The Look of Silence

Film 2014 | Documentario, Biografico, Storico, +13 98 min.

Titolo originaleThe Look of Silence
Anno2014
GenereDocumentario, Biografico, Storico,
ProduzioneDanimarca, Finlandia, Indonesia, Norvegia, Gran Bretagna
Durata98 minuti
Regia diJoshua Oppenheimer
AttoriAdi Rukun, M.Y. Basrun, Amir Hasan, Inong, Kemat Joshua Oppenheimer, Amir Siahaan, Ted Yates, Volker Hanisch, Achim Schülke.
TagDa vedere 2014
DistribuzioneI Wonder Pictures
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,88 su 14 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Joshua Oppenheimer. Un film Da vedere 2014 con Adi Rukun, M.Y. Basrun, Amir Hasan, Inong, Kemat. Cast completo Titolo originale: The Look of Silence. Genere Documentario, Biografico, Storico, - Danimarca, Finlandia, Indonesia, Norvegia, Gran Bretagna, 2014, durata 98 minuti. distribuito da I Wonder Pictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,88 su 14 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Condividi

Aggiungi The Look of Silence tra i tuoi film preferiti
Riceverai un avviso quando il film sarà disponibile nella tua città, disponibile in Streaming e Dvd oppure trasmesso in TV.



Accedi o registrati per aggiungere il film tra i tuoi preferiti.

Accedi o registrati per aggiungere il film tra i tuoi preferiti.

Ultimo aggiornamento mercoledì 1 giugno 2016

Una famiglia che sopravvive al genocidio in Indonesia avvenuto negli anni '60 confronta chi ha ucciso uno di loro. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, Il film è stato premiato a Venezia, 1 candidatura agli European Film Awards, 1 candidatura a Critics Choice Award, Al Box Office Usa The Look of Silence ha incassato 46,1 mila dollari .

The Look of Silence è disponibile a Noleggio e in Digital Download
su TROVA STREAMING e in DVD Compra subito

Consigliato assolutamente sì!
3,88/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 4,50
PUBBLICO 3,64
ASSOLUTAMENTE SÌ
Il film riscrive la storia attraverso l'empatia e lancia oltre lo schermo la sfida di una nuova umanità.
Recensione di Raffaella Giancristofaro
Recensione di Raffaella Giancristofaro

Indonesia, 2012: il regista Joshua Oppenheimer, statunitense trapiantato in Danimarca, ha appena finito di girare in loco The Act of Killing. Un film nel film, che racconta come i paramilitari della Gioventù di Pancasila, tuttora al potere e responsabili del massacro di un milione di militanti comunisti, avvenuto nel 1965-'66 sotto il generale Suharto, si prestino spavaldamente a ricordare e riattualizzare le loro "gesta" efferate per realizzare un lungometraggio di finzione. Durante la preproduzione, iniziata nel 2003, l'uccisione particolarmente violenta di Ramli Rukun da parte del Komando Aksi, attivo nella provincia di Aceh, ricorre spesso nelle testimonianze raccolte dal regista. È grazie al quel girato che il fratello di Ramli, Adi, di professione ottico e nato due anni dopo la sua morte, apprende i dettagli di quell'omicidio. Con un inconsueto, spiazzante cambio di registro, Adi diventa il candidato naturale a protagonista di The Look Of Silence: un sequel molto sui generis la cui troupe è rimasta anonima per motivi di sicurezza.
La dignità di Adi, i suoi modi gentili e pacati nel rivolgersi agli autori, ai sopravvissuti e ai testimoni inerti di quella strage di massa, contattati grazie alle ricerche di Oppenheimer, sono la chiave d'accesso a una serie di sconcertanti ammissioni, imbarazzanti negazioni e affermazioni deresponsabilizzanti che non appartengono solo agli esecutori materiali dei crimini. Il suo metodo d'indagine è anche il principale motivo per cui The Look Of Silence si distingue dal documentario d'inchiesta storica classicamente inteso. Non solo il regista limita l'uso di materiale d'archivio a un unico notiziario statunitense di trionfante propaganda anticomunista (1967), ma "abbassa" la Storia dalla rappresentazione che i media ne hanno dato al dialogo domestico tra fratelli, vicini, parenti. Tutti accomunati da un enorme tabù, a parlare del quale si temono ritorsioni: uno sterminio sistematico, negato e giustificato ancora oggi dalle istituzioni e dagli insegnanti dei figli di Adi.
Là dove The Act of Killing è stato un processo catartico di riflessione su uno sterminio, The Look Of Silence riscrive la storia attraverso l'empatia, portandola nei cortili, nelle stanze private, nei teatri naturali di morte. La scelta di campo è chiara è coerente: nessun abbellimento o drammatizzazione sonora o musicale ma illuminazione ambientale, suono in presa diretta e montaggio antispettacolare, fatto di simmetrie invisibili e rimandi interni.
Il silenzio del titolo è l'inevitabile indicibilità di un male prossimo, palese eppure nascosto, o forse anche di una resistenza costante, come pare suggerire l'immagine delle larve che saltano nelle bacche in mano a Rohani, madre di Adi. Il silenzio delle pause tra le domande precise di Adi e le risposte alternativamente evasive e crudeli dei suoi interlocutori è la dimensione, l'unica accettabile, per accogliere e meglio comprendere lutto, violenza, paura, perdono, rimozione.
Temi universali e urgenti in ogni contesto postbellico o postdittatoriale. Lo sbigottimento nel seguire la descrizione delle tecniche criminali corre di pari passo con la compassione del tecnico che misura la ridotta capacità visiva a uomini molto anziani, annullati dalla malattia e regrediti allo stadio infantile, le cui sole vecchie canzoni d'amore cercano di negare quel silenzio. È nel mostrare il passaggio di accudimento ormai avvenuto tra Adi e il suo genitore centenario-bambino e la sua saggia madre, che il film indica un avvicendamento ineludibile e lancia oltre lo schermo la sfida di una nuova umanità.

Sei d'accordo con Raffaella Giancristofaro?
Un documentario d'ambiente dalle atmosfere rarefatte ma anche dalla minor forza rispetto al precedente The Act of Killing.
Recensione di Gabriele Niola

Alla fine degli anni '60 in Indonesia, a seguito dell'instaurazione di una dittatura, una terribile ondata di repressione contro chiunque fosse sospettato di comunismo (o in generale di essere un oppositore del sistema) ha portato ad efferati omicidi perpetrati da tutti i livelli della scala gerarchica militare. Questi omicidi negli anni non sono mai stati condannati ufficialmente e chi li ha commessi è ancora al potere. Oggi il fratello di una delle vittime gira con una troupe cinematografica per andare a parlare con i responsabili e cercare di ottenere da loro non vendetta ma anche solo un'ombra di pentimento e assunzione di responsabilità.
Era difficile eguagliare la forza, lo stupore e l'incredibile serie di eventi reali che sembrano scritti da uno sceneggiatore di The Act of Killing (senza dubbio uno dei migliori documentari degli ultimi anni), lo stesso però Joshua Oppenheimer ha scelto di non cambiare soggetto e di girare il suo documentario successivo esattamente intorno ai medesimi fatti, cambiando solo la prospettiva e la struttura. Non più un film i cui protagonisti siano i carnefici, incaricati di raccontarsi attraverso la candida brutalità con cui rievocano gesta efferate e mai punite, ma un uomo, parente di una vittima, che decide di andare personalmente a cercare il pentimento nei killer del fratello.
Il cambio è significativo, tanto che il tema di The Look of Silence è radicalmente diverso da quello di The Act of Killing (non più il rapporto tra senso di colpa represso e rievocazione della memoria attraverso la finzione ma quello tra responsabilità e rimozione della memoria) e anche il risultato lo è. Come dice il titolo a regnare nel film sono i silenzi che si stabiliscono tra i due interlocutori, chi chiede conto della tragedia e chi ne era responsabile, i secondi non parlano, si ammutoliscono, spesso non sanno che dire mentre il primo immobile attende anche un minimo segnale di pentimento.
Le interviste condotte dal giovane oculista (gran scelta di messa in scena sottolinearne la professione come fosse un investigatore privato di provincia) sono contrappuntate da immagini più vecchie dei killer che confessano i propri crimini davanti alla videocamera senza nessuna vergogna ma anzi rimettendoli in scena con una certa esaltazione (nella stessa identica maniera che gli avevamo visto fare in The Act of Killing). Quello che si incontra più spesso è un muro, nessuno vuole assumersi le responsabilità, i più negano, molti dicono d'aver eseguito ordini e se messi con le spalle al muro si trincerano nel silenzio.
É alla fine un documentario d'ambiente The Look of Silence, che al dinamismo furioso di The Act of Killing sostituisce le atmosfere rarefatte, alla rabbia incredula la rassegnazione disperata. Ma è anche un film meno riuscito (il paragone, sebbene ingiusto, è inevitabile data la vicinanza che lo fa sembrare un sequel) e in assoluto sembra incapace di reggersi sulle sue gambe. La filiazione del progetto precedente è evidente mentre la struttura e la realizzazione sono efficaci solo quando convenzionali mentre nelle parti più audaci (la connessione con il padre malato del protagonista) sembra annaspare. Nel complesso si ha la sensazione di essere di fronte al lavoro di un altro regista tanto la mano appare differente.

Sei d'accordo con Gabriele Niola?

Tutti i film da € 1 al mese

Powered by  
PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 9 febbraio 2016
RONGIU

Si può essere costretti a guardare ciò che ti farà star male dentro? Ciò che distruggerà le tue viscere? Verrebbe da dire no. Ma, non è così. Si deve guardare per dovere, per sapere, per cercare di capire qualche cosa che magari contiene una od una infinita quantità di briciole di verità.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Natalia Aspesi
La Repubblica

Il paesaggio è magnifico, la foresta di palme è lussureggiante, ovunque il colore violento dei fiori illumina i prati: le case brillano di tessuti splendenti, le donne indossano sarong vivaci. Sono le immagini dei paradisi esotici, è il fulgore profumato dell'Indonesia: dove dopo il colpo di stato di Suharto, tra il 1965 e il 1966, un milione di presunti comunisti furono non uccisi ma macellati da [...] Vai alla recensione »

NEWS
GALLERY
sabato 6 settembre 2014
Giancarlo Zappoli

La 71. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica può essere considerata come davvero straordinaria. Perché (a parte gli eterni insoddisfatti a cui non va mai bene nulla e che entrano in sala tenendosi sempre ben stretti i propri pregiudizi) sia il [...]

GALLERY
venerdì 29 agosto 2014
 

Il red carpet della seconda giornata della 71. Mostra del Cinema ha visto protagonisti il francese Xavier Beauvois, regista di La rançon de la gloire (Concorso), Joshua Oppenheimer, autore del documentario The Look of Silence (Concorso) e Renato De Maria, [...]

winner
gran premio della giuria
Venezia
2014
Home | Cinema | Database | Film | Calendario Uscite | MYMOVIESLIVE | Dvd | Tv | Box Office | Prossimamente | Trailer | Colonne sonore | MYmovies Club
Copyright© 2000 - 2026 MYmovies.it® Mo-Net s.r.l. P.IVA: 05056400483 Licenza Siae n. 2792/I/2742.
Società soggetta all'attività di direzione e coordinamento di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A. Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione anche parziale.
Credits | Contatti | Normativa sulla privacy | Termini e condizioni d'uso | Riserva TDM | Dichiarazione accessibilità | Cookie Policy