| Titolo originale | À bras ouverts |
| Titolo internazionale | With Open Arms |
| Anno | 2017 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Francia, Belgio |
| Durata | 92 minuti |
| Regia di | Philippe de Chauveron |
| Attori | Christian Clavier, Ary Abittan, Elsa Zylberstein, Cyril Lecomte, Nanou Garcia Oscar Berthe, Mirela Nicolau, Ioana Visalon, Sofiia Manousha, Nikita Dragomir, Bryan Smeers, Marian Samu, Anaïs Dopinescu, Raisa Mihai, Inan Cicek, Armen Georgian, Marc Arnaud, Camille Fernandez-Desandes. |
| Uscita | giovedì 8 marzo 2018 |
| Distribuzione | Adler Entertainment |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 1,96 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 2 agosto 2018
Un ricco intellettuale invita i ricchi ad accogliere a casa propria le persone meno fortunate. Riuscirà ad essere anche lui così aperto nei confronti dei bisognosi? In Italia al Box Office Benvenuti a casa mia ha incassato 183 mila euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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Jean-Etienne Fougerole, intellettuale engagé, promuove in televisione il suo ultimo libro ("A braccia aperte"). Incalzato dalla provocazione del suo rivale, un giovane candidato (e scrittore) di destra che lo invita ad accogliere a casa una famiglia Rom, annuncia pubblicamente indirizzo e disponibilità, sperando che nessuno lo prenda davvero sul serio. Ma Babik e prole, riuniti intorno al televisore, raccolgono l'invito e battono cassa al cancello. Insediatisi con la roulotte nel giardino dei Fougerole, provano a integrarsi con risultati maldestri e una resilienza irriducibile come il pregiudizio.
Dopo i neri, gli ebrei, gli arabi e gli asiatici (Non sposate le mie figlie), i Rom sono il nuovo bersaglio di Philippe de Chauveron. Ma non sono soli. A far loro compagnia, su un tappeto di cimbali e violini, c'è una sinistra intellettuale e bobo piena di 'buoni sentimenti' e irresistibilmente attratta dalle ville di lusso e le camicie di Dior.
Ladri, misogini, mangiatori di ricci e di talpe, bevitori di cherosene con la barba incolta e i denti di metallo, i Rom che sbarcano e sbracano sul giardino di una bella casa di Marnes-la-Coquette servono soprattutto a smascherare le certezze e a rivelare i vizi della sinistra francese, oggetto esplicito del risentimento dell'autore. Ogni battuta dei coniugi Fougerole, ogni replica, servita agli avversari politici o agli ospiti in giardino, non è che un accumulo di cliché triti su una gauche borghese, benpensante e incapace di ammettere in fondo di essere altrettanto razzista.
A confermare l'ideologia dozzinale del film, sono anche le soluzioni tecniche e narrative, che sollevano la questione della distinzione tra discorso del personaggio e discorso filmico. Il dire (falsamente) progressista di Fougerole (un 'consumato' Christian Clavier) e signora (Elsa Zylberstein) è costantemente contraddetto dalle immagini. Se monsieur Fougerole sostiene davanti al sindaco che i Rom sono vittime di pregiudizi sociali infamanti, nell'inquadratura successiva la madre di Babik passeggia per la strada con un maiale. Un cut, un piano seguente, un contro campo arrivano puntuali a punire la loro coscienza sociale, dimostrando alla fine che la sinistra ha torto (i Rom sono dei vampiri che non si limitano certo alla soglia di casa) e l'estrema a destra ha ragione (non siamo più a casa nostra).
Così, oltre alla spregevole e folclorica caratterizzazione dei suoi convitati, brutti, sporchi, cattivi e piegati a consolidare i peggiori stereotipi razzisti, Benvenuti a casa mia presta il fianco all'idea fissa dell'estrema destra di un'infiltrazione barbara e parassitaria nelle nostre città e nelle nostre case.
Uscito in Francia ad aprile del 2017, una manciata di giorni prima delle elezioni presidenziali, il film di Philippe de Chauveron è la risposta (forse) piccata a Chez nous - A casa nostra di Lucas Belvaux, che provocò a febbraio dello stesso anno l'ostilità di Marine Le Pen e dei dirigenti del Front National. In una commedia etnica tutta a destra, che cavalca l'immagine negativa di una comunità già largamente stigmatizzata e giudicata sgradita, quello che resta alla fine è un happy end che riconcilia unicamente dal basso, tra fiori d'arancio, populismo e umorismo discriminatorio.
Contrariamente a quanto scritto in molte recensioni, il film è sarcastico, irriverente fino a quasi alla cattiveria, razzista ma prima di tutto nei confronti dei francesi. A cominciare da Fougerole, l'ipocrita protagonista radical chic che usa gli stranieri per promuovere la sua immagine e il suo successo letterario nel dorato mondo dell'intellighenzia progressista.
Aveva già doppiato Filottete in Hercules, Bob Pogo nella sitcom Netflix F is for Family e Re Luigi ne Il libro della giungla. Ha prestato la voce persino ad un motociclista ne I Simpson. Ma questa è la prima volta che Giancarlo Magalli doppia un attore in carne ed ossa: Christian Clavier, protagonista di Benvenuti a casa mia.
Un po' vi assomigliate fisicamente....
È vero, siamo entrambi bassetti, grassocci e col nasone. Lui però ha ancora i capelli, e poi è francese, può atteggiarsi a intellettuale charmant. Ma io me lo ricordo anche quando faceva Astérix....
Per promuovere il film ha girato un video su Youtube chiedendo di essere ospitato a casa degli utenti. E ha ricevuto 500 like e 200 inviti.
Più tutti quelli che mi hanno scritto in privato perché non si fidavano a mettere l'indirizzo su Facebook: almeno altri 200 che mi hanno contattato su Messenger o mi hanno mandato una mail. Alla fine la produzione ha sorteggiato un ragazzo di Roma appassionato di Internet e di cinema, con due coinquiline molto carine, e abbiamo fatto una cenetta a quattro cucinata da loro. A parte il dettaglio che abitano al quinto piano senza ascensore, ci siamo molto divertiti: ho messo il video della serata su Youtube, per chi fosse interessato.
Ma lei aprirebbe la sua casa a una famiglia di rom, come fa il protagonista di Benvenuti a casa mia?
No, lo dico con molta sincerità: potrei ospitare una famiglia di terremotati cui è crollata la casa fintanto che non si sistemano, ma i rom hanno scelto di essere nomadi, che nomadino pure.
L'uscita del film ha un eccezionale tempismo politico.
È vero, arriva dopo le elezioni che hanno mostrato come la diffidenza e l'intolleranza stiano facendo passi avanti - non necessariamente nel senso di una maggiore civiltà. Il protagonista, che afferma in un suo libro come da lui i rom siano benvenuti, quando quelli gli arrivano davvero in casa comincia a conviverci e alla fine stabilisce con loro un rapporto di simpatia. In fondo è una storia di integrazione e tolleranza.
Divertente commedia francese, che ironizza, tirando spesso la corda, sull'accoglienza ai migranti. Il popolare scrittore progressista Fougerole è sfidato da un rivale destrorso a mettere in pratica il buonismo sbandierato di continuo in tv. Preso in contropiede, quello si trova così costretto a spalancare le porte della villa a una variopinta famiglia rom.