| Titolo originale | Easy A |
| Anno | 2010 |
| Genere | Commedia rosa, |
| Produzione | USA |
| Durata | 93 minuti |
| Regia di | Will Gluck |
| Attori | Emma Stone, Penn Badgley, Amanda Bynes, Thomas Haden Church, Patricia Clarkson Cam Gigandet, Lisa Kudrow, Malcolm McDowell, Alyson Michalka, Stanley Tucci, Dan Byrd, Fred Armisen, Juliette Goglia, Jake Sandvig, Morgan Rusler. |
| Uscita | venerdì 4 marzo 2011 |
| Distribuzione | Sony Pictures Italia |
| MYmonetro | 2,92 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 4 marzo 2011
La storia di Olive, che per aiutare un suo amico omosessuale viene etichettata dall'intera scuola come una poco di buono. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Golden Globes, ha vinto un premio ai Critics Choice Award, In Italia al Box Office Easy Girl ha incassato 59,3 mila euro .
Passaggio in TV
mercoledì 18 marzo 2026 ore 10,40 su RAIMOVIE
Easy Girl è disponibile a Noleggio e in Digital Download
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CONSIGLIATO SÌ
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Olive Penderghast, liceale irreprensibile e anche un po' invisibile, dopo essersi abbandonata con un'amica ad una piccola bugia sullo stato della propria verginità, viene travolta dai rapidissimi pettegolezzi della scuola. Incredula e testarda, si cuce addosso una "lettera scarlatta" e decide di lasciar credere ai compagni ciò che vogliono, per vedere fino a che punto possono spingersi il loro pregiudizio e la sua discriminazione.
Il setting, ovvero l'alveare scolastico in cui api e fuchi ronzano tra corridoi, mense, aule e cortili con la precisazione intenzione (che il copione si occupa di sabotare) di schivarsi opportunamente o scontrarsi piacevolmente, è luogo noto e frequentato, da cinema e tv, quanto una bella spiaggia in agosto. Distinguersi al suo interno, a meno di non sconfinare nel fantastico (Twilight), è impresa meno scontata. Ci riesce bene Easy girl (che nel titolo originale si dà il voto da solo: A), impastando in modo nuovo i topoi del genere e affondando la sua lama oltre quella del dignitosissimo Mean Girls, senza mai perdere la tenerezza e la verosimiglianza, gentilmente fornite dallo spirito guida del film, John Hughes.
Il film, che formalmente trova una formula semplice ma efficace e azzeccata, utile a tenere saldi ritmo e curiosità, salta tanto le tipologie antropo-teen più abusate (non ci sono secchioni, supersportivi, nerd brufolosi, ma solo qualche molesta bionda ultrareligiosa) quanto le premesse inutili e sorpassate: non si tratta di perdere un'innocenza che non esiste, ma di testare in prima sofferta persona la spinta all'omologazione di un'età tanto cruciale quanto sorda e cieca, e di approdare a quel riconoscimento e apprezzamento di sé che è il fine di tanti racconti simili imboccando però una strada inversa al comune senso di marcia.
Per farlo, ci voleva una protagonista speciale e questo film ce l'ha. La Olive di Emma Stone, per la prima volta star assoluta dello show, con una voce che andrebbe davvero ascoltata in versione originale, è sveglia e tosta a sufficienza, degna figlia - cinematograficamente parlando - di due genitori quali Stanley Tucci e Patricia Clarkson.
Esce dal cilindro un ritratto attendibile, orchestrato non a caso come una video-documentazione, di una generazione di giovani americani disposti a pagare perché si dica in giro che fanno sesso senza che sia vero (se il quadro sia più divertente o più avvilente è questione aperta e detta il tono agrodolce del film) e un bel modo di rispolverare il romanzo di Hawthorne, senza esimersi dallo sconsigliare apertamente l'adattamento con Demi Moore.
La simpatica e brillante Olive Penderghast, diciassettenne vergine che rientra nella tipologia "ragazza della porta accanto" si lascia scappare una piccola bugia per mettere a tacere un'amica insistente e si ritrova in un incubo adolescenziale che all'inizio la stimola - oltre a renderla finalmente popolare - ma che diventa sempre più difficile da gestire.&nbs [...] Vai alla recensione »
The story of a smart, funny girl who becomes a self-styled Hester Prynne, "Easy A" is neither as smart nor as funny as it wants to be. With the verbal-cleverness dial set at 11, the teen comedy wears its glib cultural references — pop and 19th-century literary — in boldface embroidery. Much of what passes for fresh in this "Scarlet Letter" update doesn't bear closer inspection, yet the movie is not [...] Vai alla recensione »