| Titolo originale | Far from Heaven |
| Anno | 2002 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | USA, Francia |
| Durata | 107 minuti |
| Regia di | Todd Haynes |
| Attori | Julianne Moore, Dennis Quaid, Patricia Clarkson, Dennis Haysbert, James Rebhorn Viola Davis, Bette Henritze, Michael Gaston, Ryan Ward, Lindsay Andretta, Jordan Puryear, Kyle Timothy Smith, Celia Weston, Barbara Garrick, Olivia Birkelund, June Squibb. |
| Tag | Da vedere 2002 |
| MYmonetro | 3,89 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 17 marzo 2016
La famiglia Whitaker è una delle più in vista delle città. Tuttavia, sia il marito Frank che la moglie Cathy nascondono dei segreti inconfessabili. Il film ha ottenuto 3 candidature a Premi Oscar, Il film è stato premiato a Venezia, 3 candidature a Golden Globes, 2 candidature a SAG Awards, Al Box Office Usa Lontano dal paradiso ha incassato 15,9 milioni di dollari .
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ASSOLUTAMENTE SÌ
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E' l'autunno del 1957, ad Hartford, Connecticut. La famiglia Whitaker è una delle più in vista delle città: il marito Frank è il capo di un'azienda che fabbrica televisori, la moglie Cathy è una perfetta casalinga, i due figli sono dei simpatici bambini pestiferi. Ma la situazione non è così esemplare come sembra: Frank è in realtà bisessuale, e tradisce la moglie con uomini scovati in bar equivoci; Cathy, dal canto suo, sconvolta per aver scoperto le tresche del marito, si lega in affettuosa amicizia con il suo giardiniere di colore, subendo l'ostracismo della comunità: è costretta a fare una scelta, comunque dolorosa.
Prendendo spunto dalle commedie romantiche di Sirk quali "Lo specchio della vita" o "Come le foglie al vento", Haynes, che può permettersi di mostrare ciò che cinquant'anni fa non era lecito neppure immaginare, costruisce un melodramma di rara bellezza, puntiglioso nella riproposizione, anche visiva, degli stili dell'epoca e commovente nella sorprendente modernità dei suoi personaggi, ciascuno a suo modo inadeguato al tempo in cui vive. E il disagio sottile che si prova nella visione della pellicola è forse l'indizio che la finta innocenza degli anni '50 non è così diversa dalla compiacente stabilità odierna. Fantastica l'interpretazione della Moore (giustamente premiata a Venezia), più che meritevole anche Quaid, attore ingiustamente sottovalutato.
Connecticut, 1957. La bella casalinga Cathy Whitaker sembra condurre una vita perfetta: è sposata con Frank, un uomo ricco e di successo, è madre di due bambini ed abita con la sua famiglia in una splendida villa con giardino, in un elegante quartiere residenziale di Hartford. La sua felicità, però, si incrina improvvisamente quando Cathy scopre un insospettabile segreto...
Presentato al Festival di Venezia 2002, dove è stato accolto dalle lodi unanimi della critica, Lontano dal paradiso è un sentito omaggio al melodramma classico hollywoodiano, diretto e sceneggiato dal regista Todd Haynes. Ambientato nell'America ipocrita e puritana degli anni '50, fra le impeccabili villette di un ricco quartiere suburbano di Hartford, il film si pone l'obiettivo di indagare oltre la facciata di rispettabilità e di benessere di una tipica famiglia borghese dell'epoca, mostrandone la crisi silenziosa ma ineluttabile che modificherà per sempre l'esistenza di tutti i suoi membri. Haynes si rifà allo stile, ai toni e alle atmosfere propri del genere del melò e si ispira al cinema di Douglas Sirk, richiamandosi in particolare a Secondo amore (1955), del quale riprende alcuni elementi della trama quali la relazione "proibita" fra una madre di famiglia e il suo giardiniere.
Tuttavia, Haynes non si limita a recuperare le ambientazioni e gli intrecci narrativi caratteristici del melodramma degli anni '50, ma li rielabora secondo un'ottica contemporanea che trasferisce la critica sociale alla base di numerosi film di Sirk in un'analisi lucida e impietosa dei costumi e della morale pubblica di una piccola città di provincia. Il regista, inoltre, rappresenta in maniera esplicita temi quali l'omosessualità o l'amore interraziale, considerati ancora dei tabù nella Hollywood di mezzo secolo fa, mettendo al centro della storia il tenero rapporto affettivo e sentimentale che sorge fra Cathy Whitaker (Julianne Moore), moglie e madre di famiglia modello, e il giardiniere di colore Raymond Deagan (Dennis Haysbert), mentre suo marito Frank (Dennis Quaid) affoga le proprie frustrazioni nell'alcool. Il titolo stesso, Lontano dal paradiso, sintetizza emblematicamente la distanza incolmabile fra i personaggi del film e quell'ideale illusorio di felicità incarnato all'inizio dalla famiglia Whitaker.
Todd Haynes ha realizzato un commovente e raffinatissimo melò al femminile che, pur facendo riferimento ad un genere ormai tramontato da tempo, non risulta mai anacronistico né fine a se stesso, ma si dimostra in grado di coinvolgere lo spettatore e di farlo appassionare alle vicende raccontate, chiudendo con un finale struggente ma contenuto. Fondamentale l'apporto del reparto tecnico: dalla bellissima fotografia di Edward Lachman, che esalta le tinte autunnali secondo un uso simbolico dei colori (il rosso, il giallo, il verde), ai costumi di Sandy Powell, alla magnifica colonna sonora di Elmer Bernstein. Da applauso il cast, capitanato da una splendida Julianne Moore, che ha ricevuto la Coppa Volpi a Venezia e la nomination all'Oscar come miglior attrice per la sua toccante interpretazione nel ruolo della protagonista.
Si potrebbe definire "L'altra metà degli anni '50", quella in cui l'orrore si annida mimetizzandosi in modo perfetto nel bon ton di una società impermeabile a niente che non sia una forma codificata da un manuale non scritto su carta ma in cervelli tanto abituati ad esso da vivere una doppia morale senza neppure rendersene conto e senza dare alle cose il nome che hanno.
Nel 1958, Hartford, nel Connecticut, sembra il paradiso. Famiglie benestanti vivono nelle residenze dai giardini curati, tra un trionfo di alberi dalle foglie multicolori; le signore si incontrano all’ora di pranzo, mentre i mariti indaffarati sono al lavoro e i deliziosi pargoli a scuola. Bianchi e neri paiono convivere serenamente, anche se i neri sono governanti e giardinieri o, al massimo, aprono [...] Vai alla recensione »