Il club dei 27

Film 2017 | Documentario +13 63 min.

Anno2017
GenereDocumentario
ProduzioneItalia
Durata63 minuti
Regia diMateo Zoni
Uscitalunedì 26 febbraio 2018
DistribuzioneCinecittà Luce
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Regia di Mateo Zoni. Un film Genere Documentario - Italia, 2017, durata 63 minuti. Uscita cinema lunedì 26 febbraio 2018 distribuito da Cinecittà Luce. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

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Ventisette sono le opere del massimo compositore nazionale. Nel paese del melodramma c'è il club esclusivo dei 27, vere e proprie persone che si chiamano come le opere di Giuseppe Verdi. In Italia al Box Office Il club dei 27 ha incassato 3,2 mila euro .

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Documentario in un atto unico che flirta con la finzione e pesca nei cinegiornali la voce di una gloriosa tradizione nazionale.
Recensione di Marzia Gandolfi
venerdì 23 febbraio 2018
Recensione di Marzia Gandolfi
venerdì 23 febbraio 2018

Giacomo Anelli ha quattordici anni e da quando ne ha undici desidera appartenere al Club dei 27, un cenacolo di melomani della Bassa votato al culto di Giuseppe Verdi. Quella di Giacomo per Verdi è una passione infiammabile che nessuno estintore può spegnere. Ci soffia sopra lo sguardo di Mateo Zoni, sensibile alle inquietudini dell'adolescenza (Ulidi piccola mia, Elena un giorno d'estate) e a un ragazzino anomalo, discendente emiliano di Antoine Doinel. Il protagonista dei Quattrocento colpi che accendeva candele sull'altare consacrato a Balzac.

Alla maniera di Truffaut, Zoni conserva un rapporto privilegiato con l'infanzia e illustra la devozione di un ragazzino per un artista avvertito e amato come un nonno scomparso, i cui echi e le cui note rimbalzano ancora nelle osterie e nei templi della lirica.

Dai velluti della Scala ai tavoli della "Tampa Lirica", dove il Lambrusco si paga a colpi di arie, Il club dei 27 svolge un racconto di formazione ad assetto variabile che registra i tentativi maldestri e irresistibili di Giacomo di accedere a quel circolo nobile in cui ciascuno degli affiliati porta il nome di un'opera di Verdi. Troppo piccolo, per l'immaginazione limitata degli adulti e per la vana ostentazione di grandezza dei compagni di pallone, Giacomo trova nel regista un complice all'altezza che asseconda il surplus di fantasia, creatività e desiderio declinandolo in un documentario romanzesco. Documentario in un atto unico che flirta con la finzione e pesca nei cinegiornali (La Settimana Incom) la voce (e le voci) di una gloriosa tradizione nazionale.

Il Verdi solenne, trionfante e arioso delle battaglie per i grandi ideali e quello inquieto, scapigliato e ricco di chiaroscuri che sonda gli abissi vertiginosi dell'animo umano si accordano insieme nei sogni di notte e in quelli di giorno ad occhi aperti di Giacomo, che ama la penombra e ascolta la musica lirica alla luce del 'fuoco', lo stesso che lo accende e infiamma ogni personaggio verdiano.

Ragazzino singolare e prodigioso, cresciuto sulle sponde del Po e nell'abbraccio di un nonno melomane che lo inizia per primo al bel canto, il 'piccolo cultore' di Zoni sa il fatto suo mentre dichiara con squillante accento emiliano di preferire il timbro puro di Renata Tebaldi ai toni gravi della Callas, fa il verso a un manifesto di Wagner, frequenta bambino gli addii al passato, ama indiscutibilmente Mario Del Monaco, 'dirige' con la leggerezza dei suoi anni le pagine festose di Verdi, le romanze, le cabalette, le ouverture, padroneggia il linguaggio musicale e l'elevata tensione drammatica del compositore più rappresentato al mondo.

Il lavoro del film è imporre il suo incredibile personaggio e convincerci (con successo) che quel lavoro riposa sulla simpatia. Quella contagiosa di Giacomo Anelli a cui auguriamo davvero di entrare (da) adulto ma sempre fanciullo nell'esclusivo club. Questa volta senza colpo, o forma di Reggiano, ferire.

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