità di vivere bene ed avere una bella casa dove si preferisce e una vita che sia ama. "Cosa stai pensando?" " Alla morte" "Io la contesto" Questo è il dialogo finale fra due amici che sicuramente amano la vita.

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