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Ultimo aggiornamento giovedì 28 marzo 2013
Una commedia esilarante, con Vincenzo Salemme e Guglielmo Scilla. In Italia al Box Office 10 regole per fare innamorare ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 787 mila euro e 404 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Marco è un ventenne che ha abbandonato gli studi di astrofisica per concentrarsi sulle sue passioni: scrivere e insegnare ai bambini. Un giorno, nell'asilo dove lavora incontra Stefania, bella studentessa di poesia francese, e si innamora perdutamente fino a cadere in depressione. A salvarlo dal baratro ci pensano i tre coinquilini più l'inaspettato arrivo del padre Renato, un chirurgo plastico esperto donnaiolo. Sarà lui in particolare a insegnargli che l'amore è una scienza e ha le sue leggi: un decalogo che impone strategie per avvicinarla, conoscerla e farla innamorare.
Più i grandi poeti e gli scrittori ci raccontano che l'amore è un sentimento inspiegabile, non illustrabile con formule algebriche e algoritmi eleganti, e più si presentano ciclicamente "manuali d'amore" che tentano di piegarlo con strategie aleatorie e tattiche discutibili. Le 10 regole proposte da Guglielmo Scilla, giovane fenomeno del web grazie a una serie di video demenziali autoprodotti, e riscritte per lui da Cristiano Bortone e Fausto Brizzi rientrano in questa serie. Come un innesto fra le casistiche di Giovanni Veronesi e i formulari dello stesso Brizzi, la storia (scritta assieme alla blogger Pulsatilla, che aveva collaborato a Maschi contro Femmine) diventa una "notte prima degli esami" dove la materia di studio sono le tecniche di seduzione. Un tipo d'esame dove, più che l'esito (naturalmente scontato come un "trenta politico"), sono la semplicità della prova e la performance dell'esaminato a non dare grandi risultati.
Messi in pratica tutti i teoremi della commedia romantica giovanile, le relative dimostrazioni non propongono né guizzi né estro, né palpiti sognatori né scatti comici, ma si presentano più come un compitino da concludere in fretta. Scilla, chiuso nel determinismo di una commedia romantica concepita con lo stesso ritmo e l'inventiva di un fotoromanzo per adolescenti, lascia che il film si costruisca attorno a lui senza immettere quel tono di follia e di umorismo surreale che contraddistingue il successo dei suoi video. Accanto a lui, accetta di farsi figura paterna e guida spirituale Vincenzo Salemme, chiamato a incarnare simpaticamente il simbolo di un giovanilismo tardivo che si mescola alla sindrome di mezza età. L'attore napoletano è l'unica variabile fuori dal controllo calcolato e dall'impostazione cartesiana della funzione, e messo a confronto coi giovani colleghi, dimostra quanto queste 10 regole riescano a parlare o a dire sui giovani.
In modo particolare, è l'incapacità a svecchiare o rinnovare le vecchie convenzioni, a metterle in dubbio con nuovi esperimenti e variazioni, quel che stride con la cultura del target dell'operazione. Alleggerire, semplificare, edulcorare fenomeni e sentimenti giovanili, più che una semplice strategia di seduzione, sembra una vecchia regola capace solo di aggirare o contenere uno spirito "virale", sfuggente e pervasivo.
francamente mi è piaciuto questo film! Gli attori sono tutti bravi, qualcuno di più (Salemme, Berruti e Trotta), qualcuno di meno (la ragazza che fa stefania, ma è anche alla sua prima esperienza) e poi c'è Scilla che è un po' un discorso a parte perchè come non si fa ad apprezzare questo nuovo volto (speriamo!) del cinema italiano? Il film non vuole [...] Vai alla recensione »
Eccolo qua: primo film da protagonista per il divo del web Guglielmo Scilla, in arte Willwoosh. L'alter ego esploso su YouTube, arguto e spesso travestito da donna, lascia il posto in 10 regole per fare innamorare di Cristiano Bortone a Marco, ventenne timidone in fuga dall'università per insegnare ai bambini (i suoi partner perfetti). Improvvisamente: colpo di fulmine.