Shame

Film 2011 | Drammatico, V.M. 14 99 min.

Anno2011
GenereDrammatico,
ProduzioneGran Bretagna
Durata99 minuti
Regia diSteve McQueen (II)
AttoriMichael Fassbender, Carey Mulligan, James Badge Dale, Nicole Beharie, Hannah Ware Lucy Walters, Robert Montano, Anna Rose Hopkins, Jay Ferraro, Mackenzie Shivers, Alex Manette, Briana Marin, Frank Harts, Kate Dearing, Wenne Alton Davis, Eric Miller, Stephane Nicoli, Carl Low (II), Neal Hemphill, Mari-Ange Ramirez, Rachel Farrar.
Uscitavenerdì 13 gennaio 2012
TagDa vedere 2011
DistribuzioneBim Distribuzione
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14
MYmonetro 3,42 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Steve McQueen (II). Un film Da vedere 2011 con Michael Fassbender, Carey Mulligan, James Badge Dale, Nicole Beharie, Hannah Ware. Cast completo Genere Drammatico, - Gran Bretagna, 2011, durata 99 minuti. Uscita cinema venerdì 13 gennaio 2012 distribuito da Bim Distribuzione. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 - MYmonetro 3,42 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento lunedì 20 ottobre 2014

Brandon ha un problema di dipendenza dal sesso che gli impedisce di condurre una relazione sentimentale sana e lo imprigiona in una spirale di varie altre dipendenze. Il film ha ottenuto 1 candidatura ai Nastri d'Argento, Il film è stato premiato a Venezia, 1 candidatura a Golden Globes, 2 candidature a BAFTA, ha vinto un premio ai European Film Awards, 2 candidature a Critics Choice Award, In Italia al Box Office Shame ha incassato 1,1 milioni di euro .

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Consigliato sì!
3,42/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,45
PUBBLICO 3,22
CONSIGLIATO SÌ
Un lavoro singolare sul sonoro per una poetica che accosta bellezza e brutalità.
Recensione di Marianna Cappi
Recensione di Marianna Cappi

Brandon ha un problema di dipendenza dal sesso che gli impedisce di condurre una relazione sentimentale sana e lo imprigiona in una spirale di varie altre dipendenze. Nulla traspare all'esterno: Brandon ha un appartamento elegante, un buon lavoro ed è un uomo affascinante che non ha difficoltà a piacere alle donne. Al suo interno, però, è un inferno di pulsioni compulsive. Va ancora peggio alla sorella Sissy, bella e sexy, ma più giovane e fragile, la quale passa da una dipendenza affettiva ad un'altra ed è sempre più incapace di badare a se stessa o di controllarsi.
Dopo aver colpito indelebilmente gli occhi di chi ha visto il suo primo film, Hunger, colpevolmente non distribuito in Italia, il videoartista britannico Steve McQueen richiama con sé Michael Fassbender come protagonista di Shame, un film che è altrettanto politico, nelle intenzioni, per quanto non lo sia esplicitamente nel soggetto (com'era invece per la vicenda di Bobby Sands).
Alla prigionia del carcere, dove l'uomo è privato di tutto, si sostituisce qui una trappola mentale altrettanto incatenante e umiliante, favorita paradossalmente dalla libertà di potersi comprare tutto e subito: una escort, una stanza d'albergo o un film. È l'altra faccia della società "on demand" quella che McQueen racconta in questo dramma privatissimo solo all'apparenza, venato di una tristezza senza freni. La nudità di Fassbender, che apre il film, è soprattutto una condizione figurata e quando, man mano che il minutaggio avanza, l'interpretazione dell'angoscia si fa più dichiarata e arrivano le lacrime e le contorsioni, si ha quasi l'impressione che non aggiungano molto ma diano solo più senso a quelle prime sequenze, che già contenevano tutto.
Meno straordinario di Hunger, più imploso e grigio (non solo nella pigmentazione), Shame conferma la grande capacità di McQueen nella scelta delle inquadrature, il suo lavoro singolare sul sonoro, la poetica dell'accostamento di bellezza e brutalità, qui meno evidente ma non meno presente. Ma un grande dono viene senza alcun dubbio al film dal contributo di Carey Mulligan, che presta la sua bravura al personaggio tragico di Sissy e al suo sogno senza fondamento di un "brand new start", di poter ricominciare da capo lì a New York perché, come canta in una sequenza da brivido, "if I can make it there I'll make it anywhere". Ma è vero soprattutto il contrario.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 17 gennaio 2012
Beatrice Fiorentino

Quanti sguardi tristi in questo film, opera seconda dell’inglese Steve McQueen, classe ’69, videoartista e scultore approdato al cinema nel 2008 con il film rivelazione Hunger. Tanti personaggi smarriti per un film che è molto più angosciante che “erotico” (nonostante l’ingiustificato clamore suscitato dalle scene più esplicite). Shame è la fotografia sobria e minimale della vita solitaria di un [...] Vai alla recensione »

FOCUS
INCONTRI
lunedì 5 settembre 2011
Giovanni Bogani

Da dove viene questo personaggio? Nel mondo di oggi, è facile avere delle ossessioni. Dei comportamenti compulsivi, dipendenze da droga, alcol, gioco. O sesso. Abbiamo la libertà, oggi. Ma è facile che tanta libertà diventi una prigione. Questo personaggio è così: un esempio di come tanta libertà possa diventare una prigione". Si chiama Steve McQueen, e giusto per quelli che possono sobbalzare a questo nome, è un artista visuale, ha quarant’anni, è nato in Inghilterra, è di colore.

Frasi
"Brandon, sono Sissy. Ho bisogno di parlare con te. Rispondi a quel cazzo di telefono. Brandon, ho bisogno di te. Noi non siamo cattive persone, è solo che veniamo da un brutto posto. Grazie di avermi fatta restare..."
Una frase di Sissy (Carey Mulligan)
dal film Shame
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Gianni Canova
Duellanti

Non fatevi ingannare da chi blatera di “film-scandalo”. Non c’è nulla di “scandalistico”, in Sbame. Nessuna pruderie, nessun viagra audiovisivo. Shame mette in scena Thanatos, non Eros. Non insegue l’amore, corteggia la morte. E mostra quanto desiderio di morte ci sia in quell’ossessione d’amore (e di sesso, carne, godimento, piacere...) che sembra dominare tanta parte della società occidentale contemporane [...] Vai alla recensione »

NEWS
GALLERY
lunedì 9 gennaio 2012
Luca Volpe

Girato a New York esattamente un anno fa, Shame è la seconda fortunata collaborazione – dopo Hunger, premiato a Cannes come migliore opera prima – tra Michael Fassbender e il regista britannico Steve McQueen.

NEWS
domenica 11 settembre 2011
Marzia Gandolfi

In tempi di blackout e di crisi della cultura della luce ci è piaciuto chiuderci dieci giorni nelle sale del Lido e aprire gli occhi davanti allo schermo bianco e abbagliante di un cinema finalmente al lavoro contro il "deserto del reale".

winner
coppa volpi migliore int. maschile
Venezia
2011
winner
miglior direttore della fotografia europeo
European Film Awards
2012
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