Come il vento

Film 2013 | Drammatico 110 min.

Regia di Marco Simon Puccioni. Un film Da vedere 2013 con Valeria Golino, Filippo Timi, Francesco Scianna, Chiara Caselli, Marcello Mazzarella. Cast completo Genere Drammatico - USA, 2013, durata 110 minuti. Uscita cinema giovedì 28 novembre 2013 distribuito da Ambi Pictures. - MYmonetro 3,07 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Le vicende di una donna che, guidata dal suo senso di giustizia e dal suo dolore interiore, visse e morì per il suo lavoro. Il film ha ottenuto 4 candidature ai Nastri d'Argento, In Italia al Box Office Come il vento ha incassato 29,8 mila euro .

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Consigliato sì!
3,07/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,20
PUBBLICO 3,00
CONSIGLIATO SÌ
Un film asciutto e robusto che alterna momenti di intensa commozione ad altri in cui respira il senso di tragedia che incombe sulla storia.
Recensione di Marzia Gandolfi
domenica 10 novembre 2013
Recensione di Marzia Gandolfi
domenica 10 novembre 2013

Armida Miserere è una donna in prima linea. Direttrice del carcere di Milano-Opera, ama Umberto Mormile, educatore nello stesso penitenziario. Sfibrati dalla vita 'dentro', provano a viverne una normale fuori, dove sognano un figlio e un futuro insieme. Ma una mattina di aprile, Umberto viene affiancato al semaforo e assassinato. Disperata ma ostinata a trovare i colpevoli, si butta a capofitto nel lavoro, accettando, tre anni dopo, di dirigere il carcere di Pianosa. Sfidata dai detenuti e rispettata dai suoi uomini, Armida prova a resistere ai colpi della vita, ignorando chi la giudica e giudica la sua concezione intransigente della detenzione. Undici anni dopo la morte di Umberto, Armida avrà ragione del suo mandante e del suo esecutore ma le ombre gettate sul compagno, su cui il processo scava in modo impietoso, e le continue minacce alla sua persona, che la costringono ad 'abdicare' l'Ucciardone, la fiaccano fino alla resa. Il venerdì Santo del 2003, Armida Miserere si suicida, accarezzando l'idea di ritrovare Umberto.
Non è un film di mafia Come il vento e non ha nulla a che vedere con modelli come La Piovra. Il nuovo film di Marco Simon Puccioni racconta la vita e la morte di una donna che diventa direttore di carcere negli anni Novanta per inseguire il sogno di cambiare il mondo e di renderlo un posto migliore. Ispirato alla storia vera di Armida Miserere, Come il vento è un film asciutto e robusto che alterna momenti di intensa commozione ad altri in cui respira il senso di tragedia che incombe sulla storia. Capace di affrontare il tragico senza (s)cadere nel patetico, Puccioni lo consegue secondo un modello classico: il processo di emarginazione e di esclusione che colpisce un individuo che rifiuta di piegarsi. In quel rifiuto di trasformare la contiguità in complicità sta tutta la bellezza di Armida Miserere, della donna e del direttore, qualifica accolta nella sola declinazione maschile. Ossessione e opera ideale, il carcere per la dottoressa Miserere era una missione da svolgere irreprensibilmente e nel rispetto degli uomini condannati e di quelli chiamati a sorvegliarli. Direttore di diverse carceri italiane negli anni della legge Gozzini, che affermava "la prevalenza della funzione rieducativa della pena", Armida incarnava l'orgoglio di chi si sottrae alle regole del gioco e insieme il trauma di chi sente e si vuole diverso rispetto alla cultura diffusa e condivisa in cui le è dato vivere e operare. Il regista mette a fuoco questo trauma, avviando il film sulla morte di Umberto Mormile e sondandolo per il tempo successivo. L'angosciosa e ossessiva replica del loro ultimo congedo restituisce con indubbia efficacia le domande, gli echi e i silenzi di Armida, che ritorna sull'accaduto fino a 'risolverlo' in tribunale ma a soccomberlo nel privato. La macchina da presa di Puccioni riprende l'Armida di Valeria Golino in primo e primissimo piano, 'imprigionando' il volto, isolandola con il proprio demone e con gli uomini che 'dirige'. A rendere lirica una pagina tanto tragica della nostra storia recente è senza dubbio (anche) la sensibilità dei suoi interpreti. Volti, quelli di Valeria Golino e Filippo Timi, Francesco Scianna e Marcello Mazzarella, che sono veri e propri paesaggi in cui si annidano ombre e preoccupazioni, su cui crescono sogni e illusioni e su cui cresce il film. Un film attraversato da una voglia di bellezza e di giustizia, che alla maniera della sua protagonista non tollera limiti e compromessi. Un film che ci prende alla gola mentre vediamo Armida cedere alla rassegnazione, alla rabbia, alla solitudine e all'ultima scelta, la più estrema e radicale, quella irreversibile. Cedere dentro un miserere (nomen omen) mentre cercava di portare al potere l'immaginazione e per non consegnare al potere la sua capacità di immaginazione.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 2 dicembre 2013
Flyanto

 Film in cui si racconta della vera storia di Armida Miserere, una delle prime direttrici di carcere donna, del suo difficile operare in un'ambiente ed in una realtà ostili e del suo profondo dolore mai superato dopo l'uccisione per opera della mafia del proprio compagno, educatore nelle carceri. Questa pellicola girata da Marco Simon Puccioni come quasi fosse un documentario, costituisc [...] Vai alla recensione »

mercoledì 30 aprile 2014
Filippo Catani

Il film ricostruisce le vicende di Armida Miserere prima donna direttrice di carceri la cui vita sarà per sempre segnata dalla tragica scomparsa dell'amato compagno Umberto Mormile. La donna si dividerà tra l'inflessibilità dovuta al ruolo ricoperto, la ricerca degli assassini del compagno e una vita privata in mille pezzi fino al tragico gesto di uccidersi il Venerdì [...] Vai alla recensione »

martedì 13 ottobre 2015
enzo70

Nonostante una bella idea, raccontare la storia di Armida Miserere, direttrice prima del carcere di Opera, di Pianosa e poi dell’Ucciardone, questo film risente di tutti i limiti di un certo tipo di cinema italiano. Una storia interessante e che meriterebbe importanti approfondimenti che si trasforma in una lenta saga autoreferenziale. Il rigore della direttrice del carcere, cui si contrappongono [...] Vai alla recensione »

venerdì 8 maggio 2015
stefano capasso

Armida è direttrice del carcere di Opera a Milano e esercita la sua professione con un forte senso del dovere, e del rispetto delle regole. Ama un suo collega, Umberto che fa l’educatore nello stesso carcere. Quando viene assassinato Armida comincia un lungo peregrinare in diversi istituiti di pena, portando sempre la sua massima integrità ovunque e allo stesso tempo il suo grande [...] Vai alla recensione »

venerdì 11 aprile 2014
akyro

ma questi attori italiani le parole se le mangiano! non te le fanno proprio capire... e io mi son lavato le orecchie e non sono sordo, ma diverse frasi non le ho proprio afferrate, perché non sillabano meglio, eppure dizione dovrebbero averla studiata la storia vera è davvero intensa e drammaticamente vera, il film è ben costruito, con salti temporali iniziali che non si afferrano subito, ma dopo [...] Vai alla recensione »

martedì 22 ottobre 2013
asia21

Buona fortuna al regista Puccioni e a tutti gli attori del film (Valeria Golino,Francesco Scianna,Filippo Timi e Vanni Bramati) ! Qualche anticipazione??

Frasi
non sono la direttrice del Jolly hotel...il detenuto deve fare il suo mestiere
Armida Miserere (Valeria Golino)
dal film Come il vento - a cura di Franz
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RECENSIONI DELLA CRITICA
Silvana Silvestri
Il Manifesto

Tra i film di impegno civile si inserisce questo liberamente ispirato alla biografia di Armida Miserere, una delle prime donne a diventare direttrice di carcere subito dopo l'entrata in vigore della legge Gozzini (1986), presentato in anteprima al Festival di Roma. Una vita drammatica a cui ha contrapposto un fierissimo carattere e che ha trovato nell'interpretazione di Valeria Golino tutte quelle [...] Vai alla recensione »

Massimo Bertarelli
Il Giornale

Misurato, asciutto dramma, da una storia vera. Ha trentasei anni Armida Miserere nell'89 quando va a dirigere il carcere di Opera. È grintosa, ma non tollera violenze. Ama Umberto Mormile, educatore nella stessa prigione, poi ucciso in un agguato. Trasferita qui e là, lavora con passione, ma ormai è morta dentro. Una donna coraggiosa e infelice, resa bene da Valeria Golino, bisognosa d'affetto e amante [...] Vai alla recensione »

Paolo D'Agostini
La Repubblica

Puccioni (regista di Riparo) racconta la storia di Armida Miserere tra fine anni Ottanta e 2003, tra l'uno e l'altro dei carceri di massima sicurezza diretti da questa funzionaria che si era fatta la fama di "dura" - Lodi, Pianosa, Ucciardone, Sulmona - fino alla scelta di porre fine alla propria vita a 47 anni, schiacciata dal dolore. Nel '90 una vendetta camorrista le aveva sottratto Umberto (Mormile), [...] Vai alla recensione »

Francesco Alò
Il Messaggero

«Miserere di me» ovvero «Abbi pietà di me» diceva Dante a Virgilio incontrandolo all'Inferno. Ma di Armida Miserere chi ha avuto pietà? Nessuno. Nel film di Puccioni, la donna ha il volto dolente e il corpo scattante di un'intensa Valeria Golino. Tra le prime direttrici di carcere italiane (Voghera, Pianosa, Ucciardone, San Vittore), la Miserere soffriva per amore (il compagno, rieducatore carcerario [...] Vai alla recensione »

Anna Maria Pasetti
Il Fatto Quotidiano

Armida Miserere fu il primo direttore di carceri donna. Trascorse la sua esistenza professionale e privata in perpetui spostamenti di case di reclusione da Lodi a Pianosa, dal palermitano Ucciardone a Sulmona, dove nel 2003 si tolse la vita. Impossibile le era diventato sopravvivere al dolore per aver perso il compagno Umberto, trucidato a sangue freddo nel 1990 vittima di un complotto.

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