Piccole crepe, grossi guai

Film 2014 | Commedia, Drammatico, 97 min.

Regia di Pierre Salvadori. Un film Da vedere 2014 con Catherine Deneuve, Gustave Kervern, Féodor Atkine, Pio Marmaï, Michèle Moretti. Cast completo Titolo originale: Dans la Cour. Titolo internazionale: In the Courtyard. Genere Commedia, Drammatico, - Francia, 2014, durata 97 minuti. Uscita cinema giovedì 16 ottobre 2014 distribuito da Good Films. - MYmonetro 3,37 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento venerdì 24 ottobre 2014

Il quarantenne Antoine trova lavoro come portiere di uno stabile. Lì conosce un'anziana signora, con cui stringerà un'insolita amicizia.

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Consigliato sì!
3,37/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,33
PUBBLICO 3,28
CONSIGLIATO SÌ
Commedia umana e lunare di Pierre Salvadori che prova ancora amore ed empatia per i suoi personaggi, tutti nevrotici, tutti supplici.
Recensione di Marzia Gandolfi
mercoledì 15 ottobre 2014
Recensione di Marzia Gandolfi
mercoledì 15 ottobre 2014

Antoine ha un'età indefinita come il malessere che gli ha tolto il sonno e il desiderio di essere nella vita. Sceso dal palcoscenico, dove si esibiva col suo complesso rock, cerca e trova lavoro in un anonimo condominio parigino. Depresso, insonne e consumatore di sostanze stupefacenti, Antoine diventa il portinaio di una piccola comunità altrettanto instabile. Tra loro c'è Mathilde, la moglie borghese di Serge, ossessionata da una crepa in salotto e dal prossimo che assiste attraverso attività solidali. Fragile e tormentata da un malessere in levare, Mathilde produrrà in Antoine un bagliore e un'intenzione di vita.
Il titolo italiano, inteso a rassicurare lo spettatore e a sdrammatizzare i personaggi, non rende merito alla commedia umana e lunare di Pierre Salvadori. Autore di commedie singolari, che veicolano i tormenti esistenziali e la difficoltà di essere, Salvadori 'alloggia' il suo film dentro un cortile condominiale, quello del titolo originale (Dans la cour), col pavé consumato e le piante ornamentali sfiorite. Il cortile, come tutte le aree comuni di un immobile, rimanda subito a un'agorà consueta di rancori e soprusi reciproci, di residenti e proprietari tronfi dentro due camere e una cucina, ma in quello di Salvadori nessuno è veramente odioso. Non lo è il fiscale cavillatore di Nicolas Bouchaud, che solleva grane ogni mattina, non lo è il vecchio sindacalista di Féodor Atkine, dagli echi staliniani, non lo è l'agente di sicurezza senza fissa dimora di Oleg Kupchik, membro di una setta luminosa, non lo è il pusher di Pio Marmaï, che condivide col protagonista il suo commercio.
Perché Pierre Salvadori, diversamente da Woody Allen (Blue Jasmine) prova ancora amore ed empatia per i suoi personaggi, tutti nevrotici, tutti supplici. Nella sua corte ad est di Parigi si accomodano pure Antoine, un musicista dimissionario che si improvvisa concierge per sfuggire alla vita e Mathilde, borghese insonne che passa la notte a indagare le crepe del suo salotto, stimandole premessa di cedimento e di inabissamento. Luogo sociale per eccellenza, il cortile è lo spazio scenico in cui Salvadori fa accadere qualcosa, incontrando i cuori in panne di un uomo e di una donna e producendo un sentimento che non ha a che fare col desiderio o l'attrazione ma con l'agnizione e il sostegno. Antoine e Mathilde si riconoscono e riconoscono nell'altro lo stesso sgomento. Naufraghi di un'inesorabile deriva condividono la depressione e sono in grado di intendere i segnali di soccorso. Ma alla maniera della droga, che allevia e consuma Antoine, i protagonisti sono l'uno per l'altra cura e veleno.
Gli sforzi congiunti per scongiurare l'annegamento finiscono per affondarli, come nella sequenze più disperatamente grottesca della gita fuori porta, nella casa dove Mathilde ha speso la sua infanzia e perde adesso ogni controllo e cortesia, perché niente assomiglia più a suoi ricordi. Pierre Salvadori, che da sempre prova a conciliare le esigenze artistiche con quelle commerciali, realizza una melancommedia radicale e popolare. Un film che non ha paura di scegliere un protagonista tossico e spento e di farne un magnifico eroe, un angelo custode che veglia sul cortile, su una comunità di poveri diavoli e una storia di gravità pacata, di cui possiamo anche (sor)ridere.
C'è tanto Truffaut in Piccole crepe, grossi guai, c'è il cortile di Non drammatizziamo... è solo questione di corna, ci sono gli uomini nascosti in cantina e quelli che giocano con i plastici urbani, ci sono le donne con un'idea fissa e quelle che si rifugiano nella malattia, c'è un desiderio di vita e un altro di morte, c'è l'esclusione e l'ultima corsa prima del coprifuoco, c'è ancora Gustave Kervern che si chiama Antoine e Catherine Deneuve che si chiama Mathilde. E all'ombra dell'orso bipolare e anarchico di Kervern si ripara la vicina incrinata della Deneuve, grande dame del cinema francese che scende in cortile, accessibile ed elegantemente 'immemore' della sua autorevolezza.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 26 luglio 2015
Antonello Chichiricco

Antoine abbandona la musica, traversa il palco come in trance, trascinando il suo trolley, ignorando tutto e tutti per andare... De-motivato, de-presso, de-pistato, de...tutto,  trascina se stesso verso una rinascita a cui è il primo a restare indifferente.  La tipa del collocamento gli propone un lavoro da portiere in un piccolo condominio, ma se gli avesse [...] Vai alla recensione »

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RECENSIONI DELLA CRITICA
Fabio Ferzetti
Il Messaggero

E' un problema mondiale. La vita fa sempre meno ridere, (ergo) la domanda di commedia è alle stelle. Di qui l'esigenza dei migliori: fare commedie senza perdere l'anima. Piccole crepe, grossi guai (già Dans la cour, Nel cortile) raccoglie la sfida riunendo un pugno di "scoppiati" in un condominio medio borghese parigino. Kervern (uno dei due geniali registi di Louise Michel) è il nuovo portiere, depresso [...] Vai alla recensione »

NEWS
VIDEO
mercoledì 1 ottobre 2014
 

Antoine (Gustave Kervern) è un musicista. Ha passato i quaranta quando decide bruscamente di porre fine alla sua carriera. Dopo aver vagabondato per qualche giorno, trova lavoro come portiere. Mathilde (Catherine Deneuve) abita nel vecchio palazzo a est [...]

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