La stanza delle meraviglie

Film 2017 | Avventura, 120 min.

Regia di Todd Haynes. Un film Da vedere 2017 con Julianne Moore, Oakes Fegley, Millicent Simmonds, Jaden Michael, Cory Michael Smith. Cast completo Titolo originale: Wonderstruck. Genere Avventura, - USA, 2017, durata 120 minuti. Uscita cinema giovedì 14 giugno 2018 distribuito da 01 Distribution. - MYmonetro 3,17 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento venerdì 22 giugno 2018

L'adattamento cinematografico del romanzo di Brian Selznick pubblicato nel 2011. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Critics Choice Award, In Italia al Box Office La stanza delle meraviglie ha incassato 176 mila euro .

La stanza delle meraviglie è disponibile a Noleggio e in Digital Download
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Consigliato sì!
3,17/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,25
PUBBLICO 2,75
CONSIGLIATO SÌ
Fedele al romanzo, Haynes lavora al servizio del racconto, arricchendolo e illuminandone le pieghe del senso.
Recensione di Marianna Cappi
giovedì 18 maggio 2017
Recensione di Marianna Cappi
giovedì 18 maggio 2017

1977, Minnesota. Il dodicenne Ben è preda di un incubo ricorrente in cui viene inseguito da un branco di lupi. Una notte, cercando tra gli oggetti della madre, trova il vecchio catalogo di una mostra newyorkese sulle origini dei musei: i cosiddetti gabinetti delle meraviglie. C'è anche un biglietto, dentro, con l'indicazione di una libreria. E poi c'è un fulmine, che entra dal cavo del telefono e cambia la vita di Ben. 1927, New Jersey. Rose è una ragazzina che vive sola con il padre, isolata per via della sua sordità. La anima una grande passione per un'attrice, una diva del muto, di cui colleziona ogni notizia. Ben e Rose, a distanza di tempo, compieranno lo stesso avventuroso viaggio attraverso New York, guidati dal comune bisogno di conoscere il loro posto nel mondo.

L'opera grafico-letteraria di Brian Selznick nasce, nel caso di Hugo Cabret come in questo, intrisa di cinema, come fulminata in origine dalla meraviglia del suo dispositivo e percorsa interamente dalla scia elettrica di tale scossa. Per questo è giusto e necessario che siano dei registi cinefili a gestire il passaggio delle sue storie dalla carta allo schermo, loro approdo naturale.

Haynes giura fedeltà al romanzo, arruolando lo stesso Selznick come sceneggiatore, e lavora al servizio del racconto, illuminandone le pieghe del senso, costruendo corrispondenze e rimandi, visivi primi di tutto, che vanno oltre il libro e il film e guardano indietro, ai suoi esordi di regista (si pensi a tutto il discorso visivo sul modellismo, che parte dalle costruzioni di carta nella cameretta di Rose, passa per la vetrina del farmacista, raggiunge il climax nel grande panorama in scala della città e nella sequenza di bricolage con la quale viene raccontata la vita di Daniel, ma ricorda anche il primissimo esperimento di Todd Haynes, "Superstar").

Anche lui, cioè, guarda alle origini del suo percorso, a quella pratica, la cinefilia, che fa del suo agente un "curatore" in senso pieno, collezionista e appassionato. D'altronde, definendo un museo come un luogo in cui gli oggetti vengono disposti in mostra in modo da raccontare una bellissima storia, Selznick offre simultaneamente una definizione di "film", accentuando in essa il ruolo del montaggio, che in Wonderstruck è una pietra angolare dell'insieme (l'altra, naturalmente, è la musica).

Si potrebbe discorrere per ore delle suggestioni fornite dal film, della ripresa dei topoi melodrammatici della condizioni di orfano e dell'agnizione, o della sua costruzione del film nelle forme dell'omaggio ma anche della rivisitazione contemporanea, fortemente creativa, del cinema muto: la ricchezza di Wonderstruck è tale da superare lo spazio di un armadio, di una stanza, di sicuro di una recensione. La visione, d'altronde, richiede anche un po' di pazienza (la stessa che la nonna chiede a Ben) perché gli elementi del racconto, per tornare, hanno bisogno del loro tempo e di seguire il loro percorso, ma l'esperienza è così appassionante che si vorrebbe che le luci non si accendessero mai. Si vorrebbe restare al buio, dentro al museo, con Ben e Jamie e Rose.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 18 giugno 2018
loland10

“La stanza delle meraviglie” (Wonderstruck, 2017) è il settimo lungometraggio del regista di Los Angeles Todd Haynes.             Dopo un anno da Cannes e otto mesi dall’uscita statunitense, ecco arrivare la pellicola anche da noi: non c’è che dire la distribuzione sincrona ed efficace…    &n [...] Vai alla recensione »

FOCUS
FOCUS
domenica 17 giugno 2018
Roy Menarini

L'archeologia dei media è una branca sempre più vivace delle ricerche contemporanee. Come categoria, sembra un controsenso. Come stanno insieme archeologia e media? Se ci togliamo però gli occhiali della contemporaneità (immersi come siamo nelle tecnologie digitali) e indossiamo quelli dello storico, intuiamo come il cinema altro non sia che un grande mezzo espressivo di passaggio tra vari periodo di culture visuali, prima e dopo.

Todd Haynes, e prima di lui Brian Selznick - autore del romanzo illustrato da cui La stanza delle meraviglie (guarda la video recensione) è tratto - hanno pensato a tutto questo creando due opere - libro e film - fortemente debitrici della nostalgia per le antiche forme del vedere.

Durante la narrazione, sospesa e intrecciata tra 1927 e 1997 (e simbolicamente il film è stato presentato a Cannes 2017), si parla di museo, illustrazione, wunderkammer, miniatura, collezionismo, panorama, diorama, cinema primitivo, pre-cinema, fiera, esposizione universale, e si squadernano tecniche come il colore, il bianco e nero, il passo uno, il montaggio alternato e il montaggio sincronico, il flash-back, l'iris, il cinema nel cinema e altro ancora.

Dunque, La stanza delle meraviglie è un catalogo. Un catalogo che mette in dialogo la cultura ottica che ha dato vita al cinema e il cinema stesso, passando attraverso la cinefilia, dato costante dell'opera di Todd Haynes, sempre a cavallo tra punte più sperimentali (Safe, Io non sono qui) e opere più accademiche (oltre a questo, anche Lontano dal Paradiso e Carol).

Frasi
tutti gli uomini nascono dentro al fango , ma solo alcuni riescono a aguardare le stelle
Ben (Oakes Fegley)
dal film La stanza delle meraviglie - a cura di Emanuele
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 14 giugno 2018
Emiliano Morreale
La Repubblica

Nei suoi libri, Selznick pratica una forma peculiare di romanzo per immagini: storie scritte che dialogano con i disegni in maniera non convenzionale, tra il romanzo e il graphic novel. Un metodo coerente con le storie rappresentate, che evocano una sorta di archeologia dei media, in cui la modernità diventa piena di magie e strane forme di spettacolo e di rappresentazione desuete.

NEWS
NEWS
martedì 12 giugno 2018
Francesca Ferri

Incanto, stupore e sogno tra cinema e letteratura inaugurano il prossimo weekend. La stanza delle meraviglie (guarda la video recensione) di Todd Haynes, adattamento del romanzo di Brian Selznick, ci porterà in un viaggio nel tempo attraverso New York [...]

VIDEO RECENSIONE
venerdì 8 giugno 2018
A cura della redazione

1977, Minnesota. Il dodicenne Ben trova il vecchio catalogo di una mostra newyorkese sulle origini dei musei. 1927, New Jersey. Rose, una ragazzina sorda, colleziona notizie su una diva del muto. Ben e Rose compiranno lo stesso avventuroso viaggio attraverso [...]

GALLERY
venerdì 19 maggio 2017
 

Convincono entrambi, i registi in Concorso a Cannes nella giornata di ieri: Todd Haynes, che con Wonderstruck - La ragazza delle meraviglie (con le ottime Julianne Moore e Michelle Williams) arricchisce e illumina la graphic novel da cui trae ispirazione, [...]

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