I cavalieri che fecero l'impresa

Film 2001 | Avventura, +16 147 min.

Anno2001
GenereAvventura,
ProduzioneItalia
Durata147 minuti
Regia diPupi Avati
AttoriEdward Furlong, Marco Leonardi, Raoul Bova, Thomas Kretschmann, Stanislas Merhar Gigliola Cinquetti, F. Murray Abraham, Lorenzo Balducci, Francesco Rossini, Sarah Maestri.
Uscitavenerdì 6 aprile 2001
Distribuzione20th Century Fox Italia
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +16
MYmonetro 2,82 su 17 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Pupi Avati. Un film con Edward Furlong, Marco Leonardi, Raoul Bova, Thomas Kretschmann, Stanislas Merhar. Cast completo Genere Avventura, - Italia, 2001, durata 147 minuti. Uscita cinema venerdì 6 aprile 2001 distribuito da 20th Century Fox Italia. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 2,82 su 17 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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1271: Luigi IX re di Francia, muore a Tunisi durante la settima crociata. Le sue ossa devono essere riportate in Francia, ma arrivate nell'Italia del nord vengono bloccate da piccoli potenti autoctoni. Il film ha ottenuto 1 candidatura a David di Donatello,

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Consigliato sì!
2,82/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO 2,31
CONSIGLIATO NÌ
Un Avati discontinuo che alterna momenti di grande "rappresentazione internazionale" a inevitabili cadute.
Recensione di Pino Farinotti
Recensione di Pino Farinotti

1271: Luigi IX re di Francia, muore a Tunisi durante la settima crociata. Le sue ossa devono essere riportate in Francia, ma arrivate nell'Italia del nord vengono bloccate da piccoli potenti autoctoni. Qui la storia si intreccia con quella di quattro cavalieri e uno scudiero, miracolosamente tutti a conoscenza di un segreto leggendario: il luogo in cui alcuni nobili francesi traditori nascondono la sacra Sindone. Ecco che il film diventa un suggestivo "road" medievale con episodi che si incastrano a episodi. I cavalieri arrivano a Tebe, in Grecia, e trovano la Sindone, capovolta: francesi la usavano per magie blasfeme. Tornati in Francia, gli eroi vengono uccisi perchè non si sappia mai nulla di loro. La Sindone verrà mostrata al mondo solo ottant'anni dopo.
Davvero entusiasmante l'inizio, con il religioso Carlo delle Piane davanti ai marmi degli eroi, e la morte di Luigi, con tutta la sua corte che lo saluta all'ultimo momento. Ma poi il film "laborat ex mole sua" e finisce per incartarsi per le troppe piccole vicende. Ed è davvero fastidioso il compitino che Avati si impone nella rappresentazione della violenza. Il regista va apprezzato per la sua duttilità di professionista e per il tentativo di confezionare un'opera internazionale, ma, come sempre, non sa tenere la qualità per un film intero. Una sua storia non è mai perfetta: alterna momenti di grande "rappresentazione internazionale", chiamiamola così, a cadute evitabili, che lo riportano al ruolo di cineasta italiano, coi limiti che questa definizione comporta.

Sei d'accordo con Pino Farinotti?
Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Nel 1271, mentre i resti di Luigi IX (1214-1270), re di Francia detto il Santo, sono portati attraverso la penisola italiana verso Parigi, cinque giovani cavalieri partono verso Tebe (Grecia) alla ricerca della sacra Sindone. P. Avati torna al Medioevo, già raccontato in Magnificat , con un film ad alto costo di taglio epico-avventuroso, di base antropologica e di toni che svariano dal metafisico al barbarico, dalla novellistica alla sacra rappresentazione, con innesti di ferina violenza: amputazioni, sventramenti, sangue a fiotti, procedure efferate, macabri riti liturgici. Il sacro e il blasfemo, il divino e il diabolico nascono, come l'alternanza tra abomini etici e abissi spirituali, dal contesto socio-antropologico, documentato con cura. Film medievista più che medievale, attraversato - come il sacrificio finale suggerisce - da una brezza anarchica contro ogni potere. Consulenza storica di Franco Cardini.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 14 dicembre 2012
DANIELA MACHERELLI

Il film è un curioso viaggio nel Medioevo, anche se con incursioni nel fiabesco (la resurrezione dell'eroe dopo che un santone ha messo su di lui un vitello aperto in due). L'opera mette l'accento su un senso religioso quasi ossessivo e non certo esente da superstizioni che legittimano esecuzioni orribili (il fabbro che invocava forze malefiche e che viene [...] Vai alla recensione »

martedì 26 agosto 2014
Contrammiraglio

L'ambientazione è suggestiva, Bova addirittura bravino, Dalle Piane ai limiti del caricaturale. Non ci fossero le scene di battaglia sarebbe quasi perfetto; ma ci sono, e sono una peggio e più ridicola dell'altra!

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Maurizio Cabona
Il Giornale

Forse i cavalieri fecero l'impresa di recuperare la sindone monopolizzata da crociati "deviati" il regista certo non ha fatto l'impresa di realizzare un bel film. Dopo l'orrore, il giallo, il dramma, la commedia, la biografa, Pupi Avati sognava il film avventuroso, ma serio, verosimile. Cosi è partito in compagnia, dello storico Franco Cardini e con estrema e lodevole attenzione verso la cultura medievale [...] Vai alla recensione »

Enrico Magrelli
Film TV

Pupi Avati, come uno dei suoi cinque giovani, entusiasti e un po' afflitti cavalieri, lancia un pacifico guanto di sfida. A un cinema - quello italiano - poco ambizioso e troppo preso dalle sue abulie e dai suoi equilibri e a se stesso. Sale a cavallo, con la sua macchina da presa, sensibile soprattutto ai sommovimenti dell'anima, legata dolcemente alle radici di un territorio, e tenta un'impresa affascinan [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Un film d'avventura, di fede e di cultura, nel paesaggio incantato dell'appennino tosco-emiliano e sul mare d'Otranto, con devozione ed esorcismi, galoppate e nemici sbudellati, Templari, slanci, magie, vittorie, incantesimi, entusiasmi, mutilazioni, guerre: al ritmo non veloce dei poemi cavallereschi, un andare attraverso il mondo, ogni tanto interrotto da incontri sorprendenti, da scontri feroci. [...] Vai alla recensione »

Roberto Nepoti
La Repubblica

Finalmente il cinema italiano ha deciso di sorprenderci. Mentre i 30/40enni ricominciano a parlarci in maniera seria del presente, i migliori registi delle generazioni precedenti volgono lo sguardo al passato, alla tradizione del film in costume italiano, fiorente nel muto e ripresa nel Ventennio (con risultati superiori all'ovvio scopo propagandistico).

Silvio Danese
Quotidiano.net

Cinque cavalieri antieroi alla riconquista della Sacra Sindone, rubata a Bisanzio nel 1204. La crudeltà e l'animismo del mondo medievale in bassorilievo, senza censure: le spade sbudellano, i cani mangiano le viscere dei guerrieri morenti, il sacrilego viene spinto vivo nel forno, la pelle di capra zoppa sul morto resuscita, le giovani vergini sono prede di violenti contadini, il cuore del re morto [...] Vai alla recensione »

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martedì 22 gennaio 2008
Stefano Cocci

Una carriera dal calendario di Max alla finestra di Ozpetek L'attore 37enne romano torna nelle sale in un film pensato e voluto per rilanciare la sua immagine di eroe bello e romantico per il pubblico femminile del Belpaese.

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