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Ultimo aggiornamento lunedì 29 luglio 2019
La storia della competizione epica e spietata tra i due più grandi inventori dell'era industriale per stabilire quale dei due sistemi elettrici avrebbe dominato il nuovo secolo. In Italia al Box Office Edison - L'uomo che illuminò il mondo ha incassato 1,1 milioni di euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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1880. Thomas Edison, rivoluzionario inventore della lampadina, è sul punto di illuminare Manhattan e di sconvolgere per sempre le abitudini di vita degli americani. L'imprenditore George Westinghouse, a sua volta studioso e inventore, è pronto ad incontrarlo e a proporgli di entrare in società. Ma Edison non ha tempo per nessuno, né per i suoi figli né per Westinghouse né per quell'immigrato serbo, di nome Nikola Tesla, che continua a blaterare che la corrente alternata sarebbe una scelta di gran lunga più efficace ed economica. L'incontro tra il giovane Tesla e l'appassionato Westinghouse riscriverà i piani di Edison e la storia della distribuzione dell'elettricità nel mondo.
Sessanta stesure di sceneggiatura e un fermo di troppi mesi a film finito non deponevano a favore dell'opera di Alfonso Gomez-Rejon, eppure, ora che il sipario si è finalmente alzato sul film, appare evidente che niente di così drammatico bolliva in pentola, se non qualche errore di valutazione, primo su tutti, vien da dire senza polemica, quello di averne fatto un film.
Nato in ambito scolastico e divenuto un musical piuttosto fortunato, lo script di quasi duecento pagine di Mitnick non meritava, infatti, che si sudasse per ridurlo: al contrario, in un periodo storico come questo avrebbe fatto meglio a diventare una serie televisiva, e per essa, più che per un film, aveva tutte le carte in regola. Sorta di The Prestige meno carismatico e più moraleggiante, almeno nelle intenzioni, Edison - L'uomo che illuminò il mondo è infatti un film di personaggi e attori, un duello di biografie e performance, che in una serie televisiva avrebbero trovato il terreno più adatto per un ulteriore e più dilatato approfondimento. Da un lato c'è Benedict Cumberbatch nei panni di Edison, personaggio geniale e megalomane, pronto a tutto per far entrare il suo nome nella Storia, anche e soprattutto a contraddirsi e a contravvenire ai propri principi; dall'altro lato Michael Shannon, George Westinghouse, più silenzioso e posato, portatore di un approccio morale alla scienza e alla competizione, anche in virtù di un passato che lo ha drammaticamente già messo alla prova. Nonostante la distribuzione italiana, nella scelta del titolo, dia maggior risalto alla figura di Edison, sfruttando la maggior notorietà del suo interprete, non c'è dubbio che il film segua più da vicino la vicenda biografica di Westinghouse, che ne sottolinei la maggior umanità, e che Shannon offra, sotto i baffi, una performance più incisiva e romantica. Tra i due si fa strada poi anche Nicholas Hoult, ma il ritratto che è chiamato a dare di Tesla è schematico e funzionale, poco più di una macchietta.
I tentativi di inserire il cinema con la maiuscola in questo quadro già affollato sono forzati e persino imprecisi (alla fine ci viene mostrato un Edison soddisfatto, seduto in sala di fronte ad un grande schermo, ma quella che lui aveva ideato era in realtà una visione diversa, individuale, più in linea con la sua egocentrica visione delle cose) tanto che, come il suo protagonista, Edison, il film, pare costretto, alla fine dei conti, a rivedere le proprie manie di grandezza e ad accontentarsi di essere un discreto period drama su un momento tra i più spettacoli e inesauribili della storia contemporanea. Più interessante che "elettrizzante".
La "guerra delle correnti" è la competizione economica che a fine Ottocento contrappose gli inventori americani Thomas Edison e George Westinghouse per il controllo del nascente mercato dell'energia elettrica. Il carismatico Edison, già ideatore della lampadina, nel 1882 stupì il mondo illuminando una parte di Manhattan con il suo sistema a corrente continua, mentre il più compassato Westinghouse, inventore dei freni pneumatici per i treni, portò avanti un sistema basato sulla corrente alternata. Lo scontro, nel quale venne coinvolto anche il grande ingegnere e fisico serbo Nikola Tesla, mise a confronto due modi di intendere la scienza e l'imprenditoria, fra l'aggressività geniale di Edison e il lavoro di squadra promosso da Westinghouse.
«Ero arrivato al punto in cui mi rendevo conto che probabilmente avrei dovuto fare pace con l'idea di un film col mio nome sopra, ma che non mi appartenesse. Eppure non ci siamo mai arresi, né i produttori Timur Bekmambetov e Basil Iwanyk, né i miei rappresentati presso le agenzie William Morris Endeavor e LBI. Loro hanno intrapreso una lunga battaglia per riavere il film, in modo che io potessi dargli la forma e il tono che avevo sempre desiderato. Ci sono stati momenti in cui questo film mi ha ridotto così a pezzi da pensare di non riuscire a scorgere una via d'uscita».
Alfonso Gomez-Rejon
A quasi due anni dalla presentazione al Festival di Toronto, il secondo film di Alfonso Gomez-Rejon, autore nel 2013 del coming of age Quel fantastico peggior anno della mia vita, ha finalmente trovato una distribuzione. Coinvolto suo malgrado nello scandalo che a fine 2017, in seguito alle inchieste del New York Times e del New Yorker, ha portato alle accuse di violenza sessuale nei confronti del produttore Harvey Weinstein, il film è rimasto a lungo chiuso in un cassetto, dopo una prima proiezione al festival canadese già oggetto di controversie fra il regista - convinto che il lavoro non fosse terminato - e Weinsten stesso, responsabile di un frettoloso final cut.
Acquistato dalla 101 Studios, che l'ha avuto per 3 milioni di dollari dalla Lantern Entertainment, la società che gestisce il capitale della fallita The Weinstein Company, The Current War uscirà in una nuova versione rimontata dallo stesso Gomez-Rejon, più corta di 10 minuti rispetto a quella presentata a Toronto e con l'aggiunta di cinque scene, grazie a quello che il regista ha definito un vero e proprio miracolo.
Fondamentale per la fine del calvario distributivo è stato l'apporto del produttore esecutivo Martin Scorsese (con cui Gomez-Rejon collabora fin dai tempi di Casinò), grazie al quale non è mai stata data luce verde alla Lantern Entertainment per un'uscita all'estero della versione non approvata dal regista. Una volta chiuso l'affare con la 101 Studios, Gomez-Rejon - nel frattempo coinvolto nelle riprese delle serie Chambers e The Hunt - ha così avuto l'opportunità più unica che rara di rimettere mano al materiale originale e dare al film una forma definitiva.
La vicenda, sceneggiata da Michael Mitnick, segue un momento chiave del capitalismo americano (non a caso è coinvolto anche il banchiere JP Morgan), alternando lo studio delle personalità divergenti di Edison, Westinghouse e del terzo incomodo Tesla - interpretati rispettivamente da Benedict Cumberbatch, Michael Shannon e Nicholas Hoult - l'analisi delle teorie scientifiche di fine XIX secolo e la riflessione sul passaggio verso la modernità del secolo a seguire (che comprende fra le sue meraviglie anche il cinema), in linea con il capolavoro di Christopher Nolan The Prestige.
In realtà il film più che focalizzarsi solo su Edison che inventò la lampadina elettrica, riguarda la lotta tra 2 personalità dell'epoca: un grande imprenditore nel campo del gas George Westinghouse (Michael Shannon con una buona carriera cinematografica: Animali Notturni, 12 soldiers) e il grande Thomas Edison (Benedict Cumberbatch che ha una non eccezionale carriera [...] Vai alla recensione »
Il soggetto è dei più affascinanti. Alla fine dell'800 ha inizio l'era dell'elettricità. Per illuminare il mondo sono in competizione l'inventore Thomas Edison (che, col kinetoscopio, fu anche un precursore del cinema) e George Westinghouse, imprenditore lungimirante. L'opposizione è tra corrente continua e corrente alternata. La "guerra della corrente" si svolge senza esclusione di colpi: Edison accusa [...] Vai alla recensione »