| Anno | 2014 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 103 minuti |
| Regia di | Bonifacio Angius |
| Attori | Stefano Deffenu, Mario Olivieri, Noemi Medas, Alessandro Gazale, Andrea Carboni Domenico Montixi, Mario Olivieri (II). |
| Uscita | giovedì 22 gennaio 2015 |
| Tag | Da vedere 2014 |
| Distribuzione | Il Monello Film |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,42 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 27 novembre 2014
Il film, diretto dal giovane Bonifacio Angius, è presentato in concorso alla 67a edizione del Festival Internazionale del Film di Locarno. In Italia al Box Office Perfidia ha incassato 50,4 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Angelino ha 35 anni e, dopo la morte della madre, vive con il padre Peppino. Angelino non ha un lavoro, non ha desideri e non ha una ragazza. La sua vita trascorre tra le richieste del padre, che lo vorrebbe impegnato in un’attività e magari anche sposato, e un triste bar. Intorno a loro un grigio inverno che muta i colori della Sardegna, una radio che trasmette prediche religiose e una situazione economica in cui la crisi domina.
Bonifacio Angius riesce a centrare in pieno l’obiettivo di realizzare il primo lungometraggio di finzione realizzando un ritratto complesso e amaro di una condizione esistenziale che è al contempo radicata nel territorio portato sullo schermo (un angolo di Sardegna) e rappresentativa di miriadi di situazioni analoghe italiane e non. Perché Angelino non è lo scemo del villaggio, non è un depresso né tanto meno un bamboccione da stereotipo socioeconomico. Soffre piuttosto di un autismo sociale che non gli impedisce di porre e di porsi domande (solo apparentemente banali) che vanno ad impattare contro un muro di gomma che persegue l’indifferenza come obiettivo auspicabile. Anche quando sembra che la vita gli scorra sopra senza lasciare traccia nel suo intimo impermeabile a qualsiasi evento non è così. Angelino in realtà soffre per un rapporto con una figura paterna che lo ha avuto al fianco senza accorgersi di avercelo. Perché Peppino è un padre che ha svuotato nell’intimo la consorte e che non sa neppure che cosa ha o non ha condiviso con il figlio. A questo si aggiunge una distorta proposta della religiosità vista solo dal punto di vista del giudizio e della possibile punizione.
Tutto quanto è stato quasi congelato nel lasciarsi vivere del giovane uomo avrà però modo di emergere con una grande lucidità che Angius sa cogliere con profonda partecipazione riuscendo però a non trascurare di innervare la sua sceneggiatura con una dolente ironia.
Con un realismo ipertrofico il regista racconta la storia di un ragazzo a seguito della perdita della madre. La morte del genitore non sembra averlo scosso particolarmente, perché Angelino è un ragazzo apatico, demotivato, immaturo, persino disadattato, incapace di affrontare la vita e le sue insidie. La “perfida” sorte di avere avuto una madre malata e un padre assente [...] Vai alla recensione »
Fa piacere poter dire che l'unico titolo italiano in concorso di questa edizione, Perfidia, è un ottimo film. Diretto da un trentenne, Bonifacio Angius, racconta una storia che per certi versi evoca l'epocale I pugni in tasca. Sono passati cmquant'anni ma, come l'Alessandro di Marco Bellocchio, anche il protagonista Angelo vegeta in una provincia che è un natìo borgo selvaggio: una Sassari sonnolenta [...] Vai alla recensione »