| Anno | 2000 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Austria |
| Durata | 160 minuti |
| Regia di | Paul Thomas Anderson |
| Attori | Jason Robards, Julianne Moore, Tom Cruise, Philip Baker Hall, John C. Reilly Michael Bowen, Jeremy Blackman, Alfred Molina, Philip Seymour Hoffman, William H. Macy, Orlando Jones, Michael Murphy, Luis Guzmán, April Grace, Melora Walters, Ricky Jay, Melinda Dillon, Clark Gregg, William Mapother, Henry Gibson. |
| Tag | Da vedere 2000 |
| MYmonetro | 3,44 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 18 maggio 2018
San Ferdinando Walley, California. Tanti personaggi si intrecciano all'insegna dell'incomprensione, dell'odio, del rimorso e delle più o meno visibili "deviazioni". Il film ha ottenuto 3 candidature a Premi Oscar, Il film è stato premiato al Festival di Berlino, 2 candidature e vinto un premio ai Golden Globes, 3 candidature a SAG Awards, In Italia al Box Office Magnolia ha incassato 2,4 milioni di euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Due uomini anziani si preparano a lasciare questo mondo. Il primo in diretta, perché la tv è la sua casa e il pubblico la sua famiglia, il secondo in un enorme talamo, vigilato da una moglie giovane (Julianne Moore) coni nervi a pezzi e in vana attesa di un figlio (Tom Cruise) che l'ha rinnegato e si è riciclato come guru del machismo. Ma non è tutto. In giro per Los Angeles c'è anche un poliziotto alle prese con una ragazza cocainomane, un ex bambino prodigio dei quiz rovinato per sempre nell'animo e un altro ragazzino che sta per fare la stessa fine.
Sono i petali, separati ma uniti alla base, di questo fiore cinematografico chiamato Magnolia, che in realtà deve il suo nome ad un viale della San Fernando Valley. L'autore, Paul Thomas Anderson, è una delle promesse del cinema del nuovo millennio e vi si affaccia con coraggio e grandissima energia, ma anche con la consapevolezza di un passato importante, che non è facile da superare (America Oggi, di Altman, è il modello riconoscibilissimo che sta sotto quest'opera). Così è anche per i suoi personaggi, in fuga dalla realtà e dalla propria origine (in particolare dalla famiglia), attraverso il mondo parallelo della televisione o quello della droga (antidepressivi compresi), ma in verità più presenti, vivi e umani che mai.
Anderson dispiega un affresco molto vasto, spingendo al massimo il termometro emozionale di ogni linea narrativa, ma dimostra di saper governare benissimo il suo teatro, tanto da riuscire ad avvicinare ogni burattino come se fosse di carne ed ossa, contrastando il cinismo del Caso (esemplificato nel prologo) con l'arma della compassione.
Storie di solitudine e insieme di imprevedibile groviglio, narrate senza barriere di protezione, con la carica di un grido di dolore e la (dis)misura della dichiarazione d'amore. Con occhio antropologico, Il cinema si cala nei meandri della realtà più quotidiana e disintegrata e non può negarne la tristezza e la disperazione, ma non può nemmeno smettere di pensare che tutto può ancora accadere: persino un biblico, catartico, impensabile diluvio di rane.
San Ferdinando Walley, California. I personaggi sono: un vecchio malato di cancro che vuole rivedere il figlio (Robards), sua moglie giovane infedele e nevrotica (Moore), un divo porno, verboso e dal grande "pacco" sotto le mutande (Cruise), un conduttore televisivo disonesto (Baker Hall), un bambino prodigio dei quiz. I loro rapporti si intrecciano all'insegna dell'incomprensione, dell'odio, del rimorso e delle più o meno visibili "deviazioni". Alla fine, mentre i rapporti sono sospesi e le soluzioni ancora lontane ecco il grande evento, il grottesco miracolo del caso o di chissà chi: una tempesta di rane dal cielo. È il film di un trentenne che conosce benissimo la tecnica cinematografica e non resiste alla tentazione di mostrare tutta la sua padronanza e capacità di virtuosismi. Girando si diverte a stupire se stesso dimenticando un'equazione semplice e impietosa: più si diverte il regista, meno si diverte il pubblico. C'è anche un po' di lentezza e di terapeutica noia. Altman, per esempio, al quale il "talento" si ispira, queste cose le conosce. Questi giovani geni della camera serviranno, alla lunga, a determinare un riflusso che sentiamo sempre più necessario.
Difficile amare questo film? Tanto difficile quanto facile. Difficile per la sua lunghezza davvero esagerata (ci sono almeno due scene che si potevano evitare, ma sono abbastanza corte: un esempio è quello del poliziotto - John C. Reilly - che perde la pistola), facile per il suo ritmo unico nel suo genere e per la sua originalità. Probabilmente è il film di tre ore che mi ha meno [...] Vai alla recensione »
Tutto quello che avete letto o sentito in positivo o in negativo su Magnolia - Orso d'oro a Berlino, candidato a tre Oscar, grande successo americano - è vero. Che è un film barocco, lungo, ridondante. Che fa un uso violento della musica. Che è una specie di soap opera pantografata, dilatata, portata a dimensioni bibliche. Che si parla troppo, nelle sue storie intrecciate, di cancro e di televisione. [...] Vai alla recensione »