| Anno | 2005 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Italia |
| Durata | 100 minuti |
| Regia di | Maurizio Sciarra |
| Attori | Giorgio Pasotti, Vanessa Incontrada, Arnoldo Foà, Andoni Gracia, Maria Schneider Magda Mercatali, Giorgia Ferrero, Roberto Infascelli (II), Marilyn Gallo, Timothy Martin, Stefano Patrizi. |
| Uscita | venerdì 17 novembre 2006 |
| MYmonetro | 2,27 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 4 dicembre 2017
Tratto dal famosissimo romanzo di Lev Tolstoi "Sonata a Kreutzer", narra le vicende che spingono un giovane uomo, Andrea, a uccidere sua moglie, Antonia, famosa pianista che abdicò alla propria carriera artistica per amore. In Italia al Box Office Quale amore ha incassato nelle prime 9 settimane di programmazione 599 mila euro e 216 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Un giovane della buona borghesia luganese, con incarichi nell'alta finanza, si innamora perdutamente di una bella pianista. La donna gli darà tre figli ma sarà all'origine di una crescente gelosia che si trasformerà in ossessione omicida. L'uomo racconterà la sua passione a uno sconosciuto, in attesa come lui in un aeroporto.
Maurizio Sciarra lascia gli estetismi raffinati de La stanza dello scirocco e il viaggio picaresco verso la caduta della dittatura portoghese di Alla rivoluzione sulla due cavalli per affrontare un testo letterario alto come "La Sonata a Kreutzer" di Lev Tolstoj.
Traspone la Russia del grande autore letterario nell'odierna svizzera delle banche e il doppio salto mortale (dalla letteratura al cinema e dal passato al presente) causa al film più di un'ammaccatura. Non certo sul piano estetico perché Sciarra è molto abile nel dare al suo film una temperatura visiva che mescoli passione e calcolo. È la sceneggiatura che spesso non è plausibile per frasi messe in bocca a personaggi che vivono nel secondo millennio e che sarebbero accettabili solo se pronunciate da soggetti in costume d'epoca. Pasotti e Incontrada si trovano così sulle spalle un carico troppo pesante da sostenere. Il che non accade a quella vecchia volpe di Arnoldo Foà, capace di adattare tutto con un sogghigno o un impercettibile mutamento di toni.
Quanto sopra non significa che il film non possa trovare una sua strada presso il grande pubblico. La raffinatezza formale unita a battute da feuilleton televisivo potrebbe dare i suoi frutti al botteghino. Resta comunque il dubbio di una scommessa vinta solo a metà. Non a tutti è dato il tocco che consente di rivitalizzare un testo del passato e soprattutto - forse Sciarra non lo ha tenuto presente - Tolstoj non è Shakespeare che tutto regge e sopporta in tema di trasposizioni.
Dalla Russia alla Svizzera, dalla nobiltà terriera all'alta finanza, dal 1889 al 2006. E dalla pagina, muta, al cinema, che di musica è invece impastato. Adattando (con Claudio Piersanti) La sonata a Kreutzer di Tolstoj, Maurizio Sciarra opera una serie di slittamenti significativi, come a dire che è cambiato tutto e non è cambiato nulla. Così la musica, che in Tolstoj veicolava passioni ineffabili [...] Vai alla recensione »