Azur e Asmar

Film 2006 | Animazione Film per tutti 99 min.

Regia di Michel Ocelot. Un film Da vedere 2006 con Cyril Mourali, Karim M'Riba, Hiam Abbass, Patrick Timsit, Rayan Mahjoub. Cast completo Titolo originale: Azur et Asmar. Genere Animazione - Francia, Belgio, Spagna, Italia, 2006, durata 99 minuti. Uscita cinema venerdì 10 novembre 2006Consigli per la visione di bambini e ragazzi: Film per tutti - MYmonetro 3,62 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento mercoledì 3 settembre 2014

Da un maestro del film d'animazione, una nuova favola educativa. In Italia al Box Office Azur e Asmar ha incassato 295 mila euro .

Azur e Asmar è disponibile a Noleggio e in Digital Download
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Consigliato assolutamente sì!
3,62/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 3,50
PUBBLICO 3,35
CONSIGLIATO SÌ
Un'operazione antiretorica di animazione degna dell'applauso.
Recensione di Marianna Cappi
mercoledì 18 ottobre 2006
Recensione di Marianna Cappi
mercoledì 18 ottobre 2006

Azur ha gli occhi azzurri, Asmar ce li ha neri come la notte. Il primo è figlio di un nobile gelido, il secondo di un'amorevole balia, che cresce i pargoli come fratelli, raccontando a entrambi, ogni sera, alle porte del sonno, la leggenda della fata dei Jinns, che attende, da una prigione nascosta, il giovane che la libererà. Ma un giorno il padre di Azur lo manda lontano da casa per studiare e scaccia dalla sua dimora francese la nutrice e il piccolo Asmar. Solo una volta adulto, Azur si imbarcherà in direzione dell'Oriente per ritrovare i suoi cari e liberare la fata dei Jinns.
Lo guida l'eco di una lingua a noi sconosciuta, di cui serba il ricordo infantile (l'arabo, volutamente non doppiato né sottotitolato) e lo scorta lo sgradevole Rospù, un mendicante brutto e bianco che sputa sulla terra che lo sta ospitando e che gli dà di che sopravvivere.
Prima ancora che un artista, Michel Ocelot è un incantatore, uno di quegli illusionisti capaci di magiche incongruità, come far uscire un animale da un oggetto vuoto o un film sul medioevo della civiltà islamica da un software 3D che più moderno non si può.
Con Azur e Asmar, spettacolo nel quale si mescolano suggestioni da "Mille e una notte", Ocelot mette in scena la vicenda di un'amicizia elettiva tra un principe azzurro e un esotico Aladino inserendola nello schema della fiaba, e con questo ci ricorda che la realtà è ben diversa. Però, come insegna l'esempio di Azur, un racconto leggendario può guidare una vita, basta crederci. Basta attraversare il mare che ci divide dall'ignoto e capire che la differenza non è un segno di sottrazione ma uno scrigno di pietre preziose.
Per illuminare i tanti sinonimi di Oriente e Occidente, il papà di "Kirikù" procede per contrari: una fiaba luccicante per raccontare la cecità del pregiudizio e l'ottusità della superstizione (occhi azzurri là, gatti neri di qua); un elenco di tutto quel che manca alla civiltà del mediterraneo per mettere in luce tutto quel che possiede. Un'operazione antiretorica degna dell'applauso.
In questo gioco di specchi e porte gemelle, a ognuno il turno di riflettersi e riflettere per capire se si è più Asmar o più Azur o più Rospù.
L'appello civile e morale non è alla tolleranza ma al riconoscere che -come in ogni fiaba che si rispetti- l'unione fa la forza. Ocelot vede nell'unione delle culture l'avvenire del mondo e lo comunica con il suo tratto ispirato tanto dai pittori fiamminghi che dalle miniature persiane e la sua tavolozza che mescola i colori di Francia con quelli della Turchia, dell'Andalusia e del Maghreb.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 9 maggio 2016
Newenter

Non serve la grafica 3d per raccontare una bella storia , poetica, delicata. avventurosa. Sì, senza discorsi moralisti Michael Ocelot ci mostra come due culture possano incontrarsi, non rinnunciando a ciò che si è, ma esprimendolo piuttosto al massimo ed aiutando gli altri a fare altrettanto (e infatti i due protagonisti dovranno affrontare la stessa sfida).

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Stefano Lusardi
Ciak

Sei anni di vita (tanto impiega l'autore a realizzare i suoi film) ben spesi. Perché Ocelot, vero poeta dell'animazione, si ispira alle atmosfere delle Mille e una notte, crea una sua personale mitologia (la fata dei Jinns) e zoologia fantastica (il Leone Scarlatto), mescola, nelle straordinarie scenografie, primitivi fiamminghi, costumi persiani, architetture turche.

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