La pecora nera

Film 2010 | Drammatico, 93 min.

Regia di Ascanio Celestini. Un film Da vedere 2010 con Ascanio Celestini, Giorgio Tirabassi, Maya Sansa, Luisa De Santis, Nicola Rignanese. Cast completo Genere Drammatico, - Italia, 2010, durata 93 minuti. Uscita cinema venerdì 1 ottobre 2010 distribuito da Bim Distribuzione. - MYmonetro 3,29 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento lunedì 25 aprile 2016

Ascanio Celestini dà voce agli internati nell'ospedale psichiatrico romano di Santa Maria della Pietà. Il film ha ottenuto 1 candidatura ai Nastri d'Argento, In Italia al Box Office La pecora nera ha incassato 604 mila euro .

Consigliato sì!
3,29/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,71
PUBBLICO 3,17
CONSIGLIATO SÌ
Un viaggio lirico sull'emarginazione inespressa del malato mentale.
Recensione di Marzia Gandolfi
giovedì 2 settembre 2010
Recensione di Marzia Gandolfi
giovedì 2 settembre 2010

Nicola ha trentacinque anni e vive rinchiuso in un ospedale psichiatrico, dove lo hanno dimenticato una mamma impazzita, una nonna "ovarola", un padre prepotente e due zii inadeguati. Le sue giornate sono scandite dalla spesa e accompagnate da una suora che prega e paga il conto e da un amico immaginario che conta le puzze della sorella e sogna di riviste per uomini senza parole. Al supermercato c'è Marinella, il suo amore infantile che offre caffè in cialde a clienti svogliati e ride ascoltando le sue cronache marziane. Nicola è un "povero scemo" che la guerra non l'ha mai fatta, che mangia ragni e beve l'acqua di mare, che crede ai santi ma non in dio, che distribuisce pasticche e torna sempre indietro al novantanovesimo cancello perché è stanco, perché il mondo fuori è come dentro, soltanto più ordinato. Nicola è la pecora nera, il diverso che diventa poesia da declamare, storia da raccontare, canzone da cantare, pio pio pio.
Dopo il teatro (tanto teatro) e due documentari per la Fandango, Ascanio Celestini gira il suo primo film di finzione, che affonda il dito nella ferita più dolorosa del corpo sociale: la malattia mentale. La pecora nera, già realizzato per il palcoscenico e già pubblicato nella forma del libro, non compie un'indagine sulla situazione della salute mentale in Italia, piuttosto parte da un'indagine condotta negli ospedali psichiatrici per approdare a un film lirico su una biografia disgraziata e un'emarginazione inespressa. Le "parole sante" dei santi matti da (s)legare le trova e le incarna il Nicola di Ascanio Celestini, personaggio di sconcertante bellezza dimenticato sotto le macerie della struttura familiare, esempio di coscienza nella parabola di un rifiuto.
Sensibile e in ascolto degli umori della natura umana (e sociale), l'autore e attore romano svolge il racconto del suo "scemo di guerra" in tempo di pace sul volto innocente del suo personaggio, specchio di pensieri poveri e puri ma vertiginosamente profondi. Nicola è nato nei "favolosi anni Sessanta", quelli che avevano il sapore del sale ed erano ancora troppo lontani dalla riforma di Franco Basaglia, psichiatra illuminato che promosse la progressiva eliminazione del sistema manicomiale e il reinserimento nel corpo della società dei pazienti con disturbi mentali. Nicola è uno dei tanti, troppi bambini che ha visto confluire il suo disagio in un istituto religioso per persone definite "subnormali", un luogo dove ha comunque continuato a sognare, incapace di entrare in rapporto attivo col mondo al di là del muro, inesplicabile e terrorizzante orizzonte di non-senso accomodato ordinatamente lungo le corsie di un supermercato.
È importante sottolineare la forte originalità di Ascanio Celestini nel panorama italiano, per la scelta di storie e temi di urgente attualità, capaci di non sovrapporsi al messaggio semplicistico offerto dalla cronaca, per la volontà di lavorare con volti e corpi attoriali inediti o poco impiegati sul grande schermo. Si innalza al di sopra di tutti la performance di Giorgio Tirabassi, volto fragile e proiezione dolorosa della "follia" di Nicola. Un bambino solo sul cuore della terra, un uomo mai conciliato, mai integrato.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 6 ottobre 2010
gianmarco.diroma

Esiste la Diversità di Pier Paolo Pasolini. Esiste quella di Rainer Werner Fassbinder. Esiste quella dei personaggi di Werner Herzog, quella di David Cronenberg (Spider). E tra le molte che ho dimenticato arriva quella di Ascanio Celestini: un'altra Diversità con la D maiuscola. Una Diversità in molti tratti tenera, ma allo stesso tempo capace di battute sulfuree che racchiudono [...] Vai alla recensione »

Frasi
chi mette in disordine non trova niente,trova il disordine!ma chi mette al posto ritrova tutto:
la mucca nella stalla,la fiamma che traballa,la gatta coi gattini,la chioccia coi pulcini...piopiopiopiopio!
chi mette in disordine non trova niente.
dove hai messo la scarpa sinistra?e il piede,che fine fa il piede?!
il piede è senza scarpa,la scarpa è senza piede,la mucca è senza stalla,la fiamma non traballa...
chi mette in ordine ritrova tutto!chi mette in disordine...chi mette in disordine non trova niente!
Nicola (Ascanio Celestini)
dal film La pecora nera - a cura di vale
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Mariuccia Ciotta
Il Manifesto

La figurina incantata di Ascanio Celestini, corpo multisensoriale, spettacolo per una voce sola, off, ci accompagna ipnotizzante attraverso l'infanzia perenne di Nicola. Il bambino bellissimo ma già fuori dal mondo, in fuga dalla gang familiare oppressiva come lo sarà un padiglione dismesso di Santa Maria della pietà, il «condominio dei santi». La pecora nera (presentato in concorso alla Mostra di [...] Vai alla recensione »

NEWS
LIBRI
lunedì 25 ottobre 2010
Fabio Secchi Frau

La recensione *** Ascanio Celestini, attore teatrale e volto del programma televisivo di Serena Dandini "Parla con me", diventa il classico cantastorie che ha il compito di ricordare come eravamo.

NEWS
venerdì 1 ottobre 2010
Nicoletta Dose

Remake di una piccola storia francese Vecchia faccenda, nuovi problemi. I conflitti culturali tra nord e sud Italia sono da tempo protagonisti della nostra Storia. Derisi, discussi e bistrattati, sono spesso oggetto di dibattiti politici, conversazioni [...]

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