America oggi

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Un film di Robert Altman. Con Anne Archer, Jack Lemmon, Madeleine Stowe, Lily Tomlin, Tim Robbins.
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Titolo originale Short Cuts. Drammatico, durata 180 min. - USA 1993. MYMONETRO America oggi * * * 1/2 - valutazione media: 3,82 su 24 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato assolutamente sì!
3,82/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
 dizionari * * * * -
 critican.d.
 pubblico * * * 1/2 -
Anne Archer
Anne Archer (69 anni) 24 Agosto 1947 Interpreta Claire Kane
Jack Lemmon
Jack Lemmon 8 Febbraio 1925 Interpreta Paul Finnigan
Madeleine Stowe
Madeleine Stowe (58 anni) 18 Agosto 1958 Interpreta Sherri Shepard
Lily Tomlin
Lily Tomlin (76 anni) 1 Settembre 1939 Interpreta Doreen Piggott
Tim Robbins
Tim Robbins (57 anni) 16 Ottobre 1958 Interpreta Gene Shepard
Matthew Modine
Matthew Modine (57 anni) 22 Marzo 1959 Interpreta Il dottor Ralph Wyman
   
   
   
L'America di Altman è una grande merda. È bugiarda, indifferente, alcolizzata, maniaca, infantile, drogata, violenta, volgare e assassina. ..
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primo piano
La terra desolata è quella americana. Altman ne fa un quadro difficile da accettare ma autentico
    * * * - -

L'America di Altman è bugiarda, indifferente, alcolizzata, maniaca, infantile, drogata, violenta, volgare e assassina. Mariti e mogli si tradiscono e nessun ceto è migliore di un altro. Storia quotidiana di vari nuclei familiari: una donna esercita l'amore per telefono cambiando i pannolini al bambino, un poliziotto con famiglia pensa solo alle amanti, un medico se la deve vedere con la moglie pessima pittrice, un'anziana cantante continua a lavorare al night e odia - ricambiata - la figlia suonatrice di violoncello, un divorziato distrugge la casa della sua ex, un alcolizzato prende i pasti gratis nel locale dove la moglie è cameriera, un bambino confonde i nomi dei molti amanti di sua madre, alcuni amici vedono una giovane annegata e continuano tranquillamente a pescare in quell'acqua. Ci sarebbe una coppia normale, ma viene subito punita, il loro bambino finisce sotto una macchina, va in coma e resta in rianimazione fra speranza e disperazione - anche del pubblico - per quasi tutto il film. Il bimbo riapre gli occhi, c'è un momento di speranza, ma li richiude subito e muore. L'unico personaggio che dimostra sensibilità, la violoncellista, si suicida. Quando appare il vecchio Jack Lemmon ci si augura: non potrà che essere migliore dei giovani. Invece è peggiore. Piagnucola davanti al figlio - il padre del bimbo morente - e rivanga vecchissimi dolori inutili e sepolti. Non gli importa niente del resto. Il film ha ottenuto il Leone d'Oro a Venezia 1993, insieme a Film Blu di Kieslowski, inoltre la giuria ha istituito ex novo un Leone da attribuire all'intero cast. Tutto meritato. Naturalmente il film lascia in bocca il sapore detto alla prima riga. Noi continuiamo a pensare che il cinema non sia solo tecnica e capacità di rappresentazione. Continuiamo a pensare che un grande autore si debba porre di fronte al problema con una volontà non soltanto suicida. Sarebbe utile una proposta. Altrimenti, anche la più grande denuncia è mutilata. Lo hanno insegnato i massimi artisti di ogni epoca.

Premi e nomination America oggi MYmovies
Incasso Totale* Usa: $ 4.859.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 16 gennaio 1994
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Premi e nomination America oggi

premi
nomination
Festival di Venezia
3
0
Premio Oscar
0
1
Golden Globes
0
1
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La società usa sotto lo sguardo feroce di altman

sabato 15 settembre 2007 di Steven92

Sembrerebbe quasi impossibile che in una città enorme come Los Angeles, 9 e più famiglie si trovino collegate tra di loro, in un modo o in un altro, anche solo per uno sguardo. Uno scontro continuo, che scivola in un vortice di tensione, culminante con un potente terremoto, metafora del temibile Big One. Ed è in questo modo che possiamo seguire le vicissitudini di un poliziotto don giovanni, che non riesce più a sopportare il caos della famiglia, tra pargoli piangenti e un cane che non gli lascia continua »

* * * - -

Realtà, ogni tanto ci vuole

giovedì 6 settembre 2007 di anna aurora

Un grande, piccolo semplice film. Racconti di cruda realtà. Si insegue la storia, o meglio, si apre una piccola finestra sulla vita di diversi personaggi e si insegue per la durata del film, il corso di una parte della loro vita, immersa nello scenario di un'America fatta di tradimenti, dolori, povertà, famiglia, birre e sogni. Tutti hanno dei dolori, tutti li affrontano, ma il messaggio del film ci rassicura che questi presto o tardi passano; come alla fine passa anche uno dei tanti terremoti a continua »

* * * * *

Stupendo

giovedì 20 gennaio 2011 di paride86

Una grande prova di regia per Robert Altman e un meritatissimo Leone D'Oro. "America Oggi" non è solo un attuale ritratto della società occidentale di fine XX secolo, ma anche un nuovo modo di fare cinema e di raccontare storie. Cast strepitoso.  continua »

* * * - -

Tre ore di armonia marcia

giovedì 27 agosto 2015 di Fabal

Nove vicende riprese dai racconti di Raymond Carver in Di cosa parliamo quando parliamo d'amore. Robert Altman riesce ad intrecciare storie diverse in un film solido e immediato, in cui la coerenza di fondo è alimentata da una mancata redenzione dei personaggi. Lo svolgimento è cadenzato, il ritmo piuttosto sostenuto dai dialoghi interminabili offerti da un cast stellare, benché le tre ore di durata siano eccessive.  Bene tutti gli interpreti, ciauscuno superficiale continua »

Paul Finnigan, idraulico (Jack Lemmon) / Howard Finnigan, suo figlio (Bruco Davison) - 1^ Parte
PAUL Ce l'hai ancora con me perché non ti sono stato accanto in ospedale, vero?
HOWARD No, affatto. Non me lo ricordo nemmeno.
PAUL Sì, sì che te lo ricordi. Lo sai, non è stata una mia decisione. Le cose si erano messe talmente male fra tua madre e me in quel periodo che ho dovuto... non volevo restare in camera tua e renderle peggiori.
HOWARD Non mi ricordo nemmeno l'ospedale. Insomma mi ricordo... che la macchina... si è capottata, la macchina mi ha portato via e... nient'altro.
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Paul Finnigan, idraulico (Jack Lemmon) / Howard Finnigan, suo figlio (Bruco Davison) - 3^ Parte
HOWARD Qui è vietato fumare, papà.
PAUL Eh?
HOWARD Non si fuma.
PAUL Oh, meglio così, sono sceso a quattro al giorno. E alla fine... (Fa un gesto eloquente) si apre l'accappatoio. E io ho una... (con un gesto allude a un'erezione). Quella donna era fatta molto meglio di quanto uno potesse immaginarsi vedendola vestita, te lo assicuro io. Per qualunque uomo è difficile resistere... Insomma per te non lo so ma per me lo è stato... e come!
HOWARD Beh, è successo tanto tempo fa, papà.
PAUL E così... (Fa il gesto della penetrazione) Nessuno di noi ha sentito tua madre che entrava. Oh, Dio onnipotente! Era in un tale stato, sai. Lei in effetti... lei non ha guardato Holla, ha guardato soltanto me. Ha detto: Howard è all'ospedale. E poi, mentre andavamo all'ospedale, ha detto, beh, no, ha pianto un po'... ha detto solo: Perché non mi hai voluto dire che non andavi a lavorare? Quelli mi hanno detto che stavi male... cristosanto, quanto mi sono vergognato, io! È stato un giorno sfortunato, sai? Il momento meno adatto... però ti dico che quel primo giorno all'ospedale tua madre e io siamo stati accanto sempre mentre i dottori si informavano e quasi tutte le notizie erano cattive! Ciononostante siamo stati insieme, le abbiamo affrontate insieme! (Pausa) E poi Holla ha mentito... Dio, Holla ha detto a tua madre che noi avevamo avuto altri incontri in passato. Beh, era stata quella volta solamente. Ho cercato, ho cercato di spiegare a tua madre, di spiegare esattamente come era successo. Sai... sai cosa ha detto tua madre, a me? Non ti voglio mai più vedere, mai più. Supererò questa cosa da sola. È meglio. Qualunque cosa dovesse accadere ad Howard.
Dovevo rispettare i suoi desideri, Howard. Insomma, che lo volesse o no, dovevo farlo. E ho continuato sempre a pensare: un giorno, un giorno, un giorno la verità salterà fuori, vedrai. E lei capirà che non era vero... tutt'e due sappiamo che non è mai successo.
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Paul Finnigan, idraulico (Jack Lemmon) / Howard Finnigan, suo figlio (Bruco Davison) - 2^ Parte
PAUL Quel giorno ho fatto una cosa che non avevo mai fatto in vita mia. Non ho detto la verità a tua madre. Mi sono dato ammalato in ufficio e sono uscito come se andassi a lavorare e non ho detto a tua madre che andavo da Holla a sistemare il frigorifero e la ghiacciaia... sarebbe successa una catastrofe! Anche se sapeva che sarei stato pagato per il mio lavoro avrebbe fatto succedere una catastrofe. Andava bene se lei aiutava Holla ma non io, capisci? Era molto possessiva in quel senso. Beh, le sorelle sono strane, sai? In questo caso ero felice di favorirla, mi serviva qualche soldo in più e... è stata un'idea di Holla di non coinvolgere tua madre ed è stata un'idea di Holla che io dovessi mentirle. Ho pensato: ci metto un paio d'ore, poi vado a lavorare e gli dico che mi sento meglio. Comunque ho detto a Holla che sarei arrivato presto e così è stato... ma non rispondeva nessuno e allora la porta era aperta, entro, e sento che è di sopra a fare la doccia e le do una voce. Sai, per non farla spaventare quando esce dalla doccia e mi sente lavorare nello scantinato. In ogni caso vado giù e dopo un po' Holla viene giù anche lei nello scantinato... in accappatoio... e mi dice che si era lavata tutta... per me. Io la trovo una cosa molto strana da dire date le circostanze ma tu conosci Holla... comunque lei dice: come procede? E io dico: bene. E dopo un po' lei, sì, lei mi chiede se voglio una birra. Dice: vuoi una birra? Dico: Gesù, è presto la mattina per questo genere di cose... e lei dice: guarda che non sono il tuo capo, non ti pare? Ne vuoi una ó no? E io dico: beh al diavolo! Perché no? Sai, al momento mi sembrava una buona idea, capisci? Torna con le due birre e ogni volta che finisco una birra.,. puf! me ne ritrovo un'altra in mano, Cristo! Ora siamo di sopra in cucina e ho dei problemi a collegare i giunti, sai. È... è la quarta o quinta birra! E io dico: Holla... questo è esattamente quello che ho detto, ragazzi, non lo dimenticherò mai... ho detto: Holla, se bevo soltanto un'altra birra finisce che devo andare a sdraiarmi. E lei dice: mi chiedevo cos'altro ci voleva per averti nel mio letto, Paul! E io... ho riso. Lei dice: non dirmi che non ti era passato per la mente, se no sei un gran bugiardo. Ti dico la verità: neanche per un istante. Sì, trovavo deliziosa la sua compagnia ma, Gesù, non c'era nessuna vera... beh, e poi... non lo so, non volevo ferire i suoi sentimenti, ecco. Insomma, era la sorella di tua madre, no? Comunque io... non so quanto tempo è passato, so solo che sto lavorando come un disgraziato sulla ghiacciaia, cercando di far funzionare quell'affare e lei dice cose tipo... se la situazione fosse rovesciata mia sorella farebbe la stessissima cosa. Ma ci pensi? Sai, come se questa fosse una cosetta da niente tra noi due. Io ho cominciato a sudare, ti dico, ho le ginocchia che mi tremano, non so come diavolo fare... (Estrae una sigaretta e la porta alle labbra)
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APPROFONDIMENTI | Uno dei cineasti più grandi e poliedrici di sempre.

Robert altman

mercoledì 15 ottobre 2014 - Mauro Gervasini

La politica degli autori: Robert Altman Presentato in anteprima alla 71. Mostra di Venezia, da domani al cinema e domenica 9 novembre in streaming su MYMOVIESLIVE!, Altman di Ron Mann, scritto da Len Blum, è l'appassionante e "definitivo" documentario sulla vita e le opere di Robert Altman. Uno dei più grandi cineasti di sempre, difficile da affrontare per la sua poliedricità e perché i suoi film si intrecciano con la storia americana di ben cinque decenni, dagli anni 60 di Conto alla rovescia (1967) al 2006 di Radio America, elegiaco commiato distribuito in sala poche settimane prima della morte.

   

di Lietta Tornabuoni La Stampa

Le brevi storie commoventi, atroci o divertenti di nove coppie, segmentate e intersecate come in Beautiful, compongono nella Ugly Town, la Brutta Città esemplare del cinema, Los Angeles, il paesaggio umano e disumano della realtà americana oggi. Il film corale molto bello, vincitore a Venezia di mezzo Leone d’oro, lungo oltre tre ore, recitato da un gruppo di attori perfetti pure premiati a Venezia, è ispirato ai racconti di Raymond Carver (alcuni pubblicati in Cattedrale, editori Serra e Riva, e in Di cosa parliamo quando parliamo d’amore, editore Garzanti), bravissimo narratore di una rassegnata desolazione contemporanea senza sentimentalismo né pietismi, senza carnefici né vittime, senza buoni né cattivi. »

di Irene Bignardi La Repubblica

Certo i sogni hanno poco a che vedere con le recensioni. Ma dopo aver visto Short Cuts, mi è capitato di fare un puntualissimo sogno a proposito di Robert Altman. Meglio, a proposito di Raymond Carver, il grande scrittore dei piccoli racconti che Altman ha intrecciato, rimontato, intessuto nel suo bellissimo film. Ho sognato che cercavo di spiegare a qualcuno le ragioni del fascino che Short Cuts esercitava su di me. “E lo stesso che in Cattedrale,” dicevo, identificando nel sogno Altman e Carver. »

di Walter Veltroni

Uno dei migliori film sulla fine del millennio. Ha quell’andamento cupo e spezzettato, quella frammentazione del racconto che sembra estratta dai nostri tempi quotidiani. È un film a struttura complessa. Non episodi, che sarebbe banale. Ma un Grand Hotel narrativo, nel quale personaggi diversi e smarriti si conoscono, confinano, dialogano. È gente che si porta addosso una buona misura di disagio individuale. Sono quasi tutti con i nervi a pezzi, quasi tutti hanno un grande problema. Ciascuno è fuori ruolo, ciascuno è fuori misura. »

di Luigi Paini Il Sole-24 Ore

Invasione di insetti a Los Angeles: il cielo della grande metropoli, assediata dalla mosca della frutta, è solcato ogni notte da stormi di elicotteri che spargono un potente insetticida. Il veleno cade sui terreni incolti, ma anche su case e giardini, creando un clima di ansia tra la popolazione. Comincia così, con una lunghissima sequenza notturna sopra la quale scorrono i titoli di testa, America oggi (in originale Short Cuts) di Robert Altman. Per molti minuti il film non sembra avere altro filo conduttore all’infuori della reazione delle persone alla spettacolare opera di disinfestazione. »

America oggi | Indice

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Stefano Lo Verme
Pubblico (per gradimento)
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