| Anno | 1993 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | USA |
| Durata | 200 minuti |
| Regia di | Steven Spielberg |
| Attori | Liam Neeson, Ben Kingsley, Ralph Fiennes, Caroline Goodall, Embeth Davidtz, Andrzej Seweryn Beatrice Macola, Jonathan Sagall, Malgoscha Gebel, Shmuel Levy, Mark Ivanir, Friedrich Von Thun, Krzysztof Luft, Harry Nehring, Norbert Weisser, Gotz Otto. |
| Uscita | giovedì 24 gennaio 2019 |
| Tag | Da vedere 1993 |
| Distribuzione | Universal Pictures |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 4,02 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 21 gennaio 2019
Argomenti: La zona d'interesse
Tratto dal libro di Thomas Keneally è la vera storia di Oscar Schindler, industriale tedesco. Il film ha ottenuto 12 candidature e vinto 7 Premi Oscar, 6 candidature e vinto 2 Golden Globes, In Italia al Box Office Schindler's List ha incassato 89,5 mila euro .
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ASSOLUTAMENTE SÌ
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Tratto dal libro di Thomas Keneally è la vera storia di Oscar Schindler, industriale tedesco, che nel 1938 capisce che è bene legarsi ai comandanti militari. Li frequenta nei locali notturni, offre bottiglie preziose. Quando gli ebrei sono relegati nel ghetto di Cracovia Schindler riesce a farsene assegnare alcune centinaia come operai in una fabbrica di pentole. All'inizio sembra sfruttarli, in realtà li salva. Di fronte alla persecuzione tremenda, il tedesco trasforma quella sua prima iniziativa in una vera missione, fino a comprare letteralmente le vite di quasi milleduecento ebrei (la famosa lista) che sicuramente morirebbero nel campo di Auschwitz.
Film concepito e costruito per essere definitivo, come memoria, opera d'arte e documento. La qualità cinematografica è altissima, del resto nessuno ne avrebbe dubitato conoscendo le attitudini di Spielberg.
L'impressione in chi vede il film è profonda, molto studiata è la mediazione fra il cuore e il pensiero. Il regista ha usato il bianco e nero ispirandosi ai documentari dell'epoca nelle sequenze corali e alle immagini espressioniste nelle scene private. Ci sono momenti straordinari, come l'attacco al ghetto di Cracovia e alcuni episodi del campo di concentramento.
Quando "tocca" Auschwitz e deve sintetizzare in pochi momenti al regista basta mostrare il grande fumaiolo nella notte per far capire tutto. C'è anche una piccola licenza squisitamente cinematografica, quando vediamo una bambina che riesce a salvarsi dalla strage del ghetto e poi la troviamo morta su un carro nel campo: per farla riconoscere le è stato colorato il cappottino di rosso pallido.
Trattandosi del più importante cineasta contemporaneo, capace di muovere il costume, è doveroso essere severi. Ma è davvero difficile esere critici. Si può parlare di troppa Hollywood presente nonostante il tentativo di nasconderlo (certo, Spielberg non è Rossellini) e si può parlare di troppa pianificazione, anche strumentale: con tanto movimento (presentazioni in Germania, a Varsavia, in Israele, con l'avallo di Wiesenthal, il grande nemico dei nazisti, e con l'intervento delle potenti comunità ebraiche del mondo) come si sarebbe potuta negare a Spielberg una bella messe di Oscar? Infatti ne ha raccolti sette, compresi i due maggiori, al film e alla regia. Ma ribadiamo: è un film che "rimarrà".
Il film definitivamente più ambizioso di Spielberg, emozionante e coinvolgente, un’opera eccellente fotografata in uno straordinario bianco e nero da J. Kaminski, tranne che per il prologo e per l’epilogo, e per un piccolo, toccante particolare: la bambina con il cappottino rosso che compare durante la “liquidazione” finale del Ghetto di Cracovia del 1943 (una lunga e [...] Vai alla recensione »
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