Post Tenebras Lux

Film 2012 | Drammatico 100 min.

Regia di Carlos Reygadas. Un film con Adolfo Jiménez Castro, Nathalia Acevedo, Willebaldo Torres. Genere Drammatico - Messico, Francia, Paesi Bassi, Germania, 2012, durata 100 minuti. Uscita cinema giovedì 16 maggio 2013 distribuito da Academy Two. - MYmonetro 1,43 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Dopo Japón, Battaglia nel cielo e Stellet Licht, Carlos Reygadas torna al cinema con un film di finzione, semiautobiografico, che miscela "sentimenti, ricordi dell'infanzia e dell'adolescenza". Il film è stato premiato al Festival di Cannes,

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Consigliato assolutamente no!
1,43/5
MYMOVIES 1,00
CRITICA 1,85
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO NO
Alla ricerca dello stile perduto.
Recensione di Giancarlo Zappoli
giovedì 24 maggio 2012
Recensione di Giancarlo Zappoli
giovedì 24 maggio 2012

Juan, sua moglie Olivia e i loro due figli piccoli hanno lasciato Città del Messico per andare a viver in campagna. Hanno però gravi problemi di convivenza e lui, in particolare, è incapace di controllare una forma di violenza che esercita su uno dei suoi cani. Il rapporto della coppia con la realtà di campagna non è dei migliori. L'integrazione è difficile e lo diviene ancora di più quando Juan scopre del tutto casualmente che una persona di cui si fidava sta per svaligiargli la casa.
C'era una volta Carlo Reygadas, un regista spesso alla ricerca dello scandalo ma con punti di riferimento solidi individuati in Maestri della Settima Arte che rispondono ai nomi di Andrei Tarkovskij e Carl Theodor Dreyer. C'è oggi un regista che ha come sterile riferimento solo il proprio ego disperatamente alla ricerca di uno stile.
Post Tenebras Lux è un sedicente film che andrebbe mostrato come paradigma di quelle opere in cui il regista si autoproclama 'autore' nel momento stesso in cui mette in fila quanto c'è di più convenzionale e già visto. Pensare di essere il nuovo Godard non è sufficiente per divenirlo realmente. Reygadas però sembra convinto che basti riprendere metà della inquadrature (talvolta simili a film amatoriali delle vacanze) con una focale che sdoppia i soggetti quando passano ai bordi per mostrare la propria superiorità. Crede che proporci un club in cui i protagonisti vanno per partecipare a raggelate orge sia 'scandaloso' ma che al contempo possa anche assurgere ad alti livelli di cultura se si denomina una delle stanze Sala Duchamp. Pensa poi che mostrarci un Belzebù luminosamente rosso che si aggira nottetempo per casa portando con sé una valigia degli attrezzi possa farci pensare a come il maligno opera nelle nostre vite. Non contento di tutto ciò ci regala anche nel finale una scena da horror gore che potrebbe sconcertare se non risultasse ridicola.
Farebbe bene a prendere esempio da alcuni suoi personaggi che partecipano a una seduta naif di autocoscienza dichiarando le proprie debolezze. Potrebbe forse aiutarlo a ripensare alla sua filmografia pregressa e tornare a rivedere la Lux.

Sei d'accordo con Giancarlo Zappoli?
Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Regista messicano quasi sconosciuto per chi non frequenta il Festival di Cannes che l'ha scoperto e premiato fin dal 2002 con Japon , passando per Battaglia nel cielo (2005) e Stellet Licht (2007). Qui c'è una bambina sola tra la natura con cani, cavalli e mucche al pascolo; cala la sera, gli animali se ne vanno e lei rimane lì a chiamare la mamma mentre il buio notturno la inghiotte, sempre più nero tra lampi e tuoni. "Ma poi arriva un flusso di immagini e pezzi di storia disarticolate. Un diavolo-caprone rosso fosforescente, un'orgia triste in una sauna... una coppia che litiga, una rapina, una partita di rugby... alberi che cadono e teste che si staccano, tra immagini sfocate e sdoppiate verso i bordi" (F. Tassi). Sono gli alti e i bassi, le ambizioni e i compiacimenti di un cineasta che ha sempre dato del tu a Tarkovskij e Dreyer, Antonioni e Bresson. Fotografia di Alexis Zabe. Distribuito da Academy 2.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 19 maggio 2013
fabrizio dividi

Sarebbe troppo facile definire l'ultimo film di Reygadas un sopravvalutato esempio di intellettualismo snob e pretenzioso. Complesso, criptico, troppo spesso compiaciuto ben oltre il livello di sopportazione di un pubblico pur abituato a farsi del male, certo. Ma "Post tenebras lux" offre anche notevoli spunti di riflessione e potenza visionaria di rara intensità ed è su questo che vale la pena soffermarsi. [...] Vai alla recensione »

venerdì 13 dicembre 2013
lamascheradiscimmia

Chi scrive le recensioni dovrebbe vergognarsi .

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Stenio Solinas
Il Giornale

Regista che si merita la Palma d’oro per i titoli più magniloquenti (Post tenebras lux era quello ieri in concorso, cinque anni fa Luce silenziosa, due anni prima Battaglia nel cielo, che si segnalò per una fellatio a tutto schermo), il messicano Carlos Reygadas è autore di un film dove la non messa a fuoco negli esterni èvoluta, perché così «si trasforma la vita»; uno dei protagonisti si stacca letteralmen [...] Vai alla recensione »

Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Una famiglia che ha lasciato la fragorosa Città del Messico per la fragorosa campagna di piogge cerca un orientamento tra savana, foreste, cani selvatici buoi scalpitanti e cavalli, furti violenti e orge in saune collettive (una scena molto erotica e provocatoria) Reygadas, esasperato ed esasperante autore messicano amato dai festival ("Japon", "Battaglia nel cielo"), dotato di un potente espressionismo [...] Vai alla recensione »

Paola Casella
Europa

Altrettanto kitsch, ma cinematografi camente più coraggioso, è Post tenebras lux del quarantenne messicano Carlos Reygadas, l’altro film entrato ieri in concorso. Reygadas, famoso per aver filmato una fellatio (anche lui!) lunga dieci minuti nel suo film Battaglia nel cielo, in concorso a Cannes nel 2005, anche in Post tenebras lux ha inserito una scena di sesso assai esplicita, ma perde rilievo nel [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Giro del mondo in dieci scene-choc. Cannes in fondo è anche questo: una verifica, in senso clinico e estetico. Ce la fa ancora il cinema a lasciarci senza fiato? E fin dove può spingersi per farlo? Aspettando i premi veri, la nostra cardio-palma dell’anno va al messicano Carlos Reygadas per l’apertura di Post tenebras lux. Una scena di interminabile angoscia in cui una bimbetta tutta sola gioca in [...] Vai alla recensione »

Joachim Lepastier
Cahiers du cinéma

Il messicano Carlos Reygadas ha fatto qualcosa di impensabile. Ha presentato a Cannes, nel 2012, un film che sembra un mix della Palma d'oro del 2011 e di quella del 2010. Come Tree of life, mira al "grande film mistico" attraverso una cronaca familiare, quella di una famiglia agiata che si trasferisce fuori città, dove sembra smarrire i suoi punti di riferimento morali.

Maurizio Acerbi
Il Giornale

Fate attenzione quando vi spacciano certi film come «d'autore». Di solito, sono una fregatura e presuppongono un certo impegno per capire cosa ci sia di elevato nella scena di un Belzebù rosso luminescente che gira per le stanze di una casa con in mano una valigia degli attrezzi. O di uomo che alla vista degli alberi che cadono in una foresta si afferra la testa con le due mani e, per solidarietà, [...] Vai alla recensione »

Cristina Piccino
Il Manifesto

Siamo quasi alla fine, in coda con gli occhi pesti si fanno i primi bilanci. Delusione: è il sentimento che ricorre nei commenti generali, rispetto a una selezione che «sulla carta» prometteva grandi capolavori di grandi autori. Di molti film ci si chiede perché sono in gara, e di altri addirittura perché sono al festival. Logiche del compromesso, delle buone relazioni tra distribuzioni e produzioni [...] Vai alla recensione »

Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Reygadas, esasperato ed esasperante autore messicano aficionado di Cannes (da "Japon” a “Battaglia nel cielo”) dotato di un potente espressionismo audiovisivo legato a una visione personale, contemplativa, rivelatrice del rapporto tra personaggio e natura, ha come sempre diviso tra applausi e buu la platea. Nel disorientamento e riorientamento di una famiglia che ha lasciato Città del Messico per la [...] Vai alla recensione »

Natalia Aspesi
La Repubblica

La definizione di thriller erotico data dalla produzione pare esagerata e si adatta meglio al film messicano intitolato con il motto calvinista Dopo le tenebre la luce. Parte thriller: un inizio di grandissima emozione, una tempesta in arrivo, cani pastori che abbaiando furiosamente spingono verso casa cavalli e mucche, e in mezzo una piccolina sui 3 anni che vaga sola chiamando la mamma: un diavolo [...] Vai alla recensione »

Paola Casella
Europa

Il programma della giornata di ieri sembrava fatto apposta per ritirar fuori la vecchia distinzione tra «film da festival» e «film non da festival». Nella prima categoria Post tenebras lux del messicano Carlo Reygadas, nella seconda il melò poliziesco The Paper Boy dell’afro-americano Lee Daniels: uno interpretato da attori (e, forse, non attori) sconosciuti, l’altro con un cast stellare che include [...] Vai alla recensione »

NEWS
NEWS
domenica 27 maggio 2012
Giancarlo Zappoli

È bene ricordare la composizione della Giuria di Cannes 65 perché dalla sua eterogeneità è emerso uno dei Palmarès più condivisibili degli ultimi anni (con un’eccezione). Nanni Moretti (regista/sceneggiatore/attore), Hiam Abbas (attrice/regista), Jean [...]

GALLERY
venerdì 25 maggio 2012
Nicoletta Dose

Nicole Kidman voleva un ruolo pericoloso per rilanciare la sua carriera ed è stata accontentata. In The Paperboy di Lee Daniels (regista già noto per lo straordinario successo di Precious) interpreta una bomba sexy disinibita e senza scrupoli alle prese [...]

winner
miglior regia
Festival di Cannes
2012
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