Io, Robot

Film 2004 | Fantascienza +13

Titolo originaleI, Robot
Anno2004
GenereFantascienza
ProduzioneUSA
Regia diAlex Proyas
AttoriWill Smith, Bridget Moynahan, Alan Tudyk, James Cromwell, Bruce Greenwood, Adrian Ricard Chi McBride, Jerry Wasserman, Shia LaBeouf, Fiona Hogan, Peter Shinkoda, Terry Chen, David Haysom, Scott Heindl, Sharon Wilkins, Craig March, Kyanna Cox, Darren Moore, Aaron Douglas, Shayla Dyson, Bobby Stewart (II), Nicola Crosbie, Emily Tennant.
Uscitavenerdì 22 ottobre 2004
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,44 su 55 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Alex Proyas. Un film con Will Smith, Bridget Moynahan, Alan Tudyk, James Cromwell, Bruce Greenwood, Adrian Ricard. Cast completo Titolo originale: I, Robot. Genere Fantascienza - USA, 2004, Uscita cinema venerdì 22 ottobre 2004Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,44 su 55 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Accompagnato all'uscita in America da critiche feroci ma graziato da ottimi incassi, il film di Proyas si propone come tassello piccolo ma significativo nella cinematografia robotica. Non rendendo la dovuta giustizia al libro di Asimov da cui è tratto. In Italia al Box Office Io, Robot ha incassato nelle prime 4 settimane di programmazione 4,4 milioni di euro e 1,6 milioni di euro nel primo weekend.

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Consigliato nì!
2,44/5
MYMOVIES 2,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO 2,66
CONSIGLIATO NÌ
Action movie fantascientifico e spettacolare.
Recensione di Andrea Chirichelli
Recensione di Andrea Chirichelli

Accompagnato all'uscita in america da critiche feroci ma graziato da ottimi incassi, il film di Proyas, a dispetto di pregiudizi e valutazioni frettolose, si propone come tassello piccolo ma significativo nella cinematografia robotica, dimostra di essere un film dotato un una certa fantasia nella messa in scena e meno caotico e baraccone di quanto potrebbe sembrare ad una prima fugace occhiata.
Molti temi importanti purtroppo, vengono appena accennati: che ne sarà della forza lavoro operante nei settori ad alto tasso di rischio o fatica una volta che la stessa sarà sostituita da macchine? Cosa potrebbe succedere se le macchine acquistassero autocoscienza? Fino a che punto può e deve spingersi l'innovazione tecnologica? La sceneggiatura di Vintar (responsabile di Final Fantasy: The Spirits Within, cosa che di certo non depone a suo favore) riesce a mixare in maniera abbastanza convincente i diversi registri, ponendo il film a metà tra classici action movie tutta forma e poca sostanza come Terminator e sequel e pellicole di spessore contenutistico maggiore come il misconosciuto L'uomo bicentenario. Gli effetti speciali, curati dalla Weta, assurta agli onori della cronaca per lo splendido lavoro fatto con la trilogia dell'Anello, sono curati e spettacolari anche se in alcune scene (per esempio quella che vede la ricerca da parte di Smith del robot senziente tra file e file di suoi comprimari "normali"), si nota un po' troppo l'uso di computer grafica con conseguenze visibili anche ad occhi non particolarmente esperti. Eccellente invece l'animazione facciale di Sonny, robotico co-protagonista, drammaticamente più espressivo dei suoi compagni in carne ed ossa.
Sicuramente si poteva fare di meglio e magari, con un altro sceneggiatore e regista, il film avrebbe potuto diventare un caposaldo della fantascienza moderna (ma, in fondo quanti film possono definirsi tali?), ma, tutto sommato, per una serata di puro disimpegno, I, robot, resta una scelta valida.

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FANTAFILM
Cento anni di cinema di fantascienza

Anno 2035. Le macchine condividono il pianeta con gli esseri umani, ed hanno liberato gli uomini dal peso dei lavori più scomodi o troppo faticosi da sopportare. Milioni di robot tuttofare li svolgono ormai al posto loro, eseguendoli con diligenza e precisione. L'opinione pubblica ha accettato con assoluta fiducia questi servizievoli ed inoffensivi simulacri dell'uomo, ma Del Spooner, poliziotto nero di Chicago, ha i suoi motivi per guardare con invincibile sospetto ai perfettissimi, infaticabili, obbedienti servitori meccanici che la US Robotics continua ad immettere massicciamente sul mercato. Chiamato a far luce sulla inspiegabile morte del dottor Alfred Lanning, geniale creatore dell'impero della US Robotics, il poliziotto vede confermati i suoi sospetti quando subisce più di un attentato orchestrato da robot di ultima generazione, che nei suoi riguardi non sembrano vincolati dalle Tre Leggi. Affiancato dalla giovane e scettica dottoressa Susan Calvin, Spooner prosegue testardamente le sue indagini e finisce per imbattersi in un incredibile e colossale complotto che minaccia le radici dell'intera società.
Storicamente le opere di Isaac Asimov non hanno mai goduto di eccessiva fortuna quando sono state portate sullo schermo. Questa volta la produzione è di qualità, dalla regia di Proyas (Dark City) all'interessante vicenda ricca di azione e di suspence, alla eccezionale perfezione degli effetti speciali (curati tra gli altri dagli specialisti della Weta, la factory neozelandese appositamente creata da Peter Jackson per la sua trilogia del Signore degli anelli). Le indiscutibili tre leggi della robotica fanno bella mostra di sè già nei titoli di testa, e tra i protagonisti riconosciamo la giovane robopsicologa Susan Calvin ed il dottor Lanning, due dei personaggi fondamentali del ciclo dei robot. E tuttavia, fatti salvi i meriti di una produzione di indubbio pregio, questi non sono i robot di Asimov. Il pragmatico Buon Dottore ha sempre disegnato i suoi uomini meccanici, quale che fosse il livello di efficienza del loro cervello positronico, come singoli individui, "...mai e poi mai capaci di rivoltarsi contro il loro creatore...", come scrive lui stesso nella prefazione al suo Secondo libro dei robot. La concezione dell'alveare, in cui tutte le macchine obbediscono ad una singola volontà, super raziocinante ancorchè artificiale, ed il complesso di Frankenstein, e cioè il timore che quella volontà sia in grado, anche senza violarli, di scavalcare con la logica deduttiva i limiti imposti dalle Tre Leggi, appartengono più agli Umanoidi di Jack Williamson che ai robot asimoviani e, pur senza ridimensionarlo, un poco discostano dall'opera più famosa di Asimov un film invece dichiaratamente ispirato ad essa. Grande spot per il marchio Audi, la magnifica auto futuribile di Spooner.©

IO, ROBOT
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 4 aprile 2011
quadqwsky

"Asimov resusciterà e vi ucciderà tutti". Questo è ciò che dice un fugace robot in una scena del film appena prima di scappare. Chi era? Chi lo manda? Cosa voleva dire? Che centra con la storia quel robot? Tutte domande plausibili se la scena esistesse davvero. Ma gli sceneggiatori hanno letto qualcosa del Ciclo dei Robot -oltre ai nomi dei personaggi, i quali sono stranamente attinenti con i libri- [...] Vai alla recensione »

venerdì 18 settembre 2015
Portiere Volante

Sufficiente thriller robotico. L'azione e' abbastanza coinvolgente e graficamente c'è poco da obiettare,considerato che e' un film di qualche anno fa. Certo sulla trama si poteva fare qualcosa in più, visto che fino dai primi momenti si percepisce che il multimiliardario e' una persona poco "trasparente".

lunedì 5 novembre 2012
ultimoboyscout

Ispirato a una serie di racconti di Asimov, in particolare a "Iniziativa personale", narra di un futuro nemmeno troppo lontano in cui i robot convivono con gli umani rispettando le tre Leggi della robotica. Qualcuno però ha idee differenti e non è contento dello status quo. Il detective Spooner, interpretato da un convincentissimo e istrionico Will Smith, chiamato a indagare [...] Vai alla recensione »

giovedì 18 agosto 2011
Disincantato83

Un film spaccone e distorto. Non che ci si possa aspettare qualcosa di diverso da un film con protagonista Will Smith. L'ho visto soltanto per poter raffrontarlo con il libro, sapendo già a cosa andavo incontro: sicché non mi posso neppure definire "deluso". La delusione presuppone che ci siano state delle aspettative.

domenica 7 giugno 2009
il critico

Il film di Alex Proyas si presenta un buon film thriller con un Will Smith in forma,io non direi solo azione c'è anche un thriller perchè tu non sai chi è l'assassino/a e chi controlla i robot, bei gli effetti, un buon cast per un bel film

mercoledì 5 maggio 2010
coolananas99

Io robot è stato un film emozionante pieno di azione e fantascienza, per gli appassiona ti di Asimov è perfetto come film però gli effetti speciali non erano ungranchè ma in alcuni punti era perfetto

mercoledì 5 maggio 2010
coolananas99

Anno 2035, Chicago. I robot ormai sono diventati un articolo domestico come un altro, alla portata di tutti ed in tutte le case, ed il mondo aspetta l'arrivo sul mercato dei nuovissimi NS-5, generazione prodotta dalla U.S. Robotics, azienda leader nella robotica. Mentre tutti impazziscono per questi aiutanti meccanici, il detective Del Spooner (Will Smith) non si fida troppo dei nuovi, [...] Vai alla recensione »

mercoledì 4 marzo 2015
zero99

Questo film mi è sempre piaciuto, solo che con l'andare del tempo ha perso un pò di colpi. Non l'ho mai visto come un capolavoro, ma noto che è un film per una serata leggera e basta. Non è un brutto film, continua a piacermi, ma non come le prime volte che lo vedevo. Gli effetti speciali sono molto buoni, la storia è interessante ma scritta e diretta in modo [...] Vai alla recensione »

venerdì 24 agosto 2012
4ng3l

Il film dà tutto, ben calibrato ed interessante il dilemma morale rafforzato da un passato burrascoso da parte di Del. Fortissimo e da grand'effetto il braccio meccanico e le lotte tra Del e i robot. Entra nell'olimpo dei film d'azione e resta molto ben impresso dopo l'esaltante visione.

sabato 15 giugno 2013
asrdrubale03

bello ^_^

domenica 15 gennaio 2012
massimo

I, Robot è decisamente un film mediocre, fatto nel senso più brutto del termine "solo per il grande pubblico". A parte gli effetti speciali spettacolari il film è basato su una sceneggiatura e dialoghi tra i personaggi di una superficialità quasi imbarazzante.

sabato 27 novembre 2010
the man of steel

Un ottimo will smith, un ottimo uso di effetti speciali, un ottima storia, un ottima morale e ottime scene d'azione. Senza essere un capolavoro, il film di Proyas si stacca dai canoni del fanta-action e sprizza energia da ogni fotogramma anche solo con il grandissimo will smith.

Frasi
Beh sa com'è: le leggi sono fatte per essere infrante.
Una frase di Il detective Del Spooner (Will Smith)
dal film Io, Robot - a cura di Angiefan n°1
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Antonello Catacchio
Il Manifesto

Anno 2035. Il detective Spooner non ama i robot. Che pure impazzano al servizio dell'umanità, ossequiosi alle leggi con cui vengono programmati. Così, quando lo scienziato massimo artefice degli androidi vola dall'alto lanciandogli un messaggio, comincia a indagare. E’convinto, contro ogni regola, che ci sia un robot troppo umanizzato, quindi capace di sentimenti e potenzialmente criminale.

Franco Montini
La Repubblica

Anno 2035, un futuro ormai prossimo. Oltre che dagli uomini, la Terra è popolata anche da milioni di robot, asserviti alla razza umana, per la quale svolgono tutta una serie di umili ed utili lavori. Tutto è regolato dalla tre leggi della robotica che prevedono: che un robot non possa nuocere ad un essere umano, né lasciarlo senza assistenza in caso di pericolo; che obbedisca agli ordini dell’uomo, [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Dopo una così lunga assenza tornano i robot, ma quanto sono cambiati: in «Io, robot» di Alex Proyas non sono più goffi irresistibili cilindri metallici come Robby del «Pianeta proibito», né creature massicce e corazzate come il cyborg di «Robocop», nè androidi racchiusi in involucro umano come «Terminator». Sono esseri snelli come un ragazzo o una ragazza, con la vita sottile, le spalle larghe, le [...] Vai alla recensione »

Roberto Nepoti
La Repubblica

Ispirato al "Ciclo dei Robot" di Isaac Asimov (senza esserne un vero adattamento), un altro film di science-fiction al servizio di Will Smith, in uno dei suoi ruoli di eroe liberatore dalle grosse braccia. Nel 2035 i robot si sono integrati nella vita quotidiana, conquistandosi la fiducia di tutti; meglio, di quasi tutti: perché il detective Del Spooner è persuaso che costituiscano un pericolo.

Valentina Martelli
Avvenire

Nell’anno 2035 i robot sono gli elettrodomestici più venduti. Fanno da assistenti e da operai, da camerieri e da guardie del corpo. Portano i cani a passeggio e fuori la spazzatura. Ce n’è uno in ogni casa. Sono attendibili, sicuri e persino poco costosi. Hanno la piena fiducia di tutti. O meglio: di tutti, tranne di un poliziotto un po’ paranoide, Del Spoöner (Will Smith), convinto che uno di questi [...] Vai alla recensione »

Valerio Caprara
Il Mattino

Chicago, 2035. I robot (ce n'è uno ogni cinque esseri umani) sono parte stabile della vita quotidiana, ideali per ogni forma di sussidio domestico. Però, come accade oggi in occidente con gli extracomunitari, la comoda integrazione può includere anomalie e misfatti: quando, alla vigilia del lancio dell'ultimo modello da parte della multinazionale Us Robotics, lo scienziato progettista viene trovato [...] Vai alla recensione »

Silvana Silvestri
Il Manifesto

Ispirato al romanzo di Isaac Asimov del 1950, dal regista del Corvo. Nellanno 2035 i robot fanno ormai parte della vita quotidiana e sono meccanismi di cui ci si può fidare completamente, obbedienti alle leggi della robotica secondo cui deve obbedire agli umani e servirlo in tutto. Il detective Del Spooner (Will Smith) che detesta la tecnologia è chiamato a investigare sulla morte del dottor Miles [...] Vai alla recensione »

Marco Giovannini
Panorama

Li chiama con disprezzo «lattine» e scatolette». Il detective della omicidi Dell Spooner è un passatista: calza ancora le All Star Converse che ormai si comprano solo nei negozi vintage e ama fare tutto manualmente: guidare la macchina (o addirittura la moto, considerata un mezzo superato) e perfino accendere lo stereo, senza usare il comando vocale.

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Che cos’è un volto umano? Cosa siamo disposti a riconoscere come nostro simile? Quando è che una superficie organizzata cessa di essere una semplice facciata per divenire una faccia, capace di esprimere e recepire sentimenti complessi? In altre parole: cosa distingue l’automa antropomorfo visto in centinaia di film e fumetti dal robot così perfetto da esser quasi umano, la macchina dalla creatura in [...] Vai alla recensione »

Francesco Bolzoni
Avvenire

Per fortuna non ci sono ancora in giro robot. Stanno costruendoli in Giappone, soprattutto giocattoli per bambini. E, all'anteprima della 20th Century Fox del film Io, robot, hanno mostrato un prototipo di una serie di domestici meccanici che fra cinquant'anni dovrebbero essere in tutte le case (occidentali, si presuppone). Per adesso solo nella fantascienza, letteraria e cinematografica, impazzano [...] Vai alla recensione »

Silvia Kramar
Il Giornale

Sono passati quasi ottant’anni dal giorno in cui, in Germania, era uscito il film muto Metropolis. Che per primo aveva prospettato l’arrivo, sul grande schermo, del peggiore nemico dell’uomo: il robot. Nel copione tedesco una donna di nome Maria veniva rimpiazzata da un automa che la sostituiva alla perfezione. La donna androide non si lamentava mai - nemmeno di fronte a ovvie proposte sessuali -e [...] Vai alla recensione »

Dario Zonta
L'Unità

Il titolo dei film di Alex Proyas Io, Robot riporta in auge una parola, robot, ormai consueta negli studi e applicazioni della moderna scienza robotica, ma desueta per l’immaginario collettivo e quello dell’attuale letteratura di genere. Il termine ha più di ottant’anni: fu coniato nel 1920 dallo scrittore ceco Karel Capek per il dramma teatrale RUR.

Leonardo Jattarelli
Il Messaggero

Io, Robot . Kolossal d’effetto speciale, film di “confini”. E sì, perchè il grande merito, nel bene e nel male, della pellicola di Alex Proyas con Will Smith e Bridget Moynahan che vedremo nelle sale dal 22, al di là dei contenuti e della potenza d’impatto con immagini stupefacenti partorite da una computer graphic sempre più sofisticata, è quello di metterci di fronte a linee di demarcazione: etiche, [...] Vai alla recensione »

Antonio Angeli
Il Tempo

Hollywood sforna l’ennesimo kolossal di fantascienza che batte tutti i record d’incassi. Ma «Io, robot», girato senza badare a spese e con una profusione impressionante di effetti speciali, uscito qualche giorno fa nelle sale Usa, ha fatto storcere il naso ai cultori della letteratura del futuro. Il film è tratto, un po’ troppo liberamente e questa è la prima critica, da uno dei più famosi libri del [...] Vai alla recensione »

Enrico Magrelli
Film TV

Un film come lo, Robot di Alex Proyas (Dark City, II corvo) ambientato nella Chicago del 2035 e interpretato da Will Smith, quintessenza del divo cool per adolescenti di fatto e per adolescenti ripetenti, nella parte del detective Del Spooner, sospettoso sulla convivenza, apparentemente realizzata e priva di tensioni, tra umani e prodotti della robotica e indifferente ai rovelli della roboetica, si [...] Vai alla recensione »

Luca Barnabé
Ciak

Alex Proyas e il suo mondo dei robot. Ovvero: dimenticate il geniale e ultragotico Il corto e le atmosfere angosciose di Dark City, ispirate a Philip K. Dick (Tempo fuori luogo, ed. Sellerio). Aggiungete che Io, robot non è nemmeno tratto realmente da Isaac Asimov, nasce da un soggetto di Jeff Vlntar, intitolato Hardwired, poi qualcuno alla Fox si è accorto che assomigliava maledettamente al racconto [...] Vai alla recensione »

NEWS
CELEBRITIES
martedì 17 febbraio 2009
Stefano Cocci

Ragazzo fortunato Shia Labeouf dovrebbe utilizzare come suoneria del proprio telefonino "Ragazzo fortunato" di Jovanotti. Nessun altro come lui può dire di essere stato baciato dalla fortuna e di aver potuto, film dopo film, conquistarsi uno spazio [...]

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