| Titolo originale | Mine |
| Anno | 2015 |
| Genere | Thriller, |
| Produzione | USA |
| Durata | 106 minuti |
| Regia di | Fabio Guaglione, Fabio Resinaro |
| Attori | Armie Hammer, Annabelle Wallis, Tom Cullen, Juliet Aubrey, Geoff Bell Clint Dyer, Inés Píñar Mille, Luka Peros, Daniel Sandoval, Agustín Rodríguez (III), Yesarela Arzumendi, Manuel Medero, David Kirk Traylor, Edoardo Purgatori. |
| Uscita | giovedì 6 ottobre 2016 |
| Tag | Da vedere 2015 |
| Distribuzione | Eagle Pictures |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,12 su 3 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 10 settembre 2018
Esposto a varie interperie, un soldato dovrà sopravvivere non solo ai pericoli del deserto ma anche al pedaggio psicologico. Il film ha ottenuto 2 candidature ai Nastri d'Argento, 2 candidature a David di Donatello, In Italia al Box Office Mine ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 1,3 milioni di euro e 599 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Mike è un tiratore scelto dei marines che assieme a Tommy, compagno e amico di sempre, viene inviato segretamente nel deserto per uccidere un pericoloso terrorista. Durante la missione qualcosa non funziona e i due soldati, si perdono in una tempesta di sabbia e restano isolati dal comando. Alla ricerca di una via di fuga, con i terroristi alle spalle, finiscono in un campo minato e Mike calpesta accidentalmente una mina mentre il compagno viene dilaniato. Bloccato nel mezzo del deserto, in campo nemico e senza rifornimenti, dovrà cercare di sopravvivere.
Fabio Guaglione e Fabio Resinaro al loro esordio come registi hanno deciso di porre l'asticella decisamente in alto. Perché la decisione iniziale era quella di conservare unità di tempo e di luogo nlla narrazione essendo consapevoli che c'era già chi, con Buried - Sepolto, aveva toccato i vertici chiudendo il protagonista in una bara. Hanno così deciso di invertire la situazione ponendo il loro protagonista in uno spazio aperto ma al contempo aspro bloccandolo in una condizione di immobilità. Nel passato c'era già stato un film che collocava un personaggio su una mina che poteva esplodere al minimo movimento. Si tratta di No Man'S Land opera prima di Danis Tanovic. Mentre però in quel contesto (la guerra serbo-bosniaca) la riflessione si orientava sul versante politico qui la scelta è decisamente diversa. Perché i due Fabio (come si firmano nei titoli di testa) hanno deciso di affrontare il tema delle mine con un'ottica del tutto particolare. Mentre non ci fanno dimenticare che diversi territori del nostro pianeta sono disseminati di ordigni che seminano morte per anni, dopo che le guerre sono formalmente terminate, allargano il campo e, grazie a un Armie Hammer decisamente all'altezza del ruolo, aprono il film alla dimensione psicologica. Perché non solo un soldato in zona di conflitto può trovarsi bloccato su una mina rischiando la propria esistenza.
Tutti noi possiamo aver vissuto, nel corso delle nostre vite, uno o più momenti in cui ci sentivamo paralizzati dinanzi alla paura che ci imponeva una scelta o a un ricordo negativo del passato che ci impediva di andare avanti. I due registi sanno tradurre in immagini, senza perdere mai di tensione (perché questo era il rischio), questa condizione interiore. Il deserto si trasforma così in uno spazio in cui, come nell'astronave di Solaris di Andrei Tarkovsky, l'inconscio si materializza non consentendo fughe.
Premetto subito che il film merita di essere guardato. Ma lo definisco sognatore perché rischiano troppe volte di voler fare il passo più lungo della gamba. A cosa mi riferisco farò subito chiarezza. La trama nella prima parte è semplice e banale. Due soldati sono in missione e devono uccidere un terrorista. Non sicuro di uccidere il reale bersaglio Mike desiste e vengono visti a causa del riflesso [...] Vai alla recensione »
Fabio Guaglione, regista insieme a Fabio Resinaro, del film Mine ha suscitato vivaci reazioni (favorevoli e contrarie) nel momento in cui ha deciso di affrontare il tema della pirateria on line in occasione dell'uscita in sala del suo film. Abbiamo pensato che fosse interessante approfondire con lui l'argomento.
Ci sono quelli che dicono di piratare per 'assaggiare' il film e poi decidere se andarlo a vedere al cinema o meno. Non c'è limite al surreale.
Se tu dovessi sintetizzare quanto lavoro c'è stato dietro alla realizzazione di Mine per spiegarlo a chi si ritiene in diritto di mettere il film on line e a chi lo scarica senza il minimo onore cosa diresti?
Direi che durante i tre anni di preparazione e di lavorazione la nostra vita è stata assorbita totalmente dal film (trattandosi poi di una produzione indipendente) su tutti i piani e anche su quello economico.
Tu hai fatto riferimento al non rubare un caffè al bar cosa intendevi sottolineare?
Volevo mettere in evidenza il concetto del senso di impunità che prova chi pirata mentre la stessa persona, temendone le conseguenze, non agirebbe nello stesso modo in altre situazioni, a partire dal bar. Qui poi siamo di fronte a un bene di carattere creativo che viene non solo sottratto dal singolo ma condiviso con migliaia di persone.
C'è poi un ulteriore livello inaccettabile: quello di chi scarica e se ne vanta pubblicamente pretendendo anche di star facendo pubblicità al film. Io non ho una visione integralista in materia ma di fronte a chi cerca un film on line piratato addirittura due giorni prima dell'uscita in sala non posso non essere sconcertato. Ci sono poi addirittura quelli che dicono di piratare per 'assaggiare' il film e poi decidere se andarlo a vedere al cinema o meno. Non c'è limite al surreale.
Location spagnola: Canarie. Star americana: Armie Hammer. Soggetto tour de force: un marine Usa pesta una mina nel deserto. L'unica soluzione è non muoversi, Mine (si può leggere come plurale di bomba in italiano o come "mio" in inglese) dei milanesi Resinaro e Guaglione ricorda molto Buried di Cortés (Ryan Reynolds lo girò in 15 giorni a Barcellona nei panni di un contractor Usa lntrappolato in una [...] Vai alla recensione »