| Titolo originale | Away We Go |
| Anno | 2009 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | USA, Gran Bretagna |
| Durata | 98 minuti |
| Regia di | Sam Mendes |
| Attori | John Krasinski, Maya Rudolph, Carmen Ejogo, Catherine O'Hara, Jeff Daniels Allison Janney, Jim Gaffigan, Samantha Pryor, Conor Carroll, Maggie Gyllenhaal, Josh Hamilton, Bailey Harkins, Brendan Spitz, Jaden Spitz, Chris Messina, Melanie Lynskey, Colton Parsons, Katherine Vaskevich, Jerome Walter Stephens, Brianna Eunmi Kim, Paul Schneider, Isabelle Moon Alexander, Finnerty Steeves, Pete Wiggins, Audrey Amey, Shirley Roeca, Tory Wood. |
| Uscita | venerdì 17 dicembre 2010 |
| Distribuzione | Bim Distribuzione |
| MYmonetro | 3,01 su 16 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento sabato 10 febbraio 2018
Burt e Verona, coppia di trentenni che aspetta un bambino, partono per un viaggio che li aiuterà a capire dove far crescere loro figlio. In Italia al Box Office American Life ha incassato 996 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Burt e Verona sono una coppia non sposata di trentenni in attesa di una bambina. Sono convinti che dopo la nascita i genitori di lui (quelli di lei sono morti) saranno lieti di partecipare alla loro felicità nel veder crescere la piccola giorno dopo giorno. Quando scoprono che invece i due hanno deciso di partire per il Belgio (meta che sognavano da anni) restano profondamente sconcertati. Con Verona ormai al sesto mese vanno in cerca di amicizie del passato o di parenti con cui poter condividere la gioia della nascita intraprendendo così un viaggio da Miami al Canada. Gli incontri che faranno saranno occasione di riflessione.
Frank e April Wheeler (i protagonisti del suo capolavoro Revolutionary Road) sono ancora vivi per Sam Mendes. Solo che questa volta non sono i protagonisti ma i comprimari di una storia che sembra girata da un regista indipendente e non dal regista di un film vincitore di cinque Oscar (American Beauty). Attenzione: quanto sopra è detto come constatazione di un pregio e non di un difetto. Mendes si rimette in gioco con una coppia positiva (e questo ha dato fastidio a più d'uno di quei critici che al cinema amano vedere solo storie in cui 'tutto' si rivela negativo). Burt e Verona si sentono fortemente legati. Sono una 'coppia' nel senso più positivo della parola (anche se lei non ritiene necessaria la formalizzazione del matrimonio) con gli slanci e le difficoltà di ogni coppia. Vorrebbero per chi sta per nascere l'ambiente migliore e lo vanno a cercare (Away We Go è il titolo originale da noi come al solito stravolto), convinti come sono che ci sia chi ha vissuto e vive la genitorialità in maniera positiva.
Purtroppo incontrano varie versioni attualizzate dei Wheeler. C'è chi ferisce in continuazione i propri figli nell'intimo pretendendo che non se ne accorgano. C'è chi è abbarbicato a teorie new age tanto superficiali quanto soddisfacenti per degli ego smisurati. C'è chi vive con estrema insicurezza la propria vita di madre. In questo on the road in cui per la prossima generazione sembra non esserci speranza i due protagonisti approderanno infine a un porto che non sappiamo quanto sarà sicuro.
A noi spettatori viene lasciata però la certezza che si possa cercare, nonostante tutto, di restare una coppia nel senso pieno del termine e di divenire, passo dopo passo, due esseri umani che apprendono il difficile mestiere di essere genitori. Sbagliando anche, ma con la consapevolezza che i figli non sono una proprietà ma un'opportunità. Da non perdere.
La prima parte del film ci presenta Burt e Verona, due trentenni, molto innamorati, in attesa di un figlio. Essi, come tanti coetanei, vivono all'insegna della precarietà: precario e mal retribuito è il lavoro di lui, che fingendosi più adulto e simulando la voce dello yankee ottimista, vende per telefono qualche prodotto assicurativo; mal pagato anche il telelavoro [...] Vai alla recensione »
Ogni tanto arriva sui grandi schermi un film che, in punta di piedi, affronta i temi dei quali dovremmo tutti parlare. È il caso di American Life, il nuovo lavoro di Sam Mendes (il regista di American Beauty e Revolutionary Road) che esce in Italia un anno dopo il debutto statunitense, ma è un bene che faccia la sua comparsa a Natale, perché è davvero il più genuinamente positivo e speranzoso dono [...] Vai alla recensione »