Blancanieves

Film 2012 | Drammatico +13 104 min.

Regia di Pablo Berger. Un film Da vedere 2012 con Maribel Verdú, Daniel Giménez Cacho, Angela Molina, Pere Ponce, Macarena García. Cast completo Genere Drammatico - Spagna, Francia, Belgio, 2012, durata 104 minuti. Uscita cinema giovedì 31 ottobre 2013 distribuito da Movies Inspired. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,36 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Con questo lavoro, il regista spagnolo Pablo Berger omaggia i film muti in bianco e nero degli anni Venti. Il film ha ottenuto 3 candidature e vinto un premio ai European Film Awards e 1 candidatura a Cesar. Al Box Office Usa Blancanieves ha incassato nelle prime 5 settimane di programmazione 219 mila dollari e 25,1 mila dollari nel primo weekend.

Consigliato sì!
3,36/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,38
PUBBLICO 3,20
CONSIGLIATO SÌ
Un audace dramma di gelosia, amore e morte che reinventa la nota favola.
Recensione di Giovanni Ottone
Recensione di Giovanni Ottone

La vicenda si svolge nel sud della Spagna, presumibilmente in Andalusia, tra gli anni '10 e '20 del secolo scorso. Carmen è una graziosa bambina, figlia del noto torero Antonio Villalta. L'uomo, pur essendo facoltoso, è paraplegico e ridotto su una sedia a rotelle, dopo un grave incidente nell'arena. Inoltre soffre per il dolore della perdita dell'amata consorte, deceduta in occasione del parto della figlia. È accudito da Encarna, un'infermiera ambiziosa e falsa. La donna, che brama il lusso e uno status sociale elevato, riesce a sposarlo e diventa la matrigna di Carmen. Consumata dalla gelosia, odia la figliastra e la tratta con dispotismo sadico. Fortunatamente la bambina gode delle amorevoli attenzioni della nonna, una famosa ballerina di flamenco che le insegna la danza. Suo padre invece le insegna segretamente l'arte della tauromachia, fino a quando è vittima della terribile vendetta di Encarna. Carmen, ormai adolescente, riesce a sfuggire dalla custodia della perfida matrigna e si unisce a un gruppo di toreri nani, diventandone la pupilla. Grazie ai loro insegnamenti diviene un torero di grande fama, assumendo il nome di Blancanieves. Trionfa nell'arena principale della città, suscitando la terribile ira di Encarna che assiste alla corrida.
Berger ha reinventato la famosa favola dei fratelli Grimm in un contesto tipico, vale a dire facendo riferimento in termini antropologici, culturali e scenografici alla españoladas, vale a dire a un modo e a un'idea "canonici" e "romantici" di rappresentare la Spagna (come un Paese di toreri, zingari, ballerine di flamenco, ecc.) che risale al XIV secolo. Peraltro il suo sguardo è profondamente ironico e ne risulta una fantasia dark che mescola, non sempre adeguatamente, humour grottesco e accenti epici e tragici. In aggiunta, per accentuare la sua rappresentazione eterodossa della favola, ha realizzato un film muto (i dialoghi sono riassunti nelle didascalie) e in un vivido bianco e nero.
È evidente il riferimento all'estetica di maestri dell'espressionismo cinematografico tedesco e anche ad autori quali Carl Theodor Dreyer, Abel Gance e Jean Vigo. Tuttavia non si tratta di imitazione in quanto le inquadrature e la direzione degli attori puntano chiaramente a evidenziare l'espressività moderna degli interpreti. E ancora, il film possiede un ritmo musicale che scandisce le sue "evoluzioni esotiche" e molte sequenze (in primis quelle di danza) sono accompagnate da note romanze e brani di flamenco, costituendo una straordinaria colonna sonora di cui è autore Alfonso de Vilallonga.
Una sfida audace, forse meno accattivante di The Artist, di Michel Hazanavicius, ma con momenti sorprendenti.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 26 dicembre 2013
Linus2k

 Analusia anni 20, un torero di grande fama, Antonio Villalta, rimane gravemente ferito in una corrida e sua moglie, quasi contemporaneamente, muore dando alla luce la loro figlia, Carmen, che viene affidata alla nonna, mentre il padre, ormai paralitico, cade nelle grinfie della perfida Encarna, matrigna crudele, perversa e vanitosa. Inzia così una serie di travagliate avventure della [...] Vai alla recensione »

lunedì 11 agosto 2014
François Morane

Succede che il film di Berger, racconti con una fotografia mozzafiato e una energia fatta di ellissi, di simboli, di volti e gesti di straordinaria eloquenza, non una fiaba ma un archetipo della fanciullezza gettata nel mondo e nel male. Il rimando alla fiaba dei fratelli Grimm vale in questo senso strutturale e in nient'altro. Non solo perché la storia è ambientata nel primo Novecento spagnolo, [...] Vai alla recensione »

lunedì 29 aprile 2013
Kronos

Sull'onda del successo di "The artist" sta nascendo la moda del cinema retrò: diventerà un'abitudine? In quest'esperimento spagnolo si ha la sensazione che l'estetica da cinema muto sia ricreata con meno attenzione rispetto al film di Hazanavicius, ma comunque i valori produttivi sono eccellenti. Funzionano ed emozionano in particolar modo tutte le sequenze [...] Vai alla recensione »

mercoledì 1 gennaio 2014
Francesco2

Finché siamo in buona fede, ognuno argomenta le cose come crede. Ma mi risulta un pò difficile capire certi elogi che ho letto su Internet per questo film. Non è ingeneroso, prima di tutto, definire la storia un apologo banale se non banalissimo (Prescindendo dal finale, FORSE): in questo folklore ,non andiamo oltre la storia della ragazzina sfortunata in balia di grandi forse [...] Vai alla recensione »

lunedì 28 ottobre 2013
Betty Levi

Sono sempre stata attratta dal cinema muto. Credo che sia una forma espressiva molto poetica. Per tanti anni della mia vita di cinefila ho visto e rivisto i film di Chaplin per trarre quel tipo di emozioni dal cinema muto. Tutto ciò finché nel 2012 ho visto The Artist di Michel Hazanavicius ed il piccolo capolavoro L'ultimo sogno di Howard Costello di Michele Diomà.

venerdì 9 maggio 2014
Noia1

Alternativa rivisitazione della famosa favola di Biancaneve. Se nel duemiladodici si ripropone la famosa storia di certo vale la pena darci un’occhiata; se il film è in bianco e nero poi tutto diventa più interessante e se ci si aggiunge il dettaglio del muto, completamente contrastante con l’andazzo contemporaneo influenzato dall’idea della sceneggiatura brillante, [...] Vai alla recensione »

giovedì 21 marzo 2013
epidemic

Una buona fotografia, una favola nera ben riadattata, dei primi piani incisivi e una Maribel Verdù dominatrice in tutti i sensi....decisamente da vedere

martedì 5 novembre 2013
pressa catozzo

Che piacere vedere del buon cinema. Non incasserà migliaia di euro ma chisseneimporta. Una favola come quando ero bambino...E POI? W IL CINEMA SEMPRE E QUANDO E' DI QUALITA' ANCORA DI PIU'

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Nepoti
La Repubblica

Nella Spagna degli anni Venti, un celebre torero divenuto paraplegico sposa la sua diabolica infermiera. La matrigna ne perseguita la figlia, la piccola Carmen, per gelosia e per l'eredità. Cresciuta, Carmen è adottata da una troupe di toreri nani e diventa una grande matadora col nome di Blancanieves. Inevitabile il confronto con The Artist, il film muto in b&n vincitore di cinque Oscar nel 2012. Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Un matador che nell'arena affronta sette tori in una volta. Un'infermiera che si prende cura di lui quando viene incornato e alla fine lo sposa. Una bambina che cresce con quella matrigna crudele imparando sulla propria pelle cosa significano l'umiliazione e il dolore. E su tutto la luce abbagliante di Siviglia, le mantiglie nere delle donne, le velette che esaltano e celano al contempo insidie e bellezze, [...] Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

Progetto rimasto a lungo fermo e sdoganato dal successo di The Artist, Blancanieves è la favola dei fratelli Grimm raccontata nel formato e nello stile di un film muto in bianco/nero, e trasferita in una suggestiva cornice andalusa Anni '20. Dove il re è un torero leggendario finito in carrozzella dopo un fatale incidente, la matrigna una perfida infermiera, mentre i nani che salvano l'eroina dalla [...] Vai alla recensione »

Adriano De Grandis
Il Gazzettino

Stavolta Biancaneve finisce in Spagna, tra toreri padri in sedia a rotelle e una nuova mamma dispotica e crudele. Pablo Berger gioca la carta a sorpresa di un film in bianco e nero dai forti contrasti e muto, sulla scia di "The artist", ma meno ruffiano. Devoto all'espressionismo, che di fatto collima con l'epoca del racconto (inizio '900), la favola diventa ancora più dark e ossessiva, non senza qualche [...] Vai alla recensione »

winner
miglior costumista europeo
European Film Awards
2013
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