| Titolo originale | The Nutcracker in 3D |
| Anno | 2009 |
| Genere | Animazione, |
| Produzione | Gran Bretagna |
| Durata | 107 minuti |
| Regia di | Andrey Konchalovskiy |
| Attori | Elle Fanning, Nathan Lane, John Turturro, Frances de la Tour, Richard E. Grant Yuliya Vysotskaya, Aaron Michael Drozin, Charlie Rowe, Daniel Peacock, Alan Cox, Hugh Sachs, Africa Nile, Ferenc Elek, Ferenc Kovács, Dániel Mogács, Krisztina Moskovits, Richard Philipps, Péter Takátsy, Gábor Nagypál, László Keszég, Zsolt Sáfár Kovács, Lilla Karolyi, Andrea Tallós, Barna Ilyes, Zoltán Hetényi, Jácint Hergenröder, Jason Harris, Verner Gresty, Béla Gados, Kriszta Dorogi, Fernanda Dorogi, György Honti, Attila Kalmár, Gyula Kormos, Stuart Hopps, Jonathan Coyne. |
| Uscita | venerdì 2 dicembre 2011 |
| Distribuzione | M2 Pictures |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,07 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 1 dicembre 2011
Un film che riporta al cinema il classico di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann "Lo Schiaccianoci e il re dei topi". In Italia al Box Office Lo schiaccianoci 3D ha incassato nelle prime 5 settimane di programmazione 1,3 milioni di euro e 337 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Vienna, anni Venti. Mary ha nove anni, un fratello più piccolo che non la lascia in pace e una vivida fantasia. La vigilia di Natale, i genitori lasciano i due bambini con l'amato zio Albert, che fa dono a Mary di uno schiaccianoci di legno, N.C. Con la complicità della notte, il giocattolo si anima e conduce Mary in una dimensione parallela e meravigliosa. Qui la bimba apprende che N.C. in realtà è un principe, ridotto a pezzo di legno dal sortilegio della subdola madre del Re dei Ratti, il cui piano criminale prevede il rogo di tutti i giocattoli e la "rattificazione" del mondo.
Se il film di Konchalovsky ha tardato qualche anno ad arrivare in sala forse una ragione c'è. Pur non accusando segni del tempo e anzi godendo di ottima salute, stando al fisico tutto luccichii natalizi e 3D, questo Schiaccianoci sembra straparlare. Il misterioso signor Drosselmeir è divenuto zio Albert Einstein, Freud passeggia per le vie della città, N.C. (the Nutcracker) è mezzo Pinocchio e mezzo Napoleone, i topi capeggiati da re Turturro sono nazisti che nei forni bruciano i giocattoli, mentre gli operai giù alle fornaci sembrano bolscevichi russi sulla soglia della rivoluzione sociale. A nulla vale che il regista si nasconda dietro la formula rubata alla fisica (e applicata, già che c'è, all'obiettivo cinematografico o alle magie della scenografia) per cui "tutto è relativo": c'è troppo e troppo poco e la visione del film si confonde con la visita ad un museo di giocattoli: roba immobila e stantìa.
L'unico merito che si può attribuire a Konchalovsky è quello di aver ripristinato gli elementi più scuri della favola tedesca, che Dumas aveva spazzato via e che il balletto stesso non contempla. Non che per questo -per ribadire, cioè, la necessità di accettare la natura problematica della vita e di lottare contro quelle che appaiono come difficoltà insormontabili- occorresse scomodare didascalicamente Freud in persona ("hai sentito, caro, cosa dice il dottore dei sogni dei bambini...") ma questa - lo si ribadisce - è purtroppo la ricetta del film: un'insalata russa, secondo la ricetta originaria che comprendeva un po' di tutto. Solo che con un kolossal "retro-futurista" con gli attori americani in cornice austro-ungarica e le canzoni che sillabano "è stata dura però l'usurpatore è andato via...e il buio si dissolve come per magia", si possono forse nutrire gli ingenui, ma per il pubblico adulto il piatto è a dir poco indigesto.
Ritorna la favola dello schiaccianoci, una versione un po' diversa, gotica, dolorosa, atmosfere cupe e una punta di horror, ma solo una punta. I bambini in una casa stile vittoriano accompagnano la madre che deve cantare ad un concerto, e uno strano zio viene a far loro da baby sitter. Lo zio racconta storie fantastiche, porta giochi meravigliosi, tra cui una casa delle bambole e una marionetta [...] Vai alla recensione »
Lo «Schiaccianoci» come non l’avevate mai visto e probabilmente non avreste mai voluto vedere. La fiaba di Hoffman musicata da Cajkovskij diventa una fantasticheria macabra che spaventa i bambini e tedia gli adulti, con isolati guizzi di tale follia (l’elicottero su zampe di gallina come la casa della strega Baba Yaga, personaggio cenrale nel folklore slavo) da risultare perfino affascinante.