Bologna 2 agosto... I giorni della collera

Film 2014 | Drammatico, Storico 98 min.

Regia di Giorgio Molteni, Daniele Santamaria Maurizio. Un film con Giuseppe Maggio, Marika Frassino, Lorenzo De Angelis, Roberto Calabrese, Tatiana Luter. Cast completo Genere Drammatico, Storico - Italia, 2014, durata 98 minuti. Uscita cinema giovedì 29 maggio 2014 - MYmonetro 2,22 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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La prima ricostruzione cinematografica delle terribili vicende che sconvolsero l'Italia negli anni '70. In Italia al Box Office Bologna 2 agosto... I giorni della collera ha incassato 29,6 mila euro .

Consigliato nì!
2,22/5
MYMOVIES 2,00
CRITICA 1,00
PUBBLICO 3,67
CONSIGLIATO NÌ
Il racconto di una storia che condiziona pesantemente il nostro presente.
Recensione di Paola Casella
lunedì 26 maggio 2014
Recensione di Paola Casella
lunedì 26 maggio 2014

Roma, anni di piombo, teatro di una "guerra civile" fra fazioni contrapposte e dello "spontaneismo armato" di giovani extraparlamentari che hanno come obiettivo il sovvertimento dello Stato. La storia si concentra sui Nuclei Armati Rivoluzionari, formazione di estrema destra di cui sono esponenti di spicco Giusva Fioravanti e Francesca Mambro, che nel film prendono gli pseudonimi di Alviero Fiori e Antonella De Campo. Di azione in azione, i N.A.R. si muovono in acque sempre più profonde e pericolose, ma il loro agire random viene intercettato dalla massoneria, i servizi segreti deviati, la criminalità organizzata, ognuno con il proprio motivo per voler pilotare le rappresaglie criminali dei gruppi eversivi. L'escalation di violenza che caratterizza quel difficile periodo culmina nella strage alla stazione di Bologna, nella quale Alviero/Giusva, nel film come nella vita, nega di aver avuto parte. Una tragedia annunciata di cui, secondo la regia del film, erano stati allertati molti personaggi di spicco della magistratura, del Sisde e della Digos. Ma l'incrocio di interessi e negligenze ha fatto sì che la strage andasse a compimento e segnasse la Storia d'Italia come uno dei delitti più efferati di tutti i tempi.
Giorgio Molteni e Daniele Santamaria Maurizio provano a ricostruire pezzo per pezzo le dinamiche che hanno condotto a quel 2 agosto e la fitta rete di connivenze che ha fatto da sfondo, e da mandante, alla tragedia. Mescolando scene di finzione a materiali di repertorio i registi riproducono il clima infiammato di quegli anni, fornendo una grande quantità di dettagli che sono evidentemente il frutto di una ricerca approfondita da parte di Molteni e Santamaria Maurizio nonché dello sceneggiatore Fernando Felli. La resa artistica di Bologna 2 agosto... i giorni della collera non è tuttavia all'altezza dell'impegno profuso nell'opera di documentazione degli eventi. Lo stile "sporco" della regia, che vorrebbe richiamare quello del cinema di fine anni Settanta, risulta datato e insufficiente a suggerire uno sguardo nuovo e originale su un periodo storico di difficile decodificazione. I dialoghi sono spesso didascalici e declamatori, la recitazione è rigida e retorica, il commento musicale sottolinea ogni scena con enfasi eccessiva.
Se da un lato va lodato il coraggio di Molteni e Santamaria Maurizio nel mettere in scena con dovizia di particolari quegli eventi del nostro passato recente che il cinema italiano (salvo rare eccezioni) ha colpevolmente evitato, dall'altro la scelta del tema e l'onesta delle intenzioni non giustificano una confezione così pedissequa. Manca, soprattutto, un punto di vista forte che non si limiti alla successione temporale degli accadimenti ma tenti un'interpretazione storica dei fatti, fornendo una chiave di lettura che vada oltre la testimonianza documentaria. A fine visione abbiamo sì raccolto molte informazioni interessanti, ma non sappiamo nulla di più di quanto le analisi storiche e mediatiche ci abbiano già raccontato: mancano una visione autoriale e una forma filmica che sappiano elevare la narrazione al di sopra del mero resoconto fattuale e dare profondità e rilevanza attuale ad una storia che condiziona pesantemente il nostro presente e, quel che è peggio, rischia di ripetersi.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 4 giugno 2014
Leucònoe

 Appena uscito nelle sale, il film Bologna 2 agosto- I giorni della collera, vuole raccontare i retroscena della spaventosa strage di Bologna, spiegare al telespettatore cosa mosse gli esecutori e i mandanti, spingendolo a porsi quelle domande che ancora oggi rimangono senza una risposta.    La trama Il film-documentario di Molteni e Santamaria Maurizio, girato con [...] Vai alla recensione »

martedì 1 agosto 2017
elgatoloco

Inizierò elencando quanto nel film non va: Molteni e Santamaria Maurizio hanno fatto una sorta di"collage"di brani(documenti, articoli, quanto si desume da atti processuali etc.)e da scene d'azione più o meno ricostruite e l'operazione non convince sempre, francamente, in quanto il patchowrk(diciamo così)non porta sempre alla conoscenza che si vorrebbe dare allo [...] Vai alla recensione »

venerdì 30 maggio 2014
gaiart

Se questo film fosse un piatto, sarebbe di sicuro un minestrone: gonfia, ma non sazia, pieno di roba, anche se leggero. Ed è proprio su queste due antinomie che qualcosa non regge. O sei pesante, nutriente come una cassoeula, o leggero come un’insalatina. Anche se ognuno ha un apparato digerente differente, cioè un metro di giudizio proprio, le calorie non mentono.

sabato 27 dicembre 2014
amelieroma

Il film mi è piaciuto molto, non possiamo aspettarci certamente un film di Sorrentino semplicemente perché i mezzi a disposizione non sono gli stessi. Solo la protagonista risulta un po' forzata ma è un film che può benissimo andare in tv sostituendo il grande trash che la abita. Non mi ha mai annoiata e riconosco l'impegno di chi ha lavorato duramente.

domenica 22 giugno 2014
Maveal

Un bel film italiano. Da vedere per ricordare , per perdonare e per fare il proposito che atti così atroci per il paese tutto non si ripetano più

sabato 21 giugno 2014
celtico54

Solo una precisazione, la ragazza che alla fine del film si pente è Barbara, personaggio di fantasia e non Francesca Mambro come erroneamente detto da Gairt nel suo commento. Un po' più di esattezza non quasta soprattutto quando si dice che questa scelta abbia bollato il film da parte dell'Associazione delle Vittime della Strage.

giovedì 5 giugno 2014
falcosnav

Per me il film e' piaciuto molto, fa riflettere e allo stesso tempo ci fa rivivere quegli anni maledetti per non dimenticare le vittime e disprezzare chiunque commette simili atrocita' chiunque essi siano e da qualsiasi parte politica essi appartengano . . .

sabato 27 dicembre 2014
amelieroma

davvero un bel film, per non dimenticare mai!

domenica 1 giugno 2014
gian23

Premetto che non sono un esperto di cinema, ma certe cose so riconoscerle, decisi di andare al cinema con un'amica per vedere un film interessante che potesse ben illustrarci la strage accaduta più di 30 anni fà, prima di andare come di consueto mi ero un pò informato sul web riguardo il contesto storico dell'epoca, ma già dopo 10-15 minuti dell'inizio del film [...] Vai alla recensione »

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RECENSIONI DELLA CRITICA
Alberto Crespi
L'Unità

Due agosto 1980, la strage di Bologna: 85 vittime e 200 feriti. Ultimo atto della strategia della tensione finita con la condanna degli esecutori materiali - i nar Mambro e Fioravanti -e quella di Licio Gelli e Francesco Pazienza per il depistaggio delle indagini a tutt'oggi una verità incompleta restano sconosciuti i mandanti di questa ennesima pagina nera della «notte della Repubblica» fin qui il [...] Vai alla recensione »

Massimo Bertarelli
Il Giornale

Ecco come da tragici fatti di cronaca può nascere un film (involontariamente) comico. Nel 1978 i giovanissimi terroristi inri Fiori e de Campo (!) puntano alla rivoluzione armata. Li appoggia un facsimile di Lido Gelli, che trama giocando abiliardo. Il giudice Lorenzo Flaherty indaga con la giornalista stracotta Martina Colonibari. Mancano solo Totò e Peppino. da Il Giornale, 29 maggio 2014

Francesco Alò
Il Messaggero

Mambro, Fioravanti, i Nar, Licio Gelli e la strage di Bologna diventano un festival di cliché (delinquenti giovani e bellocci sempre al tavolo da biliardo come in Romanzo criminale) e facce da fiction tv (può essere credibile Martina Colombari come giornalista d'assalto?) con nomi e cognomi diversi a evitare grane giudiziarie. La montagna era altissima da scalare ma la spedizione guidata da Molteni [...] Vai alla recensione »

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