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Ultimo aggiornamento martedì 18 dicembre 2018
Il desiderio di vendicarsi di fronte alla violenza che hanno subito la moglie e la figlia porta un uomo a superare i propri limiti. Il film ha ottenuto 2 candidature a Razzie Awards, In Italia al Box Office Il Giustiziere della Notte ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 1,4 milioni di euro e 730 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Paul Kersey è un chirurgo che vive una vita tranquilla e coscienziosa, tenendo a bada la propria aggressività. Quando la sua famiglia viene colpita brutalmente, tutta la sua rabbia esplode e, dopo aver preso per sé la pistola di un giovane membro di una gang, inizia a fare giustizia a modo suo per le strade di Chicago. La sua prima impresa viene filmata da un testimone e il video diventa virale, facendo di lui una specie di celebrità, anche se Paul vuole solo ritrovare la pace raggiungendo i criminali che hanno distrutto la sua famiglia.
Il film degli anni '70, di cui il film con Bruce Willis è il remake, fu accusato di essere a favore del vigilantismo. Oggi Il giustiziere della notte appare invece inopportuno, considerato che il tema del controllo delle armi è diventato più attuale che mai, tanto in America quanto in Italia.
Eli Roth sostiene che il suo giustiziere della notte voglia semplicemente far riflettere sulla questione senza prendere una parte, ma in realtà, con il suo tono, via via sempre sopra le righe (una uccisione sembra uscita da Final Destination, per quanto è comica), mostra un vigilante ben meno disturbante e problematico di quello di Charles Bronson. Tanto che questo aggiornamento 2018 non sembra avere il benché minimo travaglio interiore neppure all'inizio della propria trasformazione. E non ne avrà neppure quando le sue azioni avranno risultati non solo letali ma persino splatter, perché è pur sempre un film di Eli Roth (anche se il gore si fa attendere a lungo ed è comunque complessivamente limitato a pochi secondi).
A fargli da voce della coscienza c'è il fratello, interpretato da Vincent D'Onofrio, ma a peggiorare le cose e a far definire questo film oltreoceano come uno spot per l'NRA (la National Rifle Association molto vicina a Trump) ci sono le scene nel negozio d'armi. Qui Roth vorrebbe forse essere sarcastico e ironico, visto che il protagonista pensa sia necessaria molta burocrazia per ottenere un fucile automatico pesante, ma la commessa gli risponde che è facilissimo. D'altra parte, verso il finale del film, vedremo Paul armarsi di tutti i gadget offerti dal libero accesso alle armi più estreme, consentito dall'attuale regolamentazione americana: quel che si dice un endorsement.
La ragion d'essere più interessante nel riprendere oggi il personaggio è come le sue imprese diventino virali sui social e scatenino una pericolosa emulazione, ma si tratta di una questione che viene accennata senza poi essere più di tanto sviluppata.
Un'ulteriore criticità deriva dal fatto che Paul è bianco mentre la gran parte delle sue vittime sono persone di colore, cosa che viene discussa anche alla radio e - improbabilmente - divide la comunità nera. Come già in Unbreakable di Shyamalan, Bruce Willis interpreta un vigilante coperto da un semplice cappuccio. Il suo contrario, l'"uomo nero con cappuccio" è una descrizione fin troppo generica e diffusa tra i distretti di polizia americana e nasce da un implicito razzismo, per cui si pensa che un certo tipo di crimini sia commesso solo da neri. Joe Carnahan, autore della sceneggiatura, queste cose le sa bene e cerca di usarle come provocazione, ma senza dargli la minima profondità e Roth, da parte sua, fa tutto il possibile per alleggerire il film da ogni criticità. Tanto che la discesa di Paul agli inferi viene rappresentata con lo spostarsi a vivere nella cantina sotto casa, un po' come Batman con la Bat-caverna.
Fatta questa premessa, se si decide comunque di non prenderlo sul serio, Il giustiziere della notte può risultare a tratti divertente, perché Bruce Willis sorride sornione come al suo solito mentre commette violenze di varia natura e perché l'azione, quando arriva, è messa in scena piuttosto bene. Notevole, per esempio, l'incipit, con un inseguimento tra polizia e criminali che poi diventa un'emergenza al pronto soccorso dove lavora Paul; tutto è realizzato con un ritmo indiavolato e mobilissimi movimenti di camera come in una puntata di lusso di E.R.. Peccato che subito dopo il film si sieda e l'azione riprenda parecchio più tardi: ci vuole metà film almeno prima che Willis diventi "il giustiziere" (in originale The Grim Reaper, ossia "il triste mietitore").
L'epilogo poi, pur ricalcando quello originale, aggiunge un ulteriore happy end e risulta davvero fin troppo lieto e spensierato per un personaggio che avrebbe affrontato un percorso così oscuro.
Il film è il remake di un film del 1974 tratto da un romanzo. Il film era interpretato da Charles Bronson, la regia di Michael Winner (Scorpio, Io sono la legge) ed ebbe un notevole successo per la novità della trama:un pacifico cittadino (fa l'architetto) colpito nei suoi affetti (moglie e figlia) decide di vendicarsi ed uccide i deliquenti che incontra nella strade (New York). [SP [...] Vai alla recensione »
Rifare Il giustiziere della notte? Operazione coraggiosa, perché stiamo parlando di uno dei film culto della storia del grande schermo, quasi a perdere per le troppe insidie. Con gli occhi puntati di chi è pronto a distruggerla, perché il mito è tale in quanto unico, inavvicinabile. Eppure, questo rifacimento affidato alla coppia Eli Roth (in regia) e Bruce Willis (come protagonista, meno glaciale [...] Vai alla recensione »