| Titolo originale | I am Sam |
| Anno | 2001 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | USA |
| Durata | 132 minuti |
| Regia di | Jessie Nelson |
| Attori | Sean Penn, Michelle Pfeiffer, Dianne Wiest, Dakota Fanning, Laura Dern Mary Steenburgen, Kathleen Robertson. |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,26 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 2 aprile 2021
Argomenti: Autismo
La storia di Sam, un ragazzo ritardato, che lotta, con l'aiuto di un avvocato, per poter tenere con sé la figlia di sette anni. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, 2 candidature a SAG Awards, Al Box Office Usa Mi chiamo Sam ha incassato 40,3 milioni di dollari .
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CONSIGLIATO SÌ
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Sam è il padre di una bambina e la sua intelligenza è proprio quella di un bambino di sette anni. Significa che sua figlia, fra poco, sarà più matura di lui. La bimba gli viene tolta dagli assistenti sociali ed è affidata a una famiglia "normale". Ma Sam decide di non arrendersi e di combattere la dura battaglia col sistema per riavere la figlia. Lo aiuterà l'avvocatessa Michelle Pfeiffer, a sua volta madre... provata. Il film non si vergogna di rappresentare la vicenda in chiave sociale ma soprattutto sentimentale. Si sa che questo tipo di ruoli è irresistibile per il cinema. Più volte l'Oscar ha premiato i disabili, da Daniel Day Lewis ( Il mio piede sinistro), a Marlee Matlin ( Figli di un dio minore) a Dustin Hoffman ( Rain Man). Lo stesso Penn ha ottenuto la nomination. Comunque, tutto "già visto".
Il cinema ha sempre mostrato un'attrazione davvero irresistibile per i personaggi cerebralmente compromessi: chiamiamoli disabili, insomma ci siamo capiti. Un'attrazione che spesso ha prodotto il premio Oscar. In questo senso val la pena di rilevare che due attori nominati per l'Oscar coprono ruoli di quel genere. Sono Russell Crowe (A beautiful mind) e Sean Penn (Mi chiamo Sam). Fra i vincitori di Oscar disabili c'è davvero una grande possibilità di scelta, da Daniel Day Lewis nel Il mio piede sinistro alla sordomuta Marlee Matlin di Figli di un Dio minore, a Dustin Hoffman di Rain Man. E ricordiamo anche Jack Nicholson (certo, era un malato un po' finto) di Qualcuno volò sul nido del cuculo. Secondo una certa corrente di pensiero «fare il matto» sarebbe un esercizio d'attore abbastanza facile. Insomma più suggestione che sostanza. Recitare sopra le righe può significare concedersi certe licenze particolari, senza regole e rigore.
Tuttavia moltissimi attori hanno manifestato forti predilezioni in quel senso. Naturalmente i nomi citati sono al di sopra del sospetto del bluff. L'esempio più eclatante è proprio quello di Russell Crowe, che in Beautiful mind tocca davvero troppi registri di recitazione per sospettare ... il bluff, appunto. Il suo personaggio sa essere normale e anormale con la stessa qualità.
Veniamo a Sean Penn, che stiamo per vedere nell'annunciatissimo (vediamo trailers da mesi) Mi chiamo Sam. Sean è il padre di una bambina e la sua intelligenza è proprio quella di un bambino di sette anni. Significa che sua figlia, fra poco, sarà più matura di lui. La bimba gli viene tolta dagli assistenti sociali ed è affidata a una famiglia «normale». Ma Sam decide di non arrendersi e di combattere la dura battaglia col sistema per riavere la figlia. Lo aiuterà l'avvocatessa Michelle Pfeiffer, a sua volta madre... provata. Il film non si vergogna di rappresentare la vicenda, in chiave social-sentimentale.
E' stato più volte criticato di essere l'ennesima prova del down di un grande attore. Beh che c'è di male? Penn si dimostra migliore dei predecessori Tom Hanks e Dustin Hoffman e, anche se il migliore rimarrà sempre Forrest Gump, Sam è un personaggio più realistico e simpatico. Il tema, invece, si è già visto in Kramer contro [...] Vai alla recensione »
Sam è quello che si suol definire un ritardato, ovvero un ultratrentenne che possiede la capacità intellettiva di un bambino di sette anni. Un giorno una donna senza scrupoli entra nella sua vita e rapidamente ne esce dopo una gravidanza non voluta lasciandogli a carico la neonata. L´espressione di Sam, con la piccolina tenuta goffamente tra le braccia, quando intuisce l´onere immane e insieme l´immenso [...] Vai alla recensione »