L'eternità e un giorno

Film 1998 | Drammatico 130 min.

Titolo originaleMia eoniotita ke mia mera
Anno1998
GenereDrammatico
ProduzioneItalia, Grecia
Durata130 minuti
Regia diTheodoros Angelopoulos
AttoriBruno Ganz, Isabelle Renauld, Fabrizio Bentivoglio, Achileas Skevis, Lazaros Andreou Aristotelis Aposkitis, Despina Bebedelli, Iris Chatziantoniou.
MYmonetro Valutazione: 2,00 Stelle, sulla base di 4 recensioni.

Regia di Theodoros Angelopoulos. Un film con Bruno Ganz, Isabelle Renauld, Fabrizio Bentivoglio, Achileas Skevis, Lazaros Andreou. Cast completo Titolo originale: Mia eoniotita ke mia mera. Genere Drammatico - Italia, Grecia, 1998, durata 130 minuti. Valutazione: 2,00 Stelle, sulla base di 4 recensioni.

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Un uomo alla ricerca di se stesso attraverso esperienze, ricordi e paesi. Il film è stato premiato al Festival di Cannes, In Italia al Box Office L'eternità e un giorno ha incassato 228 mila euro .

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 2,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,00
CONSIGLIATO SÌ

Un uomo alla ricerca di se stesso attraverso esperienze, ricordi e paesi. Un filo astratto che sembra lontanissimo dalla lucidità di un autore che ha lasciato segni profondi in film come La recita. Tutto da allora si è evoluto, meno Angelopulos. Forse irrimediabilmente fuori dal tempo. Se questo è un segnale, la sua traiettoria è proprio alla fine. Non cambia la situazione, il fatto che abbia "inevitabilmente" vinto la Palma d'oro a Cannes. Anzi.

Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Un famoso scrittore lascia la sua casa di Salonicco per recarsi in auto all'ospedale da dove forse non uscirà più. L'incontro con un ragazzino albanese, lavavetri clandestino, lo toglie per qualche giorno dalla solitudine; il ricordo della moglie morta lo riporta a un passato troppo dedicato a sé stesso e al lavoro. Scritto con Tonino Guerra e Petros Markaris, con la fotografia dell'abituale Yorgos Arvanitis e di Andreas Sinanos, l'11° film di Anghelopulos - Palma d'oro a Cannes 1998: un altro premio in ritardo - è un esercizio di maestria poetica che scade nel poeticismo per accumulo di metafore, temi, suggestioni. Troppa letteratura: la figura incongrua del Poeta ottocentesco che compera le parole; il susseguirsi di finali nell'ultima parte fino alla scelta di quello più ideologico. Il che non impedisce allo spettatore capace di attenzione, ascolto e abbandono a ritmi inconsueti di ammirarne l'alto splendore figurativo e alcune sequenze memorabili come quella del rito funebre.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 26 gennaio 2012
davide chiappetta

È domenica e la pioggia su Salonicco ha il colore del crepuscolo. Alessandro si prepara a lasciare per sempre la sua casa sul mare dove ha sempre vissuto. Girovagando per casa ritrova una lettera di sua moglie, Anna che gli parla di un giorno d'estate di trent'anni prima. Allora, per lui, comincia uno strano viaggio nel corso del quale passato e presente si mescolano.

Frasi
Quanto dura il tempo?
L'eternità e un giorno.
Dialogo tra Alexandros (Bruno Ganz) - Anna (Isabelle Renauld)
dal film L'eternità e un giorno
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Un’eternità e un giorno: tanto va avanti, per qualche recensore di spirito, il peregrinare del poeta lungo i sentieri della memoria. La battuta allude alla durata soggettiva - alla fatica dello spettatore -, più che a quella oggettiva di L’eternità e un giorno - Mia eoniotita ke mia mera, Grecia, Italia, Francia, 1998). In effetti, seduti in platea, la nostra attenzione non è sempre spontanea: tra [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Quanti dubbi ne L'eternità e un giorno di Theo Anghelopoulos, vincitore della Palma d'oro all'ultimo festival di Cannes: quel ragazzo con la bandiera rossa addormentato nell'autobus notturno sarà un simbolo o un effetto cromatico? Quei tre ciclisti che pedalano illuminando la piovosa oscurità con i loro impermeabili gialli saranno una metafora o una macchia di colore? Quel corteo o quel ballo di nozze [...] Vai alla recensione »

Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

È giunto al termine della vita Alexandros (Bruno Ganz), il poeta protagonista di L’eternità e un giorno di Theo Anghelopulos. Non ancor vecchio, è vittima di un male incurabile: ancora poche ore e poi entrerà in clinica, per trascorrere gli ultimi giorni. Poche ore, dunque, per ripensare il passato, per ripercorrere le ferite più brucianti, gli attimi perduti.

winner
palma d'oro al miglior film
Festival di Cannes
1998
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