|
Condividi
|
Ultimo aggiornamento mercoledì 31 gennaio 2018
Argomenti: Checco Zalone
Il comico Checco Zalone, campione di incassi con i precedenti Cado dalle nubi, Che bella giornata e Sole a catinelle, torna al cinema con una commedia. Il film ha ottenuto 4 candidature e vinto un premio ai Nastri d'Argento, 2 candidature a David di Donatello, In Italia al Box Office Quo Vado? ha incassato 65,4 milioni di euro .
Quo Vado? è disponibile a Noleggio e in Digital Download
su TROVA STREAMING
e in DVD
e Blu-Ray
Compra subito
|
CONSIGLIATO SÌ
|
Checco è stato allevato dal padre con il mito del posto fisso. A quasi 40 anni vive quella che ha sempre ritenuto essere la sua esistenza ideale: scapolo, servito e riverito dalla madre e dall'eterna fidanzata che non ha alcuna intenzione di sposare, accasato presso i genitori, assunto a tempo indeterminato presso l'ufficio provinciale Caccia e pesca, dove il suo incarico consiste nel fare timbri comodamente seduto alla scrivania. Ma le riforme arrivano anche per Checco, e quella che abolisce le province lo coglie impreparato: il suo status di single relativamente giovane lo rende idoneo alla richiesta "volontaria" delle dimissioni, a fronte di una buonuscita contenuta.
Quo Vado? arriva al cinema in una quantità spaventosa di copie, subito dopo l'uscita di Star Wars, dei cinepanettoni e de Il ponte delle spie.
Ma Checco, consigliato dal senatore che l'ha "sistemato", non cede alle richieste della "liquidatrice", la granitica dirigente Sironi e lei, al fine di liberarsene, lo spedisce in giro per tutta l'Italia, nelle sedi più disagiate e scomode. Checco si adatta e non molla. Alla Sironi non resta che tentare un'ultima carta: mandare l'impiegato al Polo Nord, in mezzo alle nevi perenni e agli orsi bianchi. Per fortuna al Polo c'è anche Valeria, una ricercatrice di grandi ideali e di larghe vedute che cambierà il destino del nostro eroe e gli farà scoprire i piaceri (e le responsabilità) di una vita civile.
Alla sua quarta commedia per il grande schermo Luca Medici racconta un'altra avventura del suo alter ego, quel "cozzalone" pugliese in perenne equilibrio fra conformismo e anarchia, cartina di tornasole dei vizi e dei difetti del popolo italico. Questa volta però il suo spiritaccio sembra edulcorato e, nonostante la storia accattivante e il fuoco di fila di battute gustose, viene meno la sua verve più genuinamente polemica e più "involontariamente" politica. Il risultato è una commedia divertente, ben congegnata dal punto di vista narrativo e ben recitata da tutto il cast (a cominciare da Medici) ma più addomesticata, e meno deliziosamente iconoclasta, delle precedenti. Per dirla con Checco: siamo convinti? Nì.
Baterebbe solo un dato (anzi due) per zittire anche il più strenuo detrattore di quello che ritengo personalmente essere un genio della comicità italiana: 7 milioni di euro incassati il primo giorno e altrettanti il secondo! E' come dire che, anche se uno pu' anche odiare personalmente vasco rossi, ma non puo' negargli un certo successo nazional popolare che pure deve avere [...] Vai alla recensione »
Prima di diventare Valeria, splendida ricercatrice che tra i ghiacci del Polo Nord fa perdere la testa al Checco di Quo Vado?, il nome di Eleonora Giovanardi è indissolubilmente legato a Status, serial prodotto da MYmovies.it in cui era la protagonista buona e altruista che cerca di salvare la sua vita sentimentale da un fidanzato un po' troppo infantile. È con questa e altre importanti performance che Eleonora si fa strada nel mondo dello spettacolo.
Se qualche mese fa non fosse uscito il ribaldo e intelligentissimo Italiano medio di Maccio Capatonda, probabilmente Quo vado? ci parrebbe un film migliore. Viste le notevoli differenze in termini di audience quantitativa (almeno per ora), solo una piccola parte degli spettatori di Zalone si sarà accorta che stavolta un nuovo comico, più ruspante, magari più rozzo, ma più lungimirante, era riuscito a raccontare il virus dell'italianità meglio di Checco.
Antenna 3. Al di fuori della Lombardia può sembrare sigla oscura, in verità fu una televisione libera, ma libera veramente, che tra gli anni 70 e i primi 80 del secolo scorso si diede come mission la ricerca di talenti comici. Il rabdomante si chiamava Renzo Villa, "allievo" di Enzo Tortora, mise su una squadra clamorosa, almeno in parte ancora oggi mattatrice sul piccolo o grande schermo, magari con qualche acciacco.
Grande Checco Zalone, una miniera di risate (e quattrini). È bravo, simpatico e sa amministrarsi con giudizio. Proprio come l'irresistibile personaggio al centro del suo quarto film, il migliore di tutti. Un tipo abitudinario che ha sempre avuto per traguardo il posto fisso. Finché il taglio delle province lo costringe a scegliere: addio scrivania o trasferimento lontano da mamma e papà.