Il Clan

Film 2015 | Thriller +13 108 min.

Titolo originaleEl clan
Anno2015
GenereThriller
ProduzioneArgentina, Spagna
Durata108 minuti
Regia diPablo Trapero
AttoriGuillermo Francella, Peter Lanzani, Lili Popovich, Gastón Cocchiarale, Giselle Motta Franco Masini, Antonia Bengoechea.
Uscitagiovedì 25 agosto 2016
TagDa vedere 2015
Distribuzione01 Distribution
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,08 su 23 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Pablo Trapero. Un film Da vedere 2015 con Guillermo Francella, Peter Lanzani, Lili Popovich, Gastón Cocchiarale, Giselle Motta. Cast completo Titolo originale: El clan. Genere Thriller - Argentina, Spagna, 2015, durata 108 minuti. Uscita cinema giovedì 25 agosto 2016 distribuito da 01 Distribution. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,08 su 23 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Il film, ispirato alla vera storia dei Puccio, responsabili di almeno quattro omicidi tra il 1982 e il 1985, è in concorso alla 72. Mostra del Cinema di Venezia. Il film è stato premiato al Festival di Venezia. In Italia al Box Office Il Clan ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 131 mila euro e 48,7 mila euro nel primo weekend.

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Consigliato sì!
3,08/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 3,50
PUBBLICO 3,24
CONSIGLIATO SÌ
Trapero cede al gusto medio. Impeccabile per regia e racconto, Il Clan manca della miglior personalità del regista..
Recensione di Marianna Cappi
sabato 12 settembre 2015
Recensione di Marianna Cappi
sabato 12 settembre 2015

"Quanto potrà mai durare la democrazia in questo paese?" Al massimo un paio d'anni e si torna indietro. È questo quello che pensano ancora le alte sfere all'indomani della fine di una delle più terribili dittature del dopoguerra, quella argentina. Ne è certo anche Arquimedes Puccio, tranquillo e abitudinario padre di famiglia, che riesuma senza scrupoli l'agghiacciante pratica del sequestro per applicarla ai giovani ricchi del suo vicinato, per conto terzi e per guadagno personale.
Trent'anni dopo il clamoroso arresto del clan Puccio, Trapero racconta questa storia stringendo l'obiettivo su Alejandro, il figlio rugbista di Arquimedes, diviso tra l'obbedienza cieca al patriarca e il dissonante rumore di fondo della coscienza e di un'età naturalmente rivolta al futuro. E chi meglio di Pablo Trapero, verrebbe da pensare, dopo che il regista ha raccontato i peggiori abissi del suo paese riuscendo nell'arte acrobatica di affondare nel dramma senza mai impastarlo di retorica. Tutta via questo è un altro film. Non solo non c'è il Trapero più intenso, ma nemmeno il maestro del montaggio, qui gestito in pieno stile hollywoodiano, alla maniera di un "Blow" e affini. Non fosse per la crudeltà dei fatti narrati, e tirando l'affermazione con l'elastico, si potrebbe quasi parlare di commedia per Il Clan, relativamente al trascorso stilistico del regista, sia chiaro. Dall'uso scanzonato della musica ("Just a Gigolo - I ain't got nobody" sottolinea il bisogno di Puccio di avere i figli dalla sua parte, non potendo fidarsi di nessun altro allo stesso modo) al gusto dell'ingenuità nel racconto della scalata sportiva di Alex, del romance con Monica (Stefania Koessl) e del loro sogno svedese, ci sono tutte la caratteristiche di un film di sicuro appeal, ma decisamente più allineato col gusto medio di questo genere di biopic, persino televisivo, che sulla personalità autoriale che il regista ha mostrato fino ad ora.
Guillermo Francella, che non a caso è un volto notissimo della televisione argentina con un curriculum principalmente leggero, quando non di comico puro, qui subisce un'ulteriore trasformazione dopo l'uso che di lui ha fatto Campanella (Il segreto dei suoi occhi) e passa radicalmente di là dalla barricata, da vittima a carnefice, conservando però quell'aria da amico della porta accanto e quell'affettuosa empatia che qui servono il gioco.
L'immediatezza magistrale della regia di Trapero e l'amara ironia che attraversano il film senza interruzioni, garantiscono un risultato comunque impeccabile, specie perché il ritratto che viene fatto di padre e figlio non sfocia mai nella fascinazione per il male. Il successo di pubblico in Argentina, dove il caso ebbe un fortissimo impatto sull'opinione pubblica, è stato, come prevedibile, immediatamente molto grande.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 8 settembre 2016
Nanni

Argentina anni 80. Il paese alle prime elezioni democratiche postdittatura fa i conti con quel difficile passaggio. Non tutti i responsabili della precedente stagione degli orrori, come sempre accade, sono stati liquidati. Parte della catena del comando politico/militare/burocratico sopravvissuta impunita a quel periodo ora gestisce in proprio come se quasi nulla fosse cambiato, grazie ad una vasta [...] Vai alla recensione »

domenica 6 settembre 2015
ROBERT EROICA

#Venezia72 - Concorso EL CLAN Tratto da una storia vera. Nell'Argentina sotto la dittatura, all'inizio degli anni Ottanta, una famiglia compie sequestri sotto la protezione del regime. Saranno poche le vittime a salvarsi da un capoclan luciferino e dai suoi fedeli parenti. Fino a che non torna la democrazia....Grande film che riflette su responsabilita' individuale, etica di gruppo [...] Vai alla recensione »

martedì 30 agosto 2016
Flyanto

Vincitore per la regia del Leone d'Argento all'ultimo festival del Cinema di Venezia, "Il Clan" racconta la vera storia della famiglia argentina Puccio che all'inizio degli anni '80, e precisamente tra il 1982 ed il 1985, organizzava e perpetuava rapimenti e, dopo avere incassato il riscatto dai familiari dell'esponente rapito, lo uccideva a sangue freddo.

mercoledì 28 dicembre 2016
Filippo Catani

Il clan Puccio guidato dall'insospettabile padre metteva a segno rapimenti nell'Argentina della dittatura e anche nei primissimi anni della nuova democrazia. Basato su una storia vera, il film racconta la storia del clan Puccio e più in generale del clima di violenze e intimidazioni che si viveva in Argentina sotto la dittatura e anche nei primi anni del post.

martedì 11 ottobre 2016
Domenico Astuti

Raccontare una storia vera, di una banale famiglia criminale, in un’epoca drammatica il cui contesto è una dittatura latinoamericana, è da sempre un’intenzione nobile, complessa, che richiede gusto narrativo, profondità psicologica e un’idea moderna tra Cinema politico e commedia umana. Negli anni scorsi il grande regista cileno Pablo Larrain si è cimentato [...] Vai alla recensione »

lunedì 5 settembre 2016
Des Esseintes

In generale ma soprattutto per Nicola. 1) il modo di fare di un argentino di Buenos Aires, mi riferisco a quelli di media borghesia, somiglia certamente alle classi medie di tutto il mondo ma ha delle sue particolarità molto peculiari (come ovunque, fra l'altro). Quello che colpisce un viaggiatore è soprattutto la calata portena che è molto singolare e, per uno straniero, [...] Vai alla recensione »

domenica 4 settembre 2016
Maurizio.Meres

Argentina la fine della dittatura diventa realtà,chi aveva libero arbitrio ancora non ci crede,le protezioni forti vacillano i potenti si tirano indietro cercano di salvare il salvabile. Il personaggio Puccio servo del potere militare dopo tanti efferati delitti,scopo estorsione si ritrova solo senza più copertura politica ,con la sua famiglia colpevole quanto lui,individuo forte nel carattere con [...] Vai alla recensione »

venerdì 2 settembre 2016
FabioFeli

Pablo Trapero sceglie una storia emblematica realmente accaduta tra il 1982 e il 1985. Alcuni filmati d’epoca all’inizio della pellicola riportano la caduta del regime di Videla in Argentina, responsabile della sparizione di 40.000 persone delle quali solo una minima parte – si dice il 5% - erano oppositori aderenti agli odiati partiti e sindacati di sinistra.

mercoledì 31 agosto 2016
Des Esseintes

Il senso del film è la rappresentazione delle implicazioni di violenza bestiale - e se andiamo in fondo, "rituale" - nascoste (ma note a tutti...) nella nostra mite, insignificante, routinaria, banalità medio borghese. Il problema però è che dal punto di vista teatrale questa medio borghesità la rappresenti con dei tratti che sono pienamente riconoscibili [...] Vai alla recensione »

venerdì 3 febbraio 2017
andrej

Buon film drammatico, tratto da fatti realmente accaduti ai quali si mantiene sostanzialmente fedele. Buona la regia, bravi e convincenti gli attori; la storia (anche se vera) ha dell’incredibile ed e’ davvero sconcertante e sconvolgente: tipico esempio di quando la realta’ supera la fantasia. Non vi sono soste, lungaggini, momenti di noia e l’interesse resta sempre vivissimo. [...] Vai alla recensione »

giovedì 25 agosto 2016
Flaw54

Un film che poteva avere uno sviluppo più coinvolgente, legandosi in modo più stretto alla drammatica e mutevole situazione argentina a cavallo tra gli anni 70 e 80. Recitaziine in genere piuuttosto mediocre, ma il film lascia un messaggio che fa riflettere: tutti sono colpevoli e i figli non sono da meno del padre untuoso e insopportabile nella sua piattezza.

mercoledì 25 febbraio 2015
federicaesposito

Sarebbe bello se questo film uscisse anche in Italia

venerdì 8 settembre 2017
minnie

Ho visto questo film con crescente accanimento, nel senso che un gran film è così: ti prende e non ti lascia fino alla fine. In effetti quando una dittatura finisce, lascia degli strascichi tremendi, sempre (vedi lo splendido sceneggiato  tedesco Ku'damm 56) ed è questo che il regista, un grande Pablo Trapero, ha voluto dire mostrando la vicenda della famiglia Puccio, [...] Vai alla recensione »

venerdì 8 settembre 2017
Ennio

L'unica cosa valida di questo film è farci conoscere la storia reale dell' inquietante vicenda che narra. Una famiglia retta da uno psicopatico rapitore seriale che tiene al laccio come complici moglie e figli nella sua folle ossessione. Ma la narrazione è a dir poco irritante, con ritmi e dialoghi da commedia brillante e musiche del tutto fuori luogo, sembra di essere [...] Vai alla recensione »

mercoledì 19 ottobre 2016
Emanuele 1968

 Bello, i soldi servono, però fino ad un certo punto.

mercoledì 7 settembre 2016
Des Esseintes

È incredibile che si neghi la realtà. Chi voglia controllare se quello che ho detto sull'uso della parola "negro" in Argentina è vero cerchi su Wikipedia in spagnolo "Racismo en la Argentina" e poi clicchi sulla versione inglese della stessa pagina.

mercoledì 7 settembre 2016
Nicola1

E che è???!!! Addirittura tre post di precisazioni! Sinceramente mi sono confuso. Comunque rileggendo il suo post originale, ritengo ancora valido il mio, al di là delle sue correzioni di tiro. Anzi, sembrano proprio espressioni del più classico italiano snob (del tipo: “francesi e inglesi sono sporchi perché non usano il bidet”) Solo due precisazioni: Sì sono argentino (addirittura porteño) e viaggio [...] Vai alla recensione »

domenica 28 agosto 2016
LBavassano

Durissimo e asciutto, nella perentorietà del detto e nell'eloquenza dei silenzi, dall'andamento implacabilmente tragico in senso classico che intreccia vita famigliare e nazionale, contrappuntato da un uso straniante della colonna sonora.

venerdì 8 luglio 2016
Mary_98

Una Bellissima Trama Speriamo Che Sarà Anche Nei Cinema Di Catania Perché Io Me Lo Vedrò Di Sicuro...

Frasi
Alejandro: "Si è fatturato almeno il doppio di quanto avevamo previsto. Ho visto una pubblicità sul giornale: "San Isidro, il tuo posto". Mi è piaciuta. Bello, Ma... E tu, Papà, l'hai vista?"
Arquimedes: "No."
Alejandro: "La gente viene da tutto il mondo. Se le cose continuano così, presto dovremo aprire una filiale!"
Dialogo tra Arquímedes Puccio (Guillermo Francella) - Alejandro Puccio (Peter Lanzani)
dal film Il Clan - a cura di Kerstin J. (fonte: http://www.springfieldspringfield.co.uk/movie_script.php?movie=the-clan)
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Maurizio Acerbi
Il Giornale

Argentina, anni '80. Dietro l'apparente normalità della famiglia Puccio si nasconde un clan che guadagna denaro sequestrando, anche per conto della dittatura militare, giovani ricchi rampolli. Vittime che vengono nascoste in casa dal patriarca Arqimedes e da suo figlio Alejandro, mentre il resto della famiglia vive con se nulla fosse. Il film, ottimamente interpretato, è tratto da una storia vera, [...] Vai alla recensione »

Alessandra De Luca
Avvenire

È cosa nota che i rapimenti siano stati in Argentina uno strumento di controllo politico durante la dittatura militare, al termine della quale si contarono circa trentamila sparizioni. Pochi sanno però cosa accade negli anni immediatamente successivi, quando si cominciò a parlare dei desapaceridos vittime della repressione militare, ma di gente ne spariva ancora.

Anna Maria Pasetti
Il Fatto Quotidiano

Nell'Argentina degli anni 80 la famiglia Puccio presenta i canoni dell'assoluta normalità: una coppia affiatata e cinque figli che vivono la quotidianità di Buenos Aires. Nessuno, ad eccezione della moglie, conosce però l'oscura attività del consorte, vero e proprio sicario/sequestratore di professione. Quando Arquimedes Puccio, anima criminale di un Paese fragile e violento, si trova a sequestrare [...] Vai alla recensione »

NEWS
POSTER
mercoledì 15 giugno 2016
 

"Quanto potrò mai durare la democrazia in questo paese?" Al massimo un paio d'anni e si torna indietro. È questo quello che pensano ancora le alte sfere all'indomani della fine di una delle più terribili dittature del dopoguerra, quella argentina.

winner
leone d'argento per la regia
Festival di Venezia
2015
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