| Anno | 2011 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | USA, Spagna |
| Durata | 94 minuti |
| Regia di | Woody Allen |
| Attori | Owen Wilson, Rachel McAdams, Michael Sheen, Nina Arianda, Kurt Fuller, Tom Hiddleston Corey Stoll, Mimi Kennedy, Adrien Brody, Alison Pill, Marion Cotillard, Léa Seydoux, Kathy Bates, Carla Bruni, Karine Vanasse, Guillaume Gouix, Manu Payet, Gad Elmaleh. |
| Uscita | venerdì 2 dicembre 2011 |
| Tag | Da vedere 2011 |
| Distribuzione | Medusa |
| MYmonetro | 3,42 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 6 dicembre 2019
Woody Allen torna a raccontare le dinamiche dell'innamoramento attraverso una riflessione sulla vita e i suoi misteri. Il film ha ottenuto 4 candidature e vinto un premio ai Premi Oscar, 1 candidatura ai Nastri d'Argento, 4 candidature e vinto un premio ai Golden Globes, 1 candidatura a BAFTA, 3 candidature e vinto un premio ai Critics Choice Award, 1 candidatura a SAG Awards, Il film è stato premiato a AFI Awards, In Italia al Box Office Midnight in Paris ha incassato 8,9 milioni di euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Gil (sceneggiatore hollywoodiano con aspirazioni da scrittore) e la sua futura sposa Inez sono in vacanza a Parigi con i piuttosto invadenti genitori di lei. Gil è già stato nella Ville Lumiêre e ne è da sempre affascinato. Lo sarà ancor di più quando una sera, a mezzanotte, si troverà catapultato nella Parigi degli Anni Venti con tutto il suo fervore culturale. Farà in modo di prolungare il piacere degli incontri con Hemingway, Scott Fitzgerald, Picasso e tutto il milieu culturale del tempo cercando di fare in modo che il 'miracolo' si ripeta ogni notte. Suscitando così i dubbi del futuro suocero.
Woody Allen ama Parigi sin dai tempi di Hello Pussycat e ce lo aveva ricordato anche con Tutti dicono I Love You. Nella sequenza di apertura fa alla città una dichiarazione d'amore visiva che ricorda l-ouverture di Manhattan senza parole. Ma anche qui c'è uno sceneggiatore/aspirante scrittore in agguato pronto a riempire lo schermo con il suo male di vivere ben celato dietro lo sguardo a tratti vitreo di Owen Wilson. Solo Woody poteva farci 'sentire' in modo quasi tangibile la profonda verità di un 'classico' francese che nella parata di personalità che il film ci presenta non compare: Antoine de Saint Exupery. Il quale ne "Il piccolo principe" fa dire al casellante che nessuno è felice per dove si trova. Il personaggio letterario verbalizzava il bisogno di cercare sempre nuovi luoghi in cui ricominciare a vivere. Il Gil alleniano vuole sfuggire dalla banalità dei nostri giorni ma trova dinanzi a sé altre persone che esistono in epoche che ai posteri sembreranno fulgide d'arte e di creazione di senso ma non altrettanto a chi le vive come presente.
Se il Roy di L'uomo dei tuoi sogni era solamente uno scrittore avido di successo Gil è affamato di quella cultura europea di cui da buon americano si sente privo. Ma ha lo sguardo costantemente rivolto all'indietro. Forse, sembra dirci Woody, ha ragione ma è comunque indispensabile uno sforzo costante per cercare nel presente le ragioni del vivere e del creare. A Gil Allen concede quella speranza che invece negava perentoriamente (e con ragione) a Roy. Ricordandoci (ancora una volta e con delle evidenti analogie con La rosa purpurea del Cairo) che nulla può consentirci di sfuggire a noi stessi e al nostro tempo e che forse (nonostante tutto) è bene così.
Gil è uno sceneggiatore hollywoodiano, ma aspirante scrittore, fidanzato (intrappolato?) con una ragazza viziata, Inez, ed è sul punto di sposarla. La coppia è in vacanza a Parigi, con i genitori di lei, americani ultraconservatori e ficcanaso. Durante il loro soggiorno, si imbattono casualmente in una coppia di amici di Inez, lui pedante tuttologo, lei scialba e silenziosa, [...] Vai alla recensione »
Assumo la nota strofetta, sostituendone il soggetto: meno male che Woody c'è. La bella notizia è che Midnight in Paris ci sia, la buona novella è che sia in testa al box office. La gente ha gradito e, presumibilmente, capito. Non è così automatico il successo di Allen, che è per lo più "critico", raramente anche al botteghino. "Midnighit" è un collettore, una summa, felici: cultura e spettacolo combinati al meglio.
Il pubblico del Festival può tirare il fiato: Woody ce l’ha fatta. Atteso in Croisette come una sorta di monumento vivente, il maestro Woody Allen ha presentato oggi con discreto successo il suo Midnight in Paris, film d’apertura del Festival di Cannes. Per la pellicola nessun entusiasmo, piuttosto un generico e condiviso apprezzamento, come una specie di sospiro di sollievo collettivo di fronte al 42º film di un regista amatissimo ma (comprensibilmente) stanco.
Maneggiatelo con cura, parlatene con garbo, consigliatelo con moderatezza. Nonostante abbia sbancato contro tutte le previsioni il box-office americano, «Midnight in Paris» è un film sottile, delicato, divertito e divertente a cui non s’addice un surplus d’aggettivi encomiastici: a settantasei anni d’età e con quarantacinque titoli in filmografia Woody Allen si è concesso, infatti, un “divertissement” [...] Vai alla recensione »