| Titolo originale | Cold Case |
| Anno | 2003 |
| Genere | Poliziesco |
| Produzione | USA |
| Attori | Kathryn Morris, John Finn, Danny Pino, Jeremy Ratchford, Thom Barry, Tracie Thoms Nicki Aycox, Susan Chuang, Jonathan LaPaglia. |
| MYmonetro |
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Ultimo aggiornamento lunedì 21 novembre 2011
Un gruppo di investigatori riprende in mano vecchi casi irrisolti.
Passaggio in TV
giovedì 26 marzo 2026 ore 8,05 su TOPCRIME
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CONSIGLIATO N.D.
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Tu chiamali se vuoi “cold case”, “casi freddi”: sono quelli che giacciono negli archivi da anni senza un colpevole e che, rispolverati a distanza di tempo, sotto una nuova e più distaccata prospettiva, aprono inedite strade investigative. Come recita lo slogan di lancio della serie: “La speranza sopravvive perché la verità non muore mai”. Più che una detective, Lily Rush (Kathryn Morris) è una “sommelier” del brivido: lascia decantare gli omicidi per anni o decenni, ne annusa il sapore e gli aromi sedimentati, ne ricostruisce la cornice storica e la provenienza, infine li serve in tavola con il colpevole a temperatura ambiente. Come in tutti i telefilm di Bruckheimer, è il tempo che scandisce il ritmo delle indagini e delle sceneggiature: nel filone di C.S.I. bisogna fare in fretta perché le tracce lasciate sul luogo del crimine possono dissolversi rapidamente; in Senza traccia (2002) dopo appena 48 ore la persona scomparsa può essere considerata svanita per sempre; qui sono i frequenti pingpong temporali e le accurate ricostruzioni storiche e sociali a procedere di pari passo con le indagini a ritroso, per di più supportate da tecniche scientifiche che all’epoca degli omicidi erano di là da venire. La nostra assurge perciò al ruolo di “investigatrice del flashback”, a una sorta di detective “in retromarcia”. Al fianco della Rush, unica donna della Squadra Omicidi di Philadelphia: il tenente John Stillman (John Finn), per Lily più figura paterna che superiore; il partner di indagini Scott Valens (Danny Pino), in scena dal settimo episodio; il detective Nick Vera (Jeremy Ratchford), il duro di turno pronto a torchiare un testimone reticente o un assassino che si rifiuta di confessare; il saggio Will Jeffries (Thom Barry), la memoria storica del dipartimento, capace di ricordare ogni singolo dettaglio dei casi affrontati. Rivangare nel passato a distanza di anni può talvolta riaccendere la follia omicida di serial killer che speravano di averla fatta franca: scatta quindi l’indagine parallela per scoprire e proteggere eventuali testimoni che avevano taciuto la verità. Di notevole impatto risulta la colonna sonora, condita dei brani originali dell’anno in cui sono stati commessi gli omicidi: e così, se l’assasssinio è avvenuto nel 1971, si ascolta “Have You Ever Seen The Rain” dei Creedence Clearwater Revival; nel 1976 tocca a “More Than A Feeling” dei Boston, seguito da “Dancing Queen” degli Abba e da “Last Dance” di Donna Summer; nel 1981 si alternano “Urgent” dei Foreigner e “Bette Davis Eyes” di Kim Carnes; nel 1983 è la volta di “Owner Of A Lonely Heart” degli Yes, di “True” degli Spandau Ballet, di “Total Eclipse Of The Heart” di Bonnie Tyler; nel 1984 si riconoscono le note di “Hold Me Now” dei Thompson Twins, e così via... La serie, che si è aggiudicata 2 ASCAP Awards, è ideata da Meredith Stiehm, la quale firma altresì da produttore esecutivo in compagnia di Jerry Bruckheimer, Jonathan Littman, Shaun Cassidy. Il tema musicale, “Nara”, è composto da E.S. Posthumus, affiancato per la restante colonna sonora da Michael A. Levine. Emilio Estevez dirige la sesta e la quindicesima puntata del secondo ciclo. Gli episodi sono stati girati tra Philadelphia e Los Angeles. Non sono in pochi coloro che hanno notato più di un’analogia con il serial canadese Cold Squad (1998), in cui gli scaffali dei casi insoluti venivano riaperti a Vancouver, città “cold” per eccellenza.
che dire, crimini irrisolti è un film di action da vedere dico da vedere proprio quei film da non lasciare perdere, come quando un mezzo paese parla di un cavaliere... e delle sue mascalzonate per prendergli il posto, poi facendo peggio le stesse cose, non ne parlano nel momento che sarebbe utile...e perchè, forse per non rendersi conto di essere così.