Der Hauptmann

Film 2017 | Drammatico, Guerra, Storico 118 min.

Regia di Robert Schwentke. Un film Da vedere 2017 con Max Hubacher, Milan Peschel, Frederick Lau, Bernd Hölscher, Waldemar Kobus. Cast completo Titolo originale: Der Hauptmann. Genere Drammatico, Guerra, Storico - Germania, Polonia, Portogallo, Francia, 2017, durata 118 minuti. Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 1 recensione.

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Durante la seconda guerra mondiale un disertore si sostituisce al suo capitano e convince altri soldati a unirsi a lui. Il film è stato premiato agli European Film Awards,

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Rigoroso ed elegante, un escape movie a tinte noir che esplora la degenerazione del potere.
Recensione di Claudia Catalli
lunedì 30 aprile 2018
Recensione di Claudia Catalli
lunedì 30 aprile 2018

Un soldato in fuga. Diciannove anni, tanta inesperienza, altrettanta paura, più un'innata voglia di sopravvivere. Scappa da una squadra nazista che lo rincorre a colpi di fucile. Siamo nella Germania del 1945, la guerra sta per finire, ma lui non lo sa. Quando trova un'uniforme nazista da indossare nulla sarà più come prima e lui sarà il primo a comportarsi come i suoi stessi persecutori.

È maledettamente interessante, il nuovo film di Robert Schwentke, cineasta tedesco che, dopo una serie di divertissment e blockbuster, (vedi la saga Divergent) sentiva probabilmente l'esigenza di tornare in Germania e affondare le mani nel periodo più fangoso del suo Paese.

Lo fa in modo originale e raffinato, senza retorica, scegliendo di raccontare una storia vera attraverso il volto fresco di un ragazzo per indagare quel crinale sospeso tra follia e banalità del male che ha segnato la storia.

Rigoroso ed elegante da un punto di vista formale, con un bianco e nero che scava i volti e rende ancora più cupe scelleratezze per nulla risparmiate allo spettatore, The Captain - preentato in anteprima al Bari International Film Festival - mette in scena un paradosso. Pervaso da una sorte di sindrome di Stoccolma, il sopravvissuto protagonista riesce a indossare letteralmente i panni del carnefice. E scopre un mondo. Un mondo fatto di potere e relativi abusi, crudeltà gratuite, violenze basate su principi esaltati di presunta superiorità.

L'attore Max Hubacher spicca nel traformarsi continuamente, assumendo sembianze sempre diverse. Nella prima, memorabile, scena è solo un ragazzo che corre a perdifiato tra campi e boschi in cerca di salvezza mentre i suoi aguzzini gli sparano addosso. Da quando indossa l'uniforme diventa qualcosa che anche dal volto lascia trasparire del diabolico, con un ghigno che a tratti non può non ricordare l'inarrivabile Christoph Waltz di Bastardi Senza Gloria.

È un film sulla degenerazione del potere, che lorda, stordisce e contagia chiunque lo possieda. Anche le vittime possono diventare carnefici, i peggiori carnefici, pare suggerire Schwentke, che per questo suo escape movie a tinte noir si serve intelligentemente dell'inconfondibile fotografia di Ballhaus (lo stesso di Quei bravi ragazzi, Dracula di Bram Stoker, I colori della vittoria, The Departed etc).

Colpisce l'estetica e l'etica del branco che mette in scena, la sferzata di critica sociale, l'ironia feroce nella scena del processo (sbrigativo) in cui, in sostanza, si giustifica tutto in nome dello scopo finale. Seduce, infine, la struttura ad anello che - lo spettatore scoprirà come e perché - ripropone ancora una fuga del protagonista, questa volta in mezzo a una serie sterminata di cadaveri nella scena visivamente ed emotivamente più potente del film. Fuga che si fa metafora di un'evasione dalla giustizia, al prezzo di tutti quei corpi che l'hanno scontata e subita sulla loro pelle. Cosa resta? Una distesa di scheletri, secondo l'antica legge dell'homo homini lupus che a nulla porta se non a rovine e distruzione.

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NEWS
[LINK] FESTIVAL
venerdì 27 aprile 2018
 

Stasera saranno consegnati i premi di Panorama Internazionale del Bif&st - Bari International Film Festival. Il premio come miglior Regista è andato a Robert Schwentke per il film Der Hauptmann. L'opera è stata premiata anche per l'interpretazione dell'attor [...]

winner
miglior sound designer europeo
European Film Awards
2018
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