Nostalgia della luce

Film 2010 | Documentario, +13 90 min.

Titolo originaleNostalgia de la luz
Anno2010
GenereDocumentario,
ProduzioneFrancia, Germania, Cile, Spagna, USA
Durata90 minuti
Regia diPatricio Guzmán
AttoriGaspar Galaz, Lautaro Núñez, Luís Henríquez, Miguel Lawner, Victor González Vicky Saaveda, Violeta Berrios, George Preston, Valentina Rodríguez.
Uscitagiovedì 5 maggio 2016
TagDa vedere 2010
DistribuzioneI Wonder Pictures
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,63 su 2 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Patricio Guzmán. Un film Da vedere 2010 con Gaspar Galaz, Lautaro Núñez, Luís Henríquez, Miguel Lawner, Victor González. Cast completo Titolo originale: Nostalgia de la luz. Genere Documentario, - Francia, Germania, Cile, Spagna, USA, 2010, durata 90 minuti. Uscita cinema giovedì 5 maggio 2016 distribuito da I Wonder Pictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,63 su 2 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un film di dolore e poesia che tocca i valori fondanti dell'umanità. Ha vinto un premio ai European Film Awards, Al Box Office Usa Nostalgia della luce ha incassato 143 mila dollari .

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Consigliato assolutamente sì!
3,63/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,75
CONSIGLIATO SÌ
Trailer in italiano

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Con un gioco di analogie mai meccanico, Guzmàn scorge nella memoria l'arma di difesa verso l'oblio e l'anima stessa del suo film.
Recensione di Marco Chiani
Recensione di Marco Chiani

Nel deserto di Atacama, in Cile, è più facile vedere le stelle per via di una quasi totale assenza di umidità che assicura il cielo più terso della Terra. Alcuni osservatori astronomici puntano da lì il loro sguardo per questo motivo. Nel deserto di Atacama, poi, gli archeologi rinvengono mummie precolombiane perfettamente conservate, iscrizioni, resti della passata civiltà. Sempre ad Atacama l'orrore della dittatura di Pinochet è ancora ben presente: in quella distesa arida sorsero i campi di prigionia poi smantellati, lì ci sono ancora i resti delle vittime del regime a cui donne pietose vogliono riuscire a dare degna sepoltura. Fosse anche l'ultima cosa da fare nella vita.
Come racconta un astronomo all'inizio, quasi a voler suggerire una chiave interpretativa, la luce che ci arriva dalle stelle è spia di un passato, distante da noi quanto quella stessa luce ha impiegato per raggiungerci. Non a caso, Nostalgia della luce è un'indagine su quanto è accaduto, sulle tracce di ciò che è stato e deve continuare ad essere nel ricordo. Tre diversi livelli di passato che convergono, almeno spazialmente, in un deserto bellissimo e terribile, si intrecciano in questo ulteriore tassello del lavoro di Patricio Guzmán sul sogno tradito di Salvador Allende e sulla dittatura di Pinochet.
Con un gioco di analogie mai meccanico, dove le immagini astrali e le notazioni archeologiche stemperano la tensione sulla ricerca dei corpi dei desaparecidos, il regista di La battaglia del Cile scorge nella memoria, nella registrazione analitica dell'accaduto, l'arma di difesa verso l'oblio e l'anima stessa del suo film.
Il senso della nostalgia, del "dolore del ritorno" definisce un'opera che vuole darsi come documentario, ma sempre nella sfera dell'emozione, non dell'indignazione a sé stante, ma dell'importanza della conoscenza, della restituzione della dignità dei nomi, dei corpi, anche fossero solo parti di essi. In Cile, da una parte c'è l'oblio, dall'altra la memoria, come afferma a chiare lettere la voce dello stesso regista, personificando i due antitetici concetti in Anita, malata di Alzheimer, e in Miguel, due anziani coniugi che si abbracciano su una panchina di spalle alla camera. Quando era prigioniero in un campo di concentramento nel deserto di Atacama, Miguel, architetto, ha misurato gli spazi degli ambienti con i propri occhi e con i propri passi, li ha disegnati in segreto durante la notte per poterli meglio memorizzare e poi gettati nella latrina alla mattina presto per non essere scoperto. Solo così ha potuto serbare il ricordo limpido di quei luoghi, nella volontà di darne testimonianza visiva autentica una volta che Pinochet li avrebbe fatti smantellare per cancellare l'orrore.
Il Cile a cui guarda Patricio Guzmán trova forma limpida nel tentativo riuscito del vecchio Miguel, nel tormento politico e nell'ostinazione del suo gesto, così come nella passione innata dei cileni per l'astronomia, metafora chiara dello "studio del passato". Nell'intersecarsi del fervore politico e dell'interesse astronomico trova forse esaudimento il desiderio di una delle madri ancora alla ricerca dei resti del figlio quando, guardando in camera, afferma: "Vorrei che i telescopi si rivolgessero contro la Terra per scoprire cosa c'è sotto". Il suggestivo titolo è preso dal libro "Nostalgie de la lumiere: monts et merveilles de l'astrophysique" di Michel Cassé.

Sei d'accordo con Marco Chiani?
Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

"La memoria ha forza di gravità. Ci attrae sempre. Quelli che hanno memoria sono in grado di vivere nella fragilità del tempo presente. Quelli che non ce l'hanno, non vivono da nessuna parte". Nel vasto deserto dell'Atacama, dove dal vicinissimo cielo piove polvere di stelle, è situato il più grande osservatorio astronomico che cerca il passato nell'universo; dove la totale assenza di umidità ha pietrificato molluschi, mantenuto inalterati gli oggetti e mummificato i resti umani precolombiani, nomadi e minatori dell'800 morti lavorando, tutti studiati e analizzati dagli archeologi. Dove era situato Chacabuco, il campo di concentramento più grande della dittatura di Pinochet, e dove furono seppelliti i corpi di migliaia di dissidenti. Dove per 28 anni le donne di Calama hanno cercato, e alcune scavano ancora oggi, i resti dei loro familiari massacrati dalla dittatura. Dove Guzmán riflette sulla memoria, ricordando l'innocenza del Cile quando lui era piccolo, prima della venuta militare di Pinochet. Panorami inebrianti del vastissimo deserto, immagini dello spazio, fotografie di repertorio e testimonianze di archeologi, astronomi, madri e figli di desaparecidos , accompagnate da una morbida voce narrante, rendono questo documentario un gioiello inestimabile. Perché siamo stati generati dallo stesso Big Bang e le nostre ossa sono fatte della stessa materia delle stelle. E in quel deserto ci sono tantissimi corpi celesti e corpi umani ancora da identificare. Un documentario dalla struggente bellezza dove tutti sono alla ricerca continua del passato. Il film approda per la prima volta nei cinema italiani, purtroppo per pochissimi giorni, grazie a I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection, in collaborazione con Fil Rouge Media.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 28 aprile 2016
gianleo67

Dal libro Nostalgia della luce: monti e meraviglie dell'astrofisica dell'astronomo francese Michel Cassé, il documentarista francese Patricio Guzmán torna sul tema a lui caro della travagliata storia cilena e delle ferite ancora aperte nella memoria del suo paese, con un film suggestivo e vibrante che tiene i piedi ben saldi sulle polverose e brulle lande del deserto di Atacama [...] Vai alla recensione »

sabato 5 maggio 2018
mahleriano

Nella prima parte di questo splendido film può inizialmente sfuggire il nesso fra le pur bellissime immagini di oggetti immersi nelle profondità siderali e la micidiale vicenda cilena. Quando però alle figure di astronomi si affiancano quelle di archeologi che lavorano nello stesso deserto in cui sorgono gli osservatori astronomici, si comincia a capire che l'obiettivo comune [...] Vai alla recensione »

lunedì 27 aprile 2020
FabioFeli

Il deserto di Atacama in Cile ha un clima secco (non più di 2 mm di pioggia annuale) e un cielo limpido . diversi osservatori astronomici si trovano lì, a quote altimetriche da 2200 a 2600 metri. L’astronomo Gaspar Galaz spiega che osserva il passato: stelle e galassie osservate col telescopio sono quelle di millenni fa nonostante la velocità della luce, vicina a 300mila [...] Vai alla recensione »

martedì 3 maggio 2016
angelo libranti

Le premesse del trailer promettevano scene siderali  e visioni terrestri fantastiche come raramente se ne vedono. Dietro tanta magneficenza di colori e di spazi si cela, invece, il messaggio politico del quale non se ne sentiva il bisogno. Si resta sconcertati dalla commistione fra scienza e la pur dolorosa storia del Cile sotto il regime di Pinochet, ma sono due cose completamente diverse che [...] Vai alla recensione »

martedì 11 ottobre 2016
g_andrini

Le immagini sono veramente suggestive, il deserto è meraviglioso nella sua specificità. Trasmette buone conoscenze scientifiche, oltre che storiche. Piacevole dall'inizio alla fine.

martedì 17 maggio 2016
Cris3c

UN FILM STUPENDO CHE VOLEVO RIVEDERE E CONDIVIDERE IN FAMIGLIA  MA CHE MYMOVIESNON HA INSERITO TRA QUELLI ONDEMAND E QUINDI IMPOSSIBILE DA REPERIRE. UN FIL DAVVERO UNICO!

martedì 17 maggio 2016
Cris3c

Ho visto questo film live e mi piacerebbe MOLTO rivederlo perché è molto profondo e interessante, purtroppo non c'è OnDemand!!!

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Jacques Mandelbaum
Le Monde

Patricio Guzman est l'un des principaux chroniqueurs cinématographiques de l'histoire contemporaine chilienne. On sait à quel prix ce travail fut rendu possible : emprisonné par le régime de Pinochet lors du coup d'Etat de 1973, finalement relâché, il choisit l'exil, à Paris, comme son compatriote Raoul Ruiz (tous deux sont nés en 1941), maître de la fiction baroque.

winner
efa doc. - prix arte
European Film Awards
2010
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