Anno | 1998 |
Genere | Drammatico, |
Produzione | Italia |
Durata | 89 minuti |
Regia di | Aurelio Grimaldi |
Attori | Alba Parietti, Predrag 'Miki' Manojlovic, Giulio Base, Lorenzo Majnoni, Caterina Vertova Lucia Sardo, Rosa Pianeta. |
Uscita | venerdì 6 marzo 1998 |
Distribuzione | Medusa |
MYmonetro | 1,89 su 2 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento sabato 5 settembre 2009
Dal romanzo di Alina Reyes. Alina avrebbe tutto, tranne un figlio, ed è triste. Frustrata anche da una pratica di adozione, è turbata da un macellaio che sa come (s)parlare alle donne.
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Alina è una donna brillante e piena di iniziativa che dirige una galleria d'arte a Palermo. Il marito Daniele, affermato direttore d'orchestra, colto e intelligente, è spesso distante, in ogni senso. Mentre attendono di adottare il figlio che non possono avere, nella vita di Alina entra un macellaio scherzoso e prodigo di allusioni maliziose, che suscita in lei un'irresistibile attrazione.
Aurelio Grimaldi tenta la strada del film erotico d'autore, ma il tema della moglie insoddisfatta è già stato presentato molto meglio di qui, in diverse occasioni sia francesi che nostrane, così che quest'opera non aggiunge nulla al genere.
Il lancio sul grande schermo di Alba Parietti, già nota per la frequentazione del salotto televisivo, di fatto non avrà grande gittata ma si fermerà quasi sul posto. Nonostante questo, i suoi fan non potranno dirsi delusi, poiché nel Macellaio, Alba è generosa nella recitazione "amatoriale" e nella profferta di sé. Ma bisogna amarla, o la passione della protagonista si trasforma, senza pietà, in una graticola per lo spettatore.
Il tema della carne aspira a con-fondere ciò che gli anglosassoni dividono in "flesh" e "meat", corpo e cibo, perché è di entrambi che si nutre l'uomo, tanto è vero che l'incontro foriero di sesso prende le mosse da una carenza della protagonista, che ha bisogno di assumere della carne come ricostituente. Ma nulla di ciò buca la superficie e la performance contrita della prima attrice invalida anche la sua carica di sensualità. Si può definire un film divertente, ma non di propria volontà. Miki Manojlovic, proveniente da Kusturica, deve aver sbagliato strada.
Alina è una donna bella, ricca, indipendente (ha una galleria d'arte) e sposata con Daniele, un famoso direttore d'orchestra. Nonostante una vita agiata e i notevoli successi sul lavoro, è però insoddisfatta del suo menàge di coppia e trova in un ironico e spregiudicato macellaio il mezzo per scatenare passioni sopite da anni: il gioco diventa ben presto pericoloso.
Il tanto strombazzato (al tempo) esordio erotico in una pellicola "d'autore", si trasforma in un clamoroso boomerang per la nascente carriera cinematografica di Alba Parietti, dea dello sgabello. A servire l'assist per il suicidio (cinematografico) perfetto è un film arrivato fuori tempo massimo: il tema della moglie insoddisfatta e desiderosa di provare nuove emozioni era già stato declinato, anche in chiave erotica, più e più volte in passato e Grimaldi non riesce ad aggiungere pepe a una minestra già insipida in partenza. Il tasso erotico della pellicola è poi paradossalmente azzerato dalla performance contrita della Parietti, mai realmente sensuale, nonostante le generose porzioni di nudo mostrate senza troppi pudori, e dall'imbarazzante prestazione di Miki Manojlovic, passato da Kusturica a questo pasticcio senza passare dal via (prendendo i soldi però...). Senza volerlo, è un film molto divertente.
IL MACELLAIO disponibile in DVD o BluRay |
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Mentre il marito direttore d'orchestra è in tournée, la gallerista palermitana Alina si scopre anemica: grazie al macellaio passerà dal dovere del cibo al piacere dei sensi. Molto liberamente ispirato all'omonimo romanzo di Alina Reyes, sceneggiato dal regista, uno dei film italiani più brutti e pretenziosi degli anni Novanta: la Parietti - che si offre generosamente [...] Vai alla recensione »
Piatto, noioso, ripetitivo, banale, involontariamente esilarante, volgarmente vacuo, squallido, inutile, privo di ogni minimo barlume di lucido buon senso. In definitiva, un vero capolavoro... di spazzatura visiva!
se vi è piaciuto ''deserto rosso'' vi deve piacere anche questo,altrimenti siete falsi