Identità sospette

Film 2006 | Drammatico 98 min.

Titolo originaleUnknown
Anno2006
GenereDrammatico
ProduzioneUSA
Durata98 minuti
Regia diSimon Brand
AttoriJim Caviezel, Greg Kinnear, Bridget Moynahan, Joe Pantoliano, Barry Pepper Jeremy Sisto, Peter Stormare, Mark Boone Junior.
Uscitavenerdì 20 giugno 2008
DistribuzioneEagle Pictures
MYmonetro 2,55 su 23 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Simon Brand. Un film con Jim Caviezel, Greg Kinnear, Bridget Moynahan, Joe Pantoliano, Barry Pepper. Cast completo Titolo originale: Unknown. Genere Drammatico - USA, 2006, durata 98 minuti. Uscita cinema venerdì 20 giugno 2008 distribuito da Eagle Pictures. - MYmonetro 2,55 su 23 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Cinque uomini riprendono conoscenza all'interno di un magazzino ma non ricordano nè come ci sono arrivati, né perché, nè quale sia la la propria identità. In Italia al Box Office Identità sospette ha incassato 88,8 mila euro .

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Consigliato nì!
2,55/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 2,33
PUBBLICO 2,41
CONSIGLIATO NÌ
Cinque personaggi in cerca di colpevole in un film teso di tarantiniana memoria.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

Una vecchia fabbrica abbandonata in una zona isolata. Cinque uomini si ritrovano lì dentro in condizioni diverse. C'è chi è legato mani e piedi, chi è appeso a una sbarra con le manette e penzola nel vuoto, c'è chi ha il naso rotto e chi è solo leggermente ferito. Un altro elemento (oltre al trovarsi rinchiusi senza possibilità di uscire) li accomuna: nessuno di loro ricorda più nulla né della propria identità né del perché si trovi in quel luogo. Progressivamente qualche particolare si fa largo nella memoria: si è trattato di un tentativo di sequestro. Ma quali tra loro sono le vittime e quali i sequestratori?
I film che hanno come spunto iniziale il mettere insieme degli sconosciuti (o che tali si ritengono) in uno spazio che li costringe a convivere e a creare alleanze e rivalità non sono pochi. Alla memoria vengono in mente immediatamente Saw, The Cube e (perché no anche se con altri sviluppi?) Lost. Lo script di Matthew Wynee dimostra che lo sceneggiatore ne è cosciente così come il film (che porta sullo schermo un cast di tutto rispetto) di Brand è scevro dei vezzi di ripresa che chi proviene come lui dalla pubblicità porta con sé.
Qui siamo lontani dalle aberrazioni di Saw e, semmai, la fonte di ispirazione sembrano essere più Le iene di tarantiniana memoria. La prima parte è in grado di costruire con abilità e con scavo psicologico la tensione che percorre la mente di ogni personaggio e quella dello spettatore perché qui, rispetto ai primi due film citati, il Male non è all'esterno ma si trova al fianco di ognuno di loro. Il problema sta semmai nell'aggiunta delle situazioni esterne (la polizia in azione) che finiscono con il far calare la tensione che sarebbe stata molto maggiore se si fosse rimasti all'interno della fabbrica avvalendosi solo dei frammenti di memoria di ognuno.

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IDENTITÀ SOSPETTE
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 18 settembre 2012
4ng3l

C'erano molti elementi per considerarlo un film carino e che tiene sulle spine. Inizia bene mostrando il dolore e le debolezze dei personaggi, accomunati da un amnesia che rende tutto abbastanza interessante. Tutto prosegue bene sino all'entrata in scena di qualche dettaglio poliziesco di troppo, che inserito in modo un pò confuso alla lunga stona sull'atmosfera intrigante dell'edific [...] Vai alla recensione »

sabato 6 febbraio 2010
me the best

film bello e coinvolgente. l' ho appena finito di vedere...più che buono!da 1 a 10 darei un 7!

lunedì 5 ottobre 2009
DONY64

Film del genere thriller azione ben interpretato da attori gia' noti per questo genere di film tra cui James Caviezel che come sempre si distingue nel suo ruolo.Il film anche se quasi tutto svolto all'interno di un bunker e' interessante e se seguito prende lo spettatore.Nel complesso piu' che simpatico.Voto 7+

domenica 12 luglio 2009
andre89LOST

nonostante una prima mezzora un pò sottotono, il film poi inizia a prendere il volo e a farsi intrigante... bello il finale col colpo di scena. voto 7

giovedì 15 marzo 2012
paride86

Un thriller costruito sul colpo di scena continuo e sull'impossibilità di conoscere davvero i personaggi fino alla fine. Si lascia guardare e intrattiene senza brillare in alcun modo.

lunedì 27 febbraio 2012
denzel for ever

nn è brutto....ma nn è neache bello...senza infamia e senza lode...pero si lascia guardare...anche se bisogna guardarlo senza aspettarsi chisa cosa...

domenica 15 gennaio 2017
Contrammiraglio

Un buon film con svariate conclusioni, molto apprezzabile.

mercoledì 18 settembre 2013
Onufrio

Poteva uscirne fuori un bel Thriller claustrofobico, con la scena inziale degna del primo Saw,ma a lungo andare la storia ristagna, ed il doppio filo all'esterno con la polizia sulle tracce dei banditi fa perdere un pò l'appeal e quel pizzico di mistero che in un film può cambiare la prospettiva. Lo stesso finale si conclude con un ulteriore colpo di scena che però non [...] Vai alla recensione »

giovedì 12 novembre 2009
dian71cinema

CONCORDO CON LA RECENSIONE DOVE IN QUESTO FILM PIACE DEFINIRLO ALLA TARANTINO.. IN EFFETTI LA MEGALOMANIA E LA CONFUSIONE LA FANNO DA SOVRANA.. MENTRE NELLA PRIMA PARTE E' APPREZZABILE IL RITRATTO PSICOLOGICO DEI PERSONAGGI FATTE DI PAURA OSTILITA' E COLLABORAZIONE A SECONDA DEL POSSIBILE RUOLO CHE ESSI "INTERPRETANO" NELLA STORIA.. POI IL FILM PERDE DI INTERESSE.

venerdì 11 settembre 2009
Poison

Carino, ma per niente sorprendente!!!

Frasi
Eliza: "Non mi mentiresti, vero?"
Jean: "E se lo facessi?"
Dialogo tra Jean Jacket (Jim Caviezel) - Eliza Coles (Bridget Moynahan)
dal film Identità sospette - a cura di 4ng3l
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Boris Sollazzo
DNews

Cinque persone in uno stanzone con un soffitto altissimo, disperate, tumefatte, alcune immobilizzate, tutte in preda a un'amnesia collettiva e inspiegabile. So a cosa state pensando: è il loft del Partito Democratico la notte delle elezioni. Sbagliato, è la location principale (una fabbrica chiusa ermeticamente e in mezzo al deserto) di Identità sospette di Simon Brand.

Roberta Bottari
Il Messaggero

Cinque uomini sono in una fabbrica abbandonata: uno è legato, uno appeso con le manette, uno ha il naso rotto, uno è tumefatto, uno appena ferito. Due fattori li accomunano: sembrano non conoscersi e non ricordano nulla. Non solo di cosa sia accaduto: ignorano le proprie identità. Dopo il panico, qualcosa si fa largo nella memoria: forse si è trattato di un tentativo di sequestro.

Anselma Dell'Olio
Liberal Mobidick

Identità sospette è un thriller indipendente che arriva sui nostri schermi a un anno e mezzo dalla sua uscita statunitense. Ritardo inspiegabile, visto un pubblico sempre assetato di questo genere, il forte impianto narrativo e l’eccellente cast di attori, tra nomi conosciuti e caratteristi stimati. Jim Caviezel (il Gesù di La passione di Cristo di Mel Gibson, Greg Kinnear (Little Miss Sunshine), Barry [...] Vai alla recensione »

Roberto Nepoti
La Repubblica

Cinque uomini si risvegliano all’interno di un grande padiglione industriale: chi ammanettato, chi ferito o contuso. L’inizio evoca il primo episodio di “Saw l’enigmista”; però la situazione è ancor più complessa. Ciascuno dei prigionieri - infatti - ignora non solo l’identità degli altri, ma anche la propria. Si scopre che sono vittime di un rapimento a scopo di riscatto.

Maurizio Cabona
Il Giornale

Una volta, i film americani a basso costo erano spesso girati in esterni e le trame erano logiche e chiare. Ora è l'opposto. Identità sospette (Unknown, Sconosciuti) di Simon Brand, è una prigionia collettiva, di sconosciuti, che si basa sull'essere senza un come e un perché; si può solo dedurre il quando, cioè ora, e il dove, cioè una fabbrica dismessa.

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