| Anno | 2017 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 91 minuti |
| Regia di | Germano Maccioni |
| Attori | Pippo Delbono, Chiara Caselli, Riccardo Frascari, Nicolas Balotti, Alessandro Tarabelloni Adriana Barbieri. |
| Uscita | mercoledì 1 novembre 2017 |
| Distribuzione | Cinecittà Luce |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,56 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 31 ottobre 2017
Una favola calata nella contemporaneità dove tutto, luoghi ed esistenze, sembra soggetto al medesimo sgretolamento. In Italia al Box Office Gli asteroidi ha incassato 32,7 mila euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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Pietro ha perso il padre e non si interessa più a nulla. Le uniche compagnie gradite sono quelle di Cosmic, bizzarro amico ossessionato dallo spazio, e di Ivan, che ruba candelabri nelle chiese per conto del sordido Ugo. Nel panorama desolante di una provincia no future e spersonalizzante, Germano Maccioni colloca le vicende di tre ragazzi a cui la buona sorte ha da tempo voltato le spalle. Ivan si dà alla delinquenza, per sentirsi più libero del padre, che dal "posto fisso" è stato reso schiavo; Cosmic nasconde il proprio ritardo mentale sognando asteroidi filosofici e guardando le stelle; Pietro, infine, ha perso il sorriso quando il padre si è tolto la vita.
Non è una novità che il cinema italiano di questo secondo decennio di terzo millennio dedichi la propria attenzione alla provincia e a come il disagio dei giovani che la abitano si faccia insostenibile.
Teatro delle azioni di Pietro, Ivan e Cosmic è l'Emilia-Romagna postindustriale, in cui della gloria operaia che fu restano solo brandelli e detriti, quel poco che è sfuggito alla furia distruttrice della globalizzazione galoppante. Insegne del Pci che non si accendono, o fabbriche di cialde, che del caffè e dell'"italianità" conservano giusto il profumo. Le generazioni dei padri venerano il posto di lavoro anche se ne sono stati schiavi, mentre quelle dei figli non sanno cosa farsene, vista l'assenza di prospettive. Purtroppo i visi puliti dei protagonisti rappresentano il primo tassello mancante di un'operazione che fatica a rendersi credibile, gravata com'è da dialoghi e interpretazioni innaturali, artefatti.
Cosmic, che dovrebbe rappresentare la carta del "matto" nel mazzo in mano a Maccioni, estratta per scombinare script e piani del destino, sciorina citazioni di Kant e utilizza termini che restano prigionieri di una sceneggiatura. Il transfert non scatta mai, la sospensione dell'incredulità è azzerata. Le metafore troppo esili e alcune interpretazioni cariche di overacting fanno il resto, avviando il plot su un'ordinaria vicenda noir, intrisa di retorica da ultimo colpo e priva di sorprese.
5 stelle perchè è la mia bassa, perchè le opere prime sono un concetrato di emozioni, perchè ho letto di quale lavoro ci sia stato dietro alla pellicola, perchè mi sono emozionato tanto e non mi capitava da tempo. La prima mezzora di proiezione è complessa perchè viene seminato molto ed è necessario tenere a mente tutti i pezzi, poi piano piano [...] Vai alla recensione »