Solaris

Film 2002 | Fantascienza, 98 min.

Regia di Steven Soderbergh. Un film con George Clooney, Natacha McEhone, Jeremy Davies, Ulrich Tukur, Natascha McElhone, Viola Davis. Cast completo Genere Fantascienza, - USA, 2002, durata 98 minuti. Uscita cinema venerdì 28 marzo 2003 distribuito da 20th Century Fox Italia. - MYmonetro 2,84 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ispirato allo stesso libro da cui Tarkovski trasse il suo grande film, questo remake è la prova definitiva che Soderbergh non riesce più a sperimentare negli stretti ambiti della standardizzazione americana. Al Box Office Usa Solaris ha incassato nelle prime 10 settimane di programmazione 15 milioni di dollari e 9,4 milioni di dollari nel primo weekend.

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Consigliato sì!
2,84/5
MYMOVIES 2,75
CRITICA N.D.
PUBBLICO 2,50
CONSIGLIATO NÌ
Un interessante remake di Tarkovskij ad opera del cerebrale Soderbergh.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

Un astronauta riceve un messaggio dalla piattaforma che ruota intorno al pianeta Solaris. Stanno accadendo cose inspiegabili. Si decide di inviarlo in missione. Trova così che a bordo ci sono state morti violente ma, soprattutto, che il pianeta ha la forza di materializzare l'inconscio degli umani facendo comparire le persone che vivono nella loro mente. Ricompare cosi'la moglie e per lui sarà sempre più difficile liberarsi dalla sua presenza che sa essere non umana. Ispirato allo stesso libro da cui Andrei Tarkovski trasse materia per il suo grande film questo remake è la prova definitiva che Steven Soderbergh non riesce più a sperimentare negli stretti ambiti della standardizzazione americana ma ha bisogno di altri respiri tematici e visivi. Ecco allora che confeziona un film troppo cerebrale per il pubblico americano anche se 'spinto' da una star del calibro di Clooney. Ma fa di più: si libera dalla presenza del regista russo (omaggiandolo con la presenza della pioggia che nell'originale era simbolica e qui a volte sembra di occasione) costruendo un finale nettamente divergente dal suo (con qualche accenno anche a Blade Runner) e puntando la sua attenzione sul rapporto di coppia più che sulle ossessioni del collettivo di astronauti. Questo dà nuova linfa alla vicenda e può costituire un'interessante riflessione sulle strategie dei remake.

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La sceneggiatura di S. Soderbergh segue, negli sviluppi del plot, quella di A. Tarkovskij con una significativa variante: si concentra subito sul rapporto affettivo tra lo psicologo Chris Kelvin e la moglie suicida, eliminando quello con il padre, fondamentale all'inizio e alla fine del film sovietico. Diversa è anche la gestione dei "visitatori" nella stazione orbitante Prometheus. Trama a parte, Soderbergh si discosta radicalmente da Tarkovskij e ancor più dal romanzo di Stanislaw Lem, che normalizza e depotenzia. Sulla scia di Spielberg, punta sul tema della copia e del falso e sull'ambiguità dei segni filmici, prediligendo i piani soggettivi e le immagini mentali. Colloca la sua "lettura" di Lem/Tarkovskij nel contesto linguistico-retorico del cinema hollywoodiano e del genere fantascientifico invece di interpretarlo e di reinventarlo.

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Solaris è uno straordinario pianeta totalmente avvolto in un manto di luce pulsante, che gli uomini studiano da una grande stazione spaziale orbitante attorno ad esso. Da Gibarian, uno degli scienziati là inviati giunge a Kelvin (Clooney) sulla Terra un ambiguo ma pressante invito a raggiungerlo. Kelvin, che non riesce a riprendersi dalla perdita di Rheya (McElhone), la sua compagna che si è tolta la vita nel timore di essere stata abbandonata da lui dopo un futile litigio, accetta. Ma quando giunge sulla stazione Gibarian è morto, e non è il solo, e Kelvin non riesce a ricostruire dai confusi racconti dei due soli superstiti un quadro chiaro dell'accaduto. Nella stazione aleggia una atmosfera irreale, ovunque sono sparse tracce sanguinose, ed un impossibile bambino corre, irraggiungibile, per i corridoi deserti. E poi, al suo risveglio, Kelvin si trova accanto Rheya, affascinante e innamorata come sempre. Neanche catapultandola fuori della stazione Kelvin riesce a liberarsi dell'incubo: il giorno dopo Rheya riappare di nuovo accanto a lui. Vedendo che ormai condivide le loro angosce, gli altri provano a fornire qualche spiegazione. E' da Solaris che provengono questi simulacri indistruttibili, dal pianeta sottostante che probabilmente ospita - o è esso stesso - una entità senziente aliena e totalmente estranea, che forse tenta una inconcepibile comunicazione con gli uomini materializzandone i pensieri più segreti. E come gli altri Kelvin si perde nel proprio sogno - o incubo - personale, nel quale realtà, illusione, ricordi e desideri inestricabilmente si mescolano e si confondono, di fronte all'opportunità di riparazione e di liberazione che gli viene offerta. Mentre Solaris cresce e si gonfia per inglobare la stazione nelle sue spire sognanti, una navicella corre verso la Terra: ma chi è fuggito, e chi invece è rimasto?
Come accade sovente alle pellicole "difficili", Solaris non è stato premiato dal pubblico. Il remake dell'omonimo film di Tarkowskij (Solaris, 1972) è tuttavia un film pregevole, realizzato con cura e sostanziale rispetto del famoso testo di Lem dal quale è tratto. La narrazione di Soderbergh, che oltre alla regia ha curato anche la sceneggiatura, si fa via via più pensosa ed estraniante, man mano che aggiunge e sovrappone in sempre più frequenti flasback i ricordi ed i sogni dell'attonito protagonista: perchè - ci dice - alla fine di tutto "ciò che conta non è cercare delle risposte, ma fare delle scelte". Perfetta Natascha McElhone (The Truman Show) nel doppio ruolo di Rheya (anagramma della Harey del romanzo) e del suo simulacro, tormentato dalla consapevolezza di non essere la vera Rheya, della quale purtuttavia conserva ogni ricordo ed ogni emozione, compresa la pulsione suicida. Tra gli altri (pochi) interpreti va annotata, in una breve apparizione, Elpidia Carrillo (Predator).©

SOLARIS
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 24 settembre 2010
Kalamin

Primo equivoco: questo film non è un remake (penso che solo chi abbia visto il film del 1972 possa capire quanto è antipatico questo equivoco). Secondo equivoco: questo film, come e più dell'altro di Tarkovsky, è solo lontanamente ispirato dal libro omonimo (anche qui, solo chi ha letto il libro di Lem può capire questa relazione).

martedì 27 settembre 2016
Andrea Alesci

“Noi non vogliamo altri mondi. Vogliamo degli specchi”, dice il dottor Gibarian (Ulrich Tukur) in una registrazione video. Siamo su un’astronave che gravita nell’orbita di Solaris, un pianeta apparentemente in grado di leggere le menti delle persone, con un equipaggio decimato dalla misteriosa situazione venuta a crearsi e che proprio Gibarian ha voluto districare chiamando a risolverla il vecchio [...] Vai alla recensione »

venerdì 12 maggio 2017
ARISTOTELES

Ci sono indubbiamente degli elementi interessanti. L'ambientazione  di ottima fattura,l'atmosfera cupa al punto giusto,una profonda storia d'amore e dialoghi spesso forbiti. Aggiungerei che non è il solito film di fantascienza pieno di battaglie intergalattiche e che il finale non mi è dispiaciuto affatto. Purtroppo, con rammarico,non si può certo affermare [...] Vai alla recensione »

giovedì 30 luglio 2020
giulio andreetta

Un film che sicuramente non ha le ambizioni artistiche della prima versione, quella del capolavoro di Andrej Tarkovskij, e purtuttavia riesce nel difficile compito di presentare un rifacimento che non annoia, e che, anche in virtù della sua brevità rispetto all'originale, riesce a mantenere più o meno viva la tensione dello spettatore.

venerdì 25 ottobre 2013
aldolg

Remake del precedente Solaris del 1972 ne paga qualcosa in termini di paragone. Ma l'omonimo romanzo da cui è tratto è talmente intrigante che qualche piccola variazione sul tema si perdona. E' una fantascienza che lascia il segno e pone dubbi. La facilità di lettura del remake è positiva e questa è una novità da non sottovalutare.

giovedì 12 novembre 2015
Devius

Un film che pare promettere molto bene nei primi 15 minuti per poi lasciare cadere inesorabilmente qualsiasi speranza nei successivi settantacinque. Questo film dovrebbe in primo luogo essere classificato tra i drammatici o romantici, non di certo tra i fantascientifici, dato che di fantascientifico c'è solo il flop. L'ambientazione futuristica è solo uno sfondo, non lasciatevi [...] Vai alla recensione »

sabato 30 luglio 2016
ARISTOTELES

Solaris: il pianeta dei sogni o meglio degli incubi. Di fantascientifico non c'e moltissimo,piuttosto il nucleo del film si concentra su una storia d'amore spezzata nella vita reale. George e Natasha offrono una buona prova,purtroppo i dialoghi sono lentessimi,melensi e struggenti fino all'inverosimile e stancano abbastanza velocemente.

mercoledì 29 aprile 2009
atticus

Non c'è lotta con il Solaris sovietico, ma questa rilettura di Soderbergh non dispiace, se non altro per la suggestiva messa in scena che riesce a creare. Si arriva alla fine senza aver colto nel segno, ma non merita la bacciatura. Interpretazioni di livello (splendida la McElhone, misurato Clooney, in un paio di scene anche sorprendentemente nudo!)

giovedì 20 febbraio 2020
Wathan

Di solito sono restio alla visione di certi remake, ma spinto dalla curiosità ho trasgredito ai miei principi. Il risultato però è stato più che soddisfacente, mi sono ritrovato fra le mani un buon film che merita di essere analizzato con attenzione. Il finale si differenziata dal film originale russo, questo gioca un punto a favore alla pellicola americana.

giovedì 19 luglio 2018
Alessandro17

Film noioso, interminable  cerebrale ... Non sono riuscito a guardarlo tutto senza saltare. Per chi come me è abituato alla fantascienza classica, dal Pianeta Proibito a tutte le serie e i film di Star Trek, questo film è proprio inguardabile. Per fortuna lo avevo come parte del mio abbonamento Netflix 

mercoledì 24 giugno 2009
Spalla

Non ho visto il film di Tarkovski, quindi giudichèrò "Solaris" indipendentemente da questo. A dire la verità, mi aspettavo di meglio. L'idea di base di questo film è originale ma non troppo. Abbiamo già visto temi simili in "Blade Runner" e "Sfera". Ma soprattutto, malgrado la regia e le ambientazioni raffinate, questo film proprio non decolla. La storia è troppo lenta e noiosa, senza nessun guizzo. [...] Vai alla recensione »

mercoledì 23 aprile 2014
kondor17

Premetto una cosa: ho letto il libro di Lem e visto il film di Tarkovskij più di trent'anni fa. Un paragone col film russo è oggi improponibile, anche se sembra che lo scrittore polacco, spentosi nel 2006 ad 85 anni, abbia apprezzato più il secondo film del primo, in quanto meglio ha reso il significato intimo del libro.

venerdì 28 ottobre 2011
lacice

Film lento, per quanto sia apprezzabile come rifacimento.Non lo riguarderei. Se non fosse così lento l'avrei di certo apprezzato.

venerdì 18 giugno 2010
paride86

Remake forse un po' troppo bistrattato - ma capita sempre così quando si vanno a toccare i film di grandi registi - di un film di Andrei Tarkovskij. Sodenbergh, che pure ha fama di regista cerebrale, spinge il pedale dei sentimenti e snellisce la struttura narrativa della storia che, però, nonostante la breve durata, mi annoiato tanto quanto l'originale.

lunedì 22 marzo 2010
boken

Ho visto il film di Tarkosky molti anni fa e ne ho un vago ricordo, non posso, quindi, fare confronti, in attesa di rivederlo. Devo dire, comunque che questo film di Soderberg non mi dispiace. Mi ha colpito, soprattutto il tema della morte e dell'immortalità evocato dalla poesia di Dylan Thomas. Il film propone il ritrovarsi, oltre la morte, all'interno di una coppia, di un amore infinito che sfida [...] Vai alla recensione »

martedì 16 giugno 2009
Fluturnenia

Prima cosa nn è "quasi un thriller" cm qualcuno sostiene. Se così fosse anche "ET" e "I Goonies" sarebbero films ad alta tensione. Secondariamente gli effetti speciali dell'originale sn inesistenti, altro che superiori a questo remake ridicolo, cm detto da alcuni detrattori a tempo perso. Credo che restare ancorati al passato negando, denigrando e disprezzando qualsiasi tentativo di riproporre tematiche [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Nepoti
La Repubblica

Tre decenni separano il Solaris di Soderbergh dal classico di Tarkovsky, ispirati entrambi al libro di Stanislaw Lem del 1961 oggi ripubblicato da Mondadori (con Clooney e inquadratura del film in copertina, visto che ormai è inevitabile consuetudine ridurre la letteratura ad appendice cinematografica). Sono trent'anni, ma sembrano anni luce. La cui rotta traccia il viaggio della fantascienza dal metafisico [...] Vai alla recensione »

Paolo Boschi
Scanner

In principio era Solaris, terza pellicola diretta da Andrej Tarkovskij nel lontano 1971, traslazione sul grande schermo dell'omonimo romanzo di Stanislaw Lem, un film presentato come la risposta sovietica a 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick ma ‘massacrato' nell'edizione italiana da una mutilazione di oltre trenta minuti. Il remake firmato da Steven Soderbergh nulla toglie all'originale [...] Vai alla recensione »

Emanuela Martini
Film TV

Quando ho visto Solaris di Soderbergh, non l’ho trovato particolarmente disdicevole. Certo, un oo’ statico (come il suo protagonista George Clooney, al quale non si addice troppo un ruolo silenzioso, pensieroso e tormentato), un po’ lento (nonostante i contenuti 99 minuti), un po’ datato nell’assunto, fermo a quegli anni 60 che videro la nascita del libro di Stanislaw Lem e del film omonimo di Andrej [...] Vai alla recensione »

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