| Anno | 2009 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 116 minuti |
| Regia di | Sergio Rubini |
| Attori | Sergio Rubini, Valeria Golino, Riccardo Scamarcio, Fabrizio Gifuni, Guido Giaquinto, Anna Falchi Margherita Buy, Maurizio Micheli, Vittorio Ciorcalo, Mario Maranzana, Mariolina De Fano, Gianpiero Alicchio, Vito Signorile. |
| Uscita | venerdì 4 dicembre 2009 |
| Distribuzione | 01 Distribution |
| MYmonetro | 2,90 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 10 marzo 2014
Gabriele Rossetti, torna in Puglia, nel suo paese natale, per la morte del padre. La notte passata nella sua vecchia casa d'infanzia lo riporta indietro nel tempo, a quando era una bambino negli anni '60. Il film ha ottenuto 2 candidature ai Nastri d'Argento, In Italia al Box Office L'uomo nero ha incassato 1,6 milioni di euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Gabriele Rossetti va a sud, torna al suo paese e al padre ricoverato in un ospedale di provincia. Al capezzale dell'uomo, Gabriele ripensa alla sua infanzia e alla sua relazione col genitore, capostazione ossessionato dall'arte e da Cézanne. Figlio unico di Ernesto e Franca Rossetti, insegnante e casalinga amorevole, Gabriele cresce osservando le manie degli adulti: le infatuazioni corrisposte di zio Pinuccio, le tele rifatte del padre, le conversazioni coi cari defunti della madre. Impressionato da un misterioso uomo nero e affascinato dal fascino impenitente dello zio, Gabriele vive la sua fanciullezza e subisce la frustrazione artistica del padre, ispirata dal pittore impressionista e umiliata da un critico d'arte locale e trombone. In viaggio lungo i binari della vita e del tempo procederà per agnizioni, riconoscendo padre e uomo nero per quello che sono e non per quello che fino ad allora aveva creduto che fossero.
Non è la prima volta e certamente non sarà nemmeno l'ultima che il cinema di Sergio Rubini va a sud, procedendo verso "la terra" d'origine e un riesame del proprio passato. La ricognizione delle proprie radici comincia con il viaggio picaresco di una sposa e procede con Tutto l'amore che c'è, affollato di ricordi ed elementi autobiografici e primo di cinque film (L'uomo nero compreso) in cui Rubini racconta il proprio Sud e la relazione che quello spazio della memoria intrattiene col Nord. Allo stesso modo dell'Amore ritorna (riflessione sulla professione dell'attore e del regista) la camera di un ospedale, in cui si consuma la vita e la degenza del padre di Rubini, diventa osservatorio privilegiato del figlio di Gifuni, diventato uomo da un'altra parte.
La Puglia dell'Uomo nero parla ancora di uno strappo, di una ferita, delle ragioni, giuste o sbagliate che siano, di un distacco. Il flashback, attivato dai ricordi di Gabriele, doppio del Bentivoglio emigrante della Terra, introduce la sua infanzia tribolata dentro uno spazio geografico impressionato da magia e fatalismo e all'ombra di un uomo nero dispensatore di caramelle e di un padre in credito con la vita. Il viaggio a ritroso di Gabriele chiarisce al figlio la verità sul padre e su un segreto mai rivelato. Al figlio, rivendicato dalla malattia del genitore, non rimane che tornare indietro e rimuovere abbagli e fraintendimenti, rendendo di nuovo possibile e corrente l'amore. Archiviato l'art thriller sui mercanti del bello e la corruttibilità dell'anima umana (Colpo d'occhio), il cinema di Rubini ritrova la vocazione antropologica e il cuore della Terra, replicando una volta di troppo la retorica delle radici e il ritorno al privato.
Questa pellicola di Sergio Rubini è sicuramente un ottimo film che fa riflettere su come spesso certi modi di pensare della società siano abbastanza atavici e poco propensi a guardare oltre certi preconcetti di tipo sociale. La trama è ambientata nel Sud Italia, ma io penso che, indipendentemente dal luogo in cui ci si trova, è di consueto uso comune il giudicare una persona dal lavoro che svolge o [...] Vai alla recensione »
È la prima donna del nostro cinema. Bellissima e straordinariamente ricca di talento, benché non abbia mai frequentato una scuola, Valeria Golino interpreta il ruolo dell’attrice in maniera completamente moderna, con gusto anglo-sassone e spirito europeo. È una donna cosmopolita, di padre italiano e madre greca, cresciuta tra Atene e Napoli. Quando la sua carriera inizia a spiccare il volo, va a vivere a Los Angeles, dove inizia una proficua carriera.
Dopo aver rinunciato alla Puglia, spostandosi a Roma e servendo la vendetta (d’amore) nei panni di un autorevole critico d’arte e ai danni del talentuoso scultore di Riccardo Scamarcio, Sergio Rubini torna alle radici e a quella dimensione arcaica e misteriosa che ha innervato alcune delle sue opere più belle. Lontano dalla città e nella profonda provincia pugliese si consuma la vita e il sogno di Ernesto Rossetti, capostazione con velleità artistiche.
Un figlio torna a casa per raccogliere l'ultimo soffio del padre che muore dopo averlo abbracciato. Inizio classico da cui si apre nel sentimento doloroso del lutto il flashback (montato con morbida leggerezza da Esmeralda Calabria) che narra la relazione tra i due, il figlio fuggito dal paesino pugliese soffocante di provincia vive in Svizzera, famiglia bilingue, carriera di successo e, esclamano [...] Vai alla recensione »